MONTE DEI PASCHI DI SIENA/ Mps, in Borsa chiude sotto i 2,7 euro ad azione (oggi, 30 aprile)

- Lorenzo Torrisi

Monte dei Paschi di Siena news. Mps in Borsa chiude sotto quota 2,7 euro ad azione. Attesa per sorte della Tenuta di Marinella. Ultime notizie live di oggi 30 aprile 2018

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Monte dei Paschi, Lapresse

IN BORSA CHIUDE SOTTO I 2,7 EURO AD AZIONE

Mps chiude in Borsa con un rialzo dello 0,7%, restando comunque sotto la soglia dei 2,7 euro ad azione. Si attendono sviluppi sulle sorti della Tenuta di Marinella, tra cui proprietari c’è anche Montepaschi. Nei giorni scorsi, infatti, i sindacati avevano detto che “da lunedì lo storico marchio morirà”, stante il trasferimento programmato degli ultimi animali presenti ancora nell’azienda. Resta da capire cosa sarà dell’azienda e dei suoi lavoratori. Nel frattempo, per quanto riguarda il destino di Mps, il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha fatto sapere che “le condizioni strutturali non sono preoccupanti in nessun modo”, ma “noi comunque non siamo disposti a intervenire”. Dunque, dopo Ubi Banca, anche Intesa Sanpaolo smentisce ogni voce circa la possibilità di un’operazione di aggregazione con Montepaschi.

PROFITTO NETTO A 14 MILIONI SECONDO CREDIT SUISSE

Mps in Borsa guadagna lo 0,1%, mantenendosi sopra i 2,65 euro ad azione. Montepaschi renderà noti i conti del primo trimestre dell’anno solo il prossimo 11 maggio. Secondo Credit Suisse, la banca toscana chiuderà i primi tre mesi del 2018 con un profitto netto di 14 milioni di euro, contro i 502 milioni di perdita dell’ultimo trimestre del 2017. Tutto questo grazie alla ripresa dei ricavi e alla diminuzione dei costi operativi e di un costo per il rischio tornato su livelli più normali. Secondo quanto spiega Milano Finanza, questa previsione è nettamente contraria al consenso Bloomberg, secondo cui Mps chiuderà il trimestre ancora in rosso, seppur di 6 milioni di euro. “Noi tendiamo a credere che Mps  registrerà un trimestre in miglioramento e che chiuderà il periodo con un piccolo profitto, ma resta la sfida dell’incremento dei ricavi”, è la posizione degli analisti di Credit Suisse, secondo cui solo un netto incremento dei ricavi può portare a rivedere il valore dell’azione. Il rating di Credit Suisse resta underperform, con un target price pari a 3 euro.

I RIMBORSI AI RISPARMIATORI AZZERATI

Repubblica ha dedicato un articolo ai rimborsi ai risparmiatori coinvolti nei dissesti bancari, che finora sono stati pari a circa 2,2 miliardi di euro sui 30 persi da azionisti e obbligazionisti. Le cause non mancano e “i primi a incassare dall’unica procedura conclusa – qualche giorno fa – sono i 15.443 detentori di obbligazioni delle banche in crisi nel novembre 2015: Marche, Etruria, Cariferrara, Carichieti. Si azzerarono 780 milioni in bond subordinati, ma l’esborso del Fondo interbancario volontario (costituito dagli operatori del credito in Italia) ha restituito 181 milioni, per il 90% in piccoli assegni sotto i 20 mila euro”, si legge sul quotidiano romano, che ricorda anche che sono state presentate all’Anac 1.695 istanze, “con 79 milioni richiesti: un mese fa la prima udienza dei collegi Anac ha accolto ben 29 delle prime 32 istanze, pari a 473mila euro che pagherà ancora il Fondo interbancario”. I tempi però per i ricorrenti sembrano essere piuttosto lunghi.

L’articolo di Andrea Greco e Franco Vanni si sofferma anche sulle vicende giudiziarie di Montepaschi. “I vari filoni partono dalle manovre sui derivati per occultare le perdite Mps del 2009. Sono a processo Mussari, Vigni e Baldassarri per aggiotaggio, falso in bilancio e ostacolo. Due nuovi filoni riguardano la gestione successiva: in uno la procura ha chiesto l’archiviazione dell’accusa di ostacolo alla vigilanza per Alessandro Profumo (all’epoca presidente) e Fabrizio Viola (ad): presto si pronuncerà il gip”. Sappiamo poi com’è andata a finire. “I nuovi filoni diranno molto anche della ‘tenuta’ dell’azione di responsabilità che qualche socio Mps chiede alle passate gestioni e a Deutsche Bank e Nomura, le controparti di quei derivati. Richiesta da ben 11 miliardi”.

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