OPAS VITTORIA ASSICURAZIONI/ 14 euro per azione. Obiettivo delisting

Vittoria Assicurazioni vola in Borsa. Merito dell’Opas che è stata lanciata stamane, prima dell’apertura delle contrattazioni, da Vittoria Capital. Obiettivo delisting

16.05.2018 - Bruno Zampetti
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Piazza Affari (LaPresse)

OPAS VITTORIA ASSICURAZIONI A 14 EURO

Vittoria Assicurazioni vola in Borsa. Merito dell’Opas che è stata lanciata stamane, prima dell’apertura delle contrattazioni, da Vittoria Capital, società che fa capo a Carlo Acutis medianta Yafa Holding e che già detiene il 51,15% di Vittoria Assicurazioni. Nello specifico, come ricorda Milano Finanza,  Yafa Holding controlla l’82% di Vittoria Capital e a sua volta il suo intero capitale è detenuto da Yafa Spa, società riferibile al Presidente emerito di Vittoria Assicurazioni. L’Opas è finalizzata al delisting della società e Vittoria Capital è pronta a pagare 14 euro per ogni azione di Vittoria Assicurazioni oppure ad assegnare 1,4 azioni ordinarie di Vittoria Capital per ogni azione di Vittoria Assicurazioni. Considerando che ieri a Piazza Affari il titolo aveva chiuso a 11,7 euro, l’Opas prevede un “premio” del 19,5% circa per gli azionisti che decideranno di aderire.

OPAS VITTORIA, OBIETTIVO DELISTING

L’offerta di Vittoria Capital è destinata al 40,76% del capitale di Vittoria Assicurazioni che è quotato in Borsa. L’esborso massimo per l’operazione è previsto in 385 milioni di euro. Ovviamente i dettagli dell’Opas dovranno essere concordati con Borsa italiana e nei prossimi giorni verranno comunicati ai mercati, in modo che gli investitori sappiano come poter aderire. Il titolo, nel frattempo, si è già adeguato al prezzo dell’Opas, visto che ha raggiunto i 13,95 euro. Sarà interessante capire quali sono le ragioni che hanno portato Acutis a voler stringere maggiormente il controllo su Vittoria Assicurazioni, mettendo sul piatto anche un prezzo decisamente allettante. Sembra così destinata a sparire dal listino una società che era quotata dal 1988. Tuttavia non bisogna dimenticare che a volte le società delistate poi tornano a quotarsi. Il caso più recente è quello di Pirelli.

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