Gibson ha dichiarato fallimento/ 500 milioni di dollari di debiti, ma non smetterà di produrre chitarre

- Paolo Vites

La storica azienda produttrice di chitarre elettriche, ma non solo, ha dichiarato fallimento, il debito sarebbe di 500 milioni di dollari, ma non smetterà di produrre strumenti musicali

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La chitarra Gibson

“La prima volta che ho sopportato la mia immagine è stata quando mi sono visto allo specchio con una chitarra in mano” racconta Biuce Springsteen. C’era un tempo in cui i ragazzini piantavano casino in casa fino a quando i genitori non avessero loro comprato una chitarra e c’era un tempo in cui alcuni di questi ragazzini sarebbero poi diventati delle star. All’inizio erano chitarrine da pochi soldi, poi avrebbero potuto permettersi modelli da migliaia di dollari, ma ormai erano diventati delle star. Tra i modelli più amati la Gibson, quella preferita anche dai musicisti di blues, per il suo suono così profondo e carico di colori, e tante rock star, tra cui B.B. King, Neil Young, Jimmy Page, Jimi Hendrix, Eric Clapton, Chuck Berry, Angus Young e Slash. L’azienda, fondata nel 1902, Gibson ha dichiarato adesso fallimento, la notizia era nell’aria da alcuni mesi, ricorrendo al capitolo 11 del Codice fallimentare americano, in modo da ottenere agevolazioni per pagare i debiti accumulati. C’è chi dice che parte della colpa di questa crisi sia dovuta al fatto che i ragazzini degli ultimi anni non sono più come quelli di una volta: il successo commerciale della musica rap, che da decenni domina le classifiche mondiali, avrebbe fatto sì che la chitarra venga oggi considerata uno strumento che non interessa più, non ha più il fascino di chi era cresciuto con il rock’n’roll.

GIBSON HA DICHIARATO FALLIMENTO

Dal 2007 al 2017 negli Stati Uniti si è passati da vendere 1,5 milioni di chitarre elettriche a circa un milione e infatti in crisi è anche un’altra celebre azienda produttrice di chitarre, la Fender. La Gibson ha oltre 150 milioni di dollari di debiti non solo per questo, secondo Bloomberg potrebbero in verità essere 500. Ci sono stati parecchi investimenti sbagliati, ad esempio l’acquisto della divisione audio della Philips nel 2014 per 135 milioni di dollari. Poi ci si sono messe anche le imposizioni ambientaliste. I modelli Gibson erano fatti usando il palissandro, un prezioso legno fondamentale per costruire chitarre e bassi. L’entrata in vigore della Convenzione sul commercio internazionale di flora e fauna minacciate di estinzione ne ha proibito l’utilizzo. Attenzione però: in realtà la Gibson continuerà a produrre chitarre. Per adesso sospenderà totalmente la produzione di componenti audio Philips, ma continuerà con le chitarre e le casse audio per professionisti. Non è finita dunque. Speriamo intanto non finisca la musica.



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