ITALIA, DISOCCUPAZIONE GIOVANI/ Bassa come nel 2011, ma in Europa va molto meglio

- Bruno Zampetti

In Italia la disoccupazione giovanile scende al 31,7%, ai minimi dal 2011. L’Istat ha fatto sapere che il tasso generale per il mese di marzo si attesta all’11%

lavoro_giovane_scaffale_lapresse
Lapresse

La disoccupazione giovanile in Italia è scesa al 37,1%, il dato più basso dalla fine del 2011. Lo ha fatto sapere l’Istat nella sua rilevazione relativa al mese di marzo. Tuttavia il nostro Paese resta ancora tra quelli dove ci sono più persone senza lavoro nell’Unione europea. Complessivamente, infatti, nell’Ue a 28 il tasso di disoccupazione è pari al 7,1%, contro l’11% italiano. Nell’Eurozona si sale all’8,5%, ma si resta ampiamente sotto il nostro dato. Tra l’altro sopra il 10% sono rimasti solo tre paesi: l’Italia, appunto, insieme alla Spagna e alla Grecia. Per quanto riguarda i giovani, il tasso di disoccupazione nell’Ue è pari al 15,6% e nell’Eurozona si arriva al 17,3%. La differenza qui tra il nostro Paese e la media europea è ancora più marcata. Anche in questo caso a fare peggio di noi ci sono solo Spagna e Grecia. Vedremo se gli incentivi alle assunzioni dei giovani miglioreranno la situazione.

ISTAT, DISOCCUPAZIONE ALL’11% A MARZO

L’Istat ha diffuso i dati relativi agli occupati e ai disoccupati nel mese di marzo. Il tasso di disoccupazione rimane stabile all’11% rispetto al mese precedente, mentre quello giovanile scende al 31,7% (-0,9 punti percentuali), il livello più basso dalla fine del 2011. Contemporaneamente cresce il tasso di occupazione, che si porta al 58,3%, con un incremento dello 0,2% rispetto a febbraio. L’occupazione è aumentata per gli uomini, mentre è scesa per le donne, e ha riguardato tutte le classi di età, salvo quella compresa tra i 35 e i 49 anni. L’aumento maggiore, dello 0,9%, si è avuto per i giovani 25-34enni. Dunque è aumentato il numero delle persone in cerca di occupazione a marzo, di circa 19.000 unità. Il tasso di inattività è sceso al 34,3%, ma non ha fatto registrare discese particolari tra i giovani tra i 15 e i 24 anni. Su base annua continua l’aumento degli occupati (+0,8%), prettamente a termine (+323 mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni e, in misura minore, i 15-34enni. Nell’arco di un anno diminuiscono sia i disoccupati (-4%) sia gli inattivi (-1,1%).

ISTAT, PIL DEL PRIMO TRIMESTRE IN CRESCITA

L’Istat ha diffuso anche la stima preliminare del Pil dell’Italia relativa al primo trimestre dell’anno, che fa segnare una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’istituto nazionale di statistica evidenzia che questo primo trimestre del 2018 ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative del primo trimestre 2017. L’incremento congiunturale del Pil è la sintesi di un aumento del valore aggiunto dei settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e dei servizi, mentre il valore aggiunto dell’industria ha segnato una variazione pressoché nulla. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. Secondo i calcoli dell’Istat, la variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,8%. Il che vuol dire che se nei prossimi trimestre vi fosse una crescita del Pil pari a zero, alla fine dell’anno la crescita sarebbe appunto dello 0,8%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori