Reddito di cittadinanza, Confindustria: “Spreco ingente”/ “Sbagliato sostituire Reddito di inclusione”

- Carmine Massimo Balsamo

Reddito di cittadinanza, Confindustria: “Spreco ingente”. Il Centro Studi si dice critico riguardo la sostituzione del Reddito di inclusione introdotta dall’ultimo esecutivo

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Reddito di cittadinanza, Confindustria: “Spreco ingente”: il Centro Studi dell’organizzazione rappresentativa delle imprese manifatturiere e di servizi italiani si dice critico sull’introduzione dello strumento indicato dal Movimento 5 Stelle. “Il Reddito di cittadinanza potrebbe costare molto (30 miliardi di euro o più rispetto ai già elevati 17 miliardi prospettati dal M5S) e comportare uno spreco ingente di risorse pubbliche, poiché verrebbe concesso anche a individui che poveri non sono”, il risultato dell’analisi degli esperti. In particolare, sono stati studiati gli effetti del Rei, Reddito di inclusione, introdotto dall’ultimo esecutivo: secondo il Centro Studi di Confindustria sarebbe sbagliato affrettarsi alla sostituzione di quest’ultimo, che ha una gitta limitata rispetto alla platea di riferimento ma che potrebbe venire rafforzato per verificarne l’efficacia, come sottolineato da Repubblica.

REDDITO DI CITTADINANZA, CONFINDUSTRIA: “SPRECO INGENTE”

Diverse le criticità evidenziate dall’analisi del Centro Studi di Confindustria, che ha sottolineato come il reddito di cittadinanza che alzerebbe il rischio di disincetivo al lavoro. Lo studio è stato condotto sulla base dei dati sulla povertà: la crisi ha portato a quasi cinque milioni di persone il numero il totale di coloro che vivono in famiglie indigenti, ben tre milioni in più rispetto al 2007. La risposta alla povertà, come sottolineato da Repubblica, non è efficace attraverso misure universalistiche, adottate sia in Finlandia che in Alaska e che non hanno portato miglioramenti effettivi. Secondo i ricercatori, Giovanna Labartino, Francesca Mazzolari e Michelangelo Quaglia, la migliore alternativa è quella di uno strumento sì universale, ma che prevede una “prova dei mezzi” per individuarne i benefici. Il Reddito di inclusione introdotto dall’ultimo governo è la prima formula utilizzata in Italia per contrastare la povertà, con Confindustria che ne ha elogiato l’impianto sebbene sottolineandone la scarsità di misure (2,1 miliardi nell’ultima legge di bilancio).

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