SPREAD A 300/ Le armi di Cottarelli per tranquillizzare i mercati (anche senza la fiducia)

- int. Francesco Forte

Anche ieri lo spread è salito, superando la soglia dei 300 punti base. Male anche la Borsa italiana. Per FRANCESCO FORTE Carlo Cottarelli può tranquillizzare i mercati

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Carlo Cottarelli, chi è l'economista convocato da Mattarella

Ieri lo spread ha superato anche la soglia dei 300 punti base, arrivando a quota 320, per poi ripiegare e chiudere a 303. Anche per Piazza Affari è proseguito il trend negativo, che aveva giù fatto bruciare tutti i guadagni dall’inizio dell’anno, portando il Ftse Mib sotto i 21.500 punti. Per quale ragione spread e Borsa continuano ad avere questo andamento sfavorevole per il nostro Paese? «Credo per via anche di un errore di comunicazione importante da parte di Sergio Mattarella», ci dice Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze.

Quale errore avrebbe commesso il Presidente della Repubblica?

Non ha spiegato che il vero problema sul nome di Paolo Savona riguardava non tanto il suo pensiero sull’euro e l’Ue, bensì il fatto che intendesse ampliare il deficit pubblico per varare provvedimenti che secondo lui avrebbero generato una crescita del Pil, riducendo in futuro il rapporto debito/Pil: un discorso che va contro l’articolo 81 della Costituzione. Non è un caso che Mattarella abbia scelto come Premier una persona in grado di garantire la tenuta dei conti pubblici. Dunque il Capo dello Stato avrebbe dovuto chiarire la ragione reale della sua scelta anziché generare un pasticcio riguardante l’Ue e l’euro. Purtroppo questa mancata comunicazione crea ancora incertezza sui mercati. 

Cosa temono in particolare i mercati?

Siamo in un interregno per cui di fatto non c’è nessuno al ministero dell’Economia, non sappiamo a quanto ammonti la riserva liquida del Tesoro, se l’Italia sia in grado di sopportare il rialzo dei tassi di interesse e in che modo, mettendo mano al bilancio, si possa creare uno spazio di elasticità per reggere l’aumento del servizio del debito pubblico fino alla nascita del prossimo Governo. Aggiungiamo che con l’impeachment il Movimento 5 Stelle vorrebbe processare il Presidente della Repubblica, l’unica persona che ha un elemento politico di esistenza certa, e si può ben capire perché i mercati sono giustamente preoccupati.

Cosa può fare a questo punto Cottarelli per tranquillizzare i mercati?

Deve dare un messaggio chiaro sul fatto che i conti italiani possono reggere l’aumento dei tassi di interesse derivante dalla prossima conclusione del Qe, dalla situazione internazionale, dall’incertezza…

Tuttavia è praticamente impossibile che il suo Governo possa avere la fiducia del Parlamento…

È vero, ma potrebbe in ogni caso mostrare in tempi brevi che c’è questo spazio nel bilancio pubblico di cui ho appena parlato. Spero che Mattarella gli abbia chiarito che questo è il suo compito principale: non solo avviarci alle elezioni, ma farlo sterilizzando l’Iva ed evitando che l’aumento dei tassi faccia andare a monte gli equilibri di bilancio, consentendo così a chi verrà dopo di avere la strada spianata per una Legge di bilancio sensata. Questo dovrebbe essere il compito di Cottarelli.

Dovrebbe o no, anche in caso di sfiducia, predisporre una Legge di bilancio?

Più che una Legge di bilancio dovrebbe fare una rassegna delle spese che vanno contenute nel loro aumento per creare uno spazio per cui si possa dire che è possibile sostenere un servizio per gli interessi del debito pubblico che è aumentato e che potrebbe aumentare ancora. Ritengo anche che la sterilizzazione dell’Iva sarebbe un dovere del suo Governo, anche di ordinaria amministrazione, e potrebbe farla con un decreto legge: voglio vedere se qualcuno per ragioni politiche deciderà di votare contro.

Sarà importante però che Cottarelli mandi le rassicurazioni ai mercati prima del 14 giugno, quando si terrà il board della Bce. Se la situazione del nostro Paese dovesse diventare argomento di discussione in quella sede i mercati sarebbero ancora più preoccupati, non trova?

Certamente. Bisogna far vedere che possiamo essere sostenuti dalla Bce al di là del Qe, perché abbiamo i requisiti di solvibilità. Come noto, infatti, se si ha un problema di liquidità, ma non di solvibilità, l’Eurotower può intervenire. Se invece c’è anche una crisi di solvibilità non resta che il fondo salva-Stati. Cottarelli deve anche mettere in luce che c’è una possibilità sostanziale di risolvere i problemi di un’eventuale crisi di liquidità dipendente da un anomalo aumento dei tassi derivante da situazione dal rialzo dello spread, da fenomeni speculativi, incertezze internazionali, ecc. A quel punto i timori sull’Italia sarebbero insensati.

(Lorenzo Torrisi)

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