Assicurazioni, Cassazione: “Unit linked non sono polizze”/ Rischio aggravi fiscali? Ania: “Caso specifico”

- Silvana Palazzo

Assicurazioni, Cassazione: “Unit linked non sono polizze”. Si tratta di strumenti di investimento senza garanzia di restituzione del capitale. Rischio aggravi fiscali? Ania: “Caso specifico”

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Caos nel mondo delle assicurazioni e tra gli assicurati dopo una sentenza della Corte di Cassazione sulle polizze “unit linked”. È stato stabilito che questi prodotti non rappresentano polizze vita, ma investimenti finanziari. La differenza è importante, perché le polizze vita prevedono un trattamento differenziato dal punto di vista fiscale ed ereditario; inoltre, non possono essere né sequestrate né pignorate. Secondo la Cassazione, il Ramo III delle compagnie assicurative, costituito quasi esclusivamente da unit linked, non ha le caratteristiche di una polizza vita. Ciò che fa la differenza è il fatto che in una unit linked il rischio finanziario è sulle spalle dell’assicurato, non c’è garanzia di restituzione del capitale né accollo del cosiddetto rischio demografico (il caso morte). Per l’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) la sentenza della Cassazione si riferisce ad un caso specifico, quindi non rivoluziona il mercato assicurativo. «Non si rilevano nella pronuncia della Suprema corte – spiega Ania – conclusioni che mettano in dubbio la connotazione di prodotto assicurativo con riferimento alle polizze con contenuto finanziario».

ASSICURAZIONI, CASSAZIONE: “UNIT LINKED NON SONO POLIZZE”

Bisognerà valutare come si assesterà il mercato dopo questa sentenza della Corte di Cassazione sulle polizze “unit linked”. Molto spesso rappresentano la “sostanza” della polizza, ma formalmente fanno parte dei “prodotti ibridi”, che hanno una componente assicurativa tradizionale. Le unit linked comunque già in passato avevano sollevato qualche dubbio da parte delle autorità, proprio per il trasferimento di tutto il rischio dell’investimento sul sottoscrittore, allontanandosi in parte da quella che è la “filosofia” assicurativa. Il successo clamoroso di questi prodotti è legato alla convenienza dal punto di vista regolamentare (l’assorbimento di capitale) e alla difficoltà di garantire rendimenti in un contesto di tassi negativi. Tutto questo finora. «Le conseguenze della sentenza andranno valutate nel dettaglio (l’Ania si è riservata di analizzarne le conseguenze), ma certamente nel breve l’attività commerciale subirà un rallentamento», ha spiegato Giuseppe Mapelli, analista Equita del settore assicurativo, a Repubblica.



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