Tria “reddito di cittadinanza ok, no assistenzialismo”/ Def passa a Camera: “calo debito, bilancio più solido”

- Niccolò Magnani

Ministro Tria in Aula per il Def (via libera dalla Camera): “reddito di cittadinanza ok, ma niente assistenzialismo. Consolidare il bilancio e il calo del debito” 

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Ministro Tria alla Camera (Twitter, Sky Tg24)

Via libera dalla Camera al Def con 330 voti favorevoli e 242 contrari (quattro gli astenuti): il Documento di Economia e Finanza del Governo Conte ottiene il proseguimento in Parlamento con il voto sul testo favorevole anche dal Ministro dell’Economia Giovanni Tria. Lega-M5s mettono sul piatto “i desiderata” verso la Legge di Bilancio del prossimo autunno con questa risoluzione votata oggi alla Camera dopo le discussioni, anche accese, della mattinata. Con la relazione del deputato Federico D’Incà (M5s) il Governo si impegna «ad assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l’aumento dell’aliquota Iva e delle accise su benzina e gasolio e a individuare misure da adottare nel 2018 nel rispetto dei saldi di bilanci». Tra le priorità presenti il sostegno ai redditi più bassi, il superamento della Legge Fornero con la Quota 100 applicata alle pensioni e la lotta alla povertà. Tria però ha posto i paletti entro i quali Salvini-Di Maio-Conte dovranno muoversi nei prossimi mesi, fissando alcuni punti cardine che mettono “struttura” alle ipotesi e proposte contenute nel Contratto di Governo. «Il quadro macroeconomico del Def prevede un deficit allo 0,8% del Pil nel 2019 e il pareggio di bilancio nel 2020, con il debito che inizierebbe un chiaro percorso discendente. E’ un’evoluzione che è bene non mettere a repentaglio, perché il consolidamento bilancio è condizione necessaria per mantenere la fiducia dei mercati».

L’IMPRONTA DEL MINISTRO TRIA SUL REDDITO DI CITTADINANZA

Secondo il Ministro dell’Economia, in poche parole, l’invito centrale è molto simile a quello del suo predecessore Padoan, ovvero mantenere il più possibile il percorso di riduzione del debito sopra tutte le altre priorità. Un messaggio diretto che farà piacere sicuramente a Bruxelles e che potrebbe incontrare qualche “fremito” tra Di Maio e Salvini intenti a presentare con i propri gruppi parlamentari tutte le proposte possibili per mettere in atto il Contratto “del cambiamento”. A settembre, ha detto Tria, «usciranno le linee programmatiche illustrate dal presidente del Consiglio sarà possibile conciliare la crescita e l’occupazione con la sostenibilità del debito». Importante il passaggio sul reddito di cittadinanza, il provvedimento centrale del Governo su volere diretto del Movimento 5 Stelle: secondo il Ministro del Mef, «il reddito di cittadinanza, volto a contrastare le sacche di povertà presenti in Italia tramite interventi non assistenziali bensì tramite l’integrazione nel mercato del lavoro, avrà un ruolo centrale». C’è però un “ma” che lo stesso Tria ha voluto sottolineare: «Assicurare un reddito dignitoso – dice infatti il Ministro – a chi è temporaneamente in stato in disoccupazione o fa fatica a entrare o rientrare in un impiego è condizione essenziale per consentire in un quadro di stabilità sociale i necessari processi di innovazione tecnologia e ristrutturazione produttiva».



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