Nuovo bollo auto europeo/ Chilometri percorsi e grado di inquinamento: obiettivo 2023 per i mezzi pesanti

- Davide Giancristofaro Alberti

Nuovo bollo auto europeo. Chilometri percorsi e grado di inquinamento, i nuovi parametri per calcolarlo. Dovrebbe venire introdotto non prima del 2026: tante novità in arrivo

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Nuovo bollo auto europeo a partire dal 2026

La rivoluzione nel settore automobilistico col lancio del cosiddetto superbollo europeo potrebbe diventare nei prossimi anni realtà, stando almeno alla proposta che la Commissione Trasporti del Parlamento UE ha presentato, in modo da uniformare questa tassa in tutti gli Stati Membri dove, attualmente, i criteri adottati per il pagamento differiscono ancora in maniera sostanziale. Mentre qualcuno già si interroga su eventuali costi e le possibili maggiorazioni per gli automobilisti, intanto fa discutere l’aspetto per cui i due parametri su cui verrà calcolato il bollo saranno la potenza del veicolo (cavalli e Kw) e il grado di inquinamento della vettura: di conseguenza, si evince come più si utilizza l’automobile e più si dovrà pagare, con probabili ricadute soprattutto su coloro che fanno affidamento sulle proprie utilitarie. Intanto, in attesa di chiarimenti suk tema, va comunque detto che si tratta di un progetto ancora di là da venire dato che, il varo del nuovo bollo, almeno per quanto riguarda i mezzi pesanti, partirebbe dal 2023 (sempre che la Commissione Trasporti ottenga il via libera dal Consiglio Europeo), mentre il superbollo sarebbe uniformato per tutte le automobili solamente dal 2026 in poi, ovvero altri tre anni dopo. (agg. di R. G. Flore)

SARA’ NECESSARIA LA SCATOLA NERA?

Fa molto rumore l’introduzione di un nuovo bollo auto europeo che sicuramente porterà diverse novità nel nostro paese in termine di automobili. Si calcolerà non a seconda della potenza del motore dell’automobile ma per i chilometri percorsi. Come sarà possibili calcolarli? Ovviamente non basterà un’autocertificazione, ma probabilmente sarà necessaria l’installazione di una piccola ”scatola nera” all’interno dell’autovettura per la quale potrebbe essere previsto un incentivo. Gli automobilisti però non sono convinti di questa situazione e hanno paura che potrebbero essere eccessivamente controllati tramite questi ingegni tecnologici. Al momento la situazione rimane molto frammentaria e piena di punti interrogativi, molto presto però arriveranno delle precise informazioni che ci faranno capire meglio come comportarci in merito all’introduzione di queste interessanti novità. (agg. di Matteo Fantozzi)

I NUOVI PARAMETRI PER CALCOLARLO

Il bollo auto andrà in pensione fra qualche anno. L’Unione Europea sta infatti lavorando ad un nuovo bollo che sia uguale per tutti gli automobilisti dei paesi appartenenti appunto all’UE. La proposta è stata presentata in questi giorni dalla commissione Trasporti del Parlamento, e il nuovo bollo sarà decisamente differente rispetto a quello attuale, a voi decidere se in meglio o peggio. La tassa attuale si calcola tenendo conto della potenza dei veicolo, quindi il numero di cavalli di cui dispone l’automobile e i suoi Kw. Invece, per quello europeo, si terrà conto anche dei chilometri che un’auto percorre in un anno. Di conseguenza, il nuovo bollo punta a ridurre l’utilizzo della propria auto, pensando quindi all’aspetto ambientale.

SARA’ INTRODOTTO NON PRIMA DEL 2026

Inoltre, bisognerà tenere in considerazione, per pagare il bollo, anche il grado di inquinamento della stessa vettura. In poche parole, più su utilizza l’auto e più si inquina, più si pagherà la tassa automobilistica. Di contro, i più “green” e quelli che hanno quasi sempre l’automobile in garage, potranno godere di uno “sconto”. Ma come si fa a calcolare con precisione i chilometri percorsi in un anno? Per evitare i soliti “furbetti”, verrà installato un dispositivo sull’automobile che comunicherà con un cervellone centrale, e che invierà appunto il numero dei km percorsi ogni 12 mesi, utili al fine del pagamento della tassa. Il nuovo bollo dovrebbe comunque divenire legge fra un po’ di anni, visto che si parla di un’introduzione non prima del 2026, dopo una sperimentazione fra i mezzi pesanti a partire dal 2023.

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