Imu e Tasi 2018, chi paga?/ Scadenza 18 giugno. Confedilizia chiede di cambiare il sistema

- Bruno Zampetti

Imu e Tasi 2018, chi paga? Pochi i casi di sconto ed esonero previsti dai Comuni. L’aliquota media per le imposte è quindi vicina ai massimi consentiti

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Lapresse

Si avvicina la scadenza per il pagamento della prima rata di Imu e Tasi 2018. C’è da chiedersi se il nuovo Governo voglia intervenire sul fronte della tassazione sulla casa. Confedilizia vorrebbe che il sistema fosse ripensato completamente, visto che ormai, come messo in evidenza dai dati Caf Acli pubblicati da Il Sole 24 Ore, le aliquote medie sono vicine ai massimi consentiti dalla legge. Inoltre, considerando anche la Tari, sulle case si pagano circa 31 miliardi di euro di tasse ogni anno. “Si tratta di un onere non più sostenibile e, soprattutto, di una tassazione puramente patrimoniale, che non tiene nel minimo conto la qualità e la quantità dei servizi offerti ai cittadini. Occorre riformare radicalmente il sistema, sostituendo Imu, Tasi e Tari con un tributo effettivamente legato ai servizi e deducibile dal reddito di persone fisiche e imprese”, è quindi la richiesta della Confederazione che riunisce le associazioni dei proprietari di casa.

IMU E TASI 2018, COME SI CALCOLA L’IMPORTO

Tempo di pagamenti: per i possessori o per chi utilizza un immobile il prossimo 18 giugno scade il termine per versare l’acconto Imu e Tesi. Non essendoci state variazioni nella normativa, per il calcolo dell’importo da versare non ci sono difficoltà. Si dovranno tenere in considerazione solo eventuali modifiche relative agli immobili, ad esempio in caso di nuova rendita catastale o nuova locazione. Come riportato da LeggiOggi, per il calcolo dell’importo si parte dalla base imponibile (rendita catastale per i fabbricati, rivalutata del 5%) a cui si applicano i coefficienti distinti per categoria catastale. Al valore ottenuto si applicheranno le aliquote Imu e Tasi. L’acconto come sempre è pari al 50% dell’importo complessivo, e a dicembre bisognerà effettuare il saldo. Come in precedenza, anche quest’anno la prima casa è completamente esentata dal pagamento dell’Imu e della Tasi. Per prima casa si intende quella dove il nucleo familiare ha posto la propria residenza abituale. (agg. di Silvana Palazzo)

A GIUGNO IL FISCO CHIEDE PIÙ DI 53 MILIARDI DI TASSE AGLI ITALIANI

Il pagamento della prima rata Imu e Tasi 2018, la cui scadenza è fissata per il 18 giugno, rappresenta solo uno dei tanti appuntamento con il fisco con cui molti italiani dovranno fare i conti questo mese. Secondo quanto calcolato dalla Cgia di Mestre, tra le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori, la Tasi/Imu, l’Iva, l’Ires, l’Irpef riconducibile alle partite Iva, l’Irap, la Tari e tutta una serie di altre imposte minori, le famiglie, le imprese e i lavoratori autonomi dovranno entro il 30 giugno versare 53,3 miliardi di euro di tasse. Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, evidenzia che una delle difficoltà dei cittadini di fronte al fisco è rappresentata dalla complessità e farraginosità del nostro sistema tributario, che “spesso mette in seria difficoltà perfino gli addetti ai lavori, come i commercialisti, le associazioni di categoria o i Caf. Figuriamoci gli imprenditori, in particolar modo quelli di piccola dimensione, che nelle prossime settimane saranno costretti a recuperare le risorse economiche per onorare questo impegno in una fase molto delicata in cui le banche continuano a concedere il credito con il contagocce”.

IMU E TASI 2018, POCHI GLI SCONTI

Non manca molto al 18 giugno, scadenza per il pagamento della prima rata di Imu e Tasi 2018. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, di fatto i Comuni hanno nella maggioranza dei casi riconfermato le aliquote e le tariffe vigenti lo scorso anno e dunque per molti cittadini non ci sarà alcun cambiamento da fare per il versamento dell’imposta, a meno che non abbiano cambiato casa oppure non siano intervenute modifiche a livello catastale. Il quotidiano di Confindustria ha fatto svolgere da Caf Acli un’analisi sul livello medio delle aliquote applicate agli immobili, scoprendo che queste sono di fatto ferme al 2015 e che gli sconti previsti sono molto rari. Se l’aliquota massima applicabile per l’Imu è pari al 10,6 per mille e per la Tassi all’11,4 per mille, i dati medi dicono che nei comuni sopra i 50.000 abitanti si può arrivare a un’aliquota del 10,5 per mille, vicina quindi ai massimi consentiti.

IMU E TASI, ALIQUOTA MEDIA VICINO AI MASSIMI CONSENTITI

Il Sole 24 Ore ricorda che a Milano è stata prevista l’esenzione della Tasi per gli immobili in categoria catastale D e destinati al servizio di mercato all’ingrosso, che si vedono anche ridotta al 7,6 per mille l’aliquota Imu. A Genova, gli immobili del centro storico soggetti a recupero edilizio nel corso di quest’anno avranno un’Imu dell’8,4 per mille, così come gli immobili usati da start-up e Pmi innovative come beni strumentali. A Terni, invece, per cercare di migliorare la situazione contabile del Comune, è stato deciso di arrivare al 10,6 per mille di aliquota, salvo che per le abitazioni principali non di pregio. Il quotidiano di Confindustria conclude che l’unica categoria di immobili su cui si nota una riduzione dell’imposta è quella delle case affittate a canone concordato. In questo caso, infatti, l’aliquota media è scesa dal 9,16 per mille del 2015 al 9,11 per mille di quest’anno.

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