Ilva Taranto, Grillo: “Nessuno vuole chiuderla”/ Calenda: “Speriamo”. Sindacati chiedono incontro a Di Maio

- Silvana Palazzo

Ilva Taranto, Beppe Grillo: “Nessuno vuole chiuderla”. Carlo Calenda: “Speriamo”. Sindacati intanto chiedono incontro a Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico

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Lo stabilimento Ilva di Taranto (LaPresse)

Il governo M5s-Lega non intende chiudere l’Ilva. Ad assicurarlo è Beppe Grillo, che detta la linea con un video pubblicato sul suo blog. «Si pensa ad una riconversione – precisa – quindi mantenendo sempre l’occupazione nella bonifica». La ristrutturazione del sito è un’operazione complessa e difficile, ma bisogna preservare i posti di lavoro: questo in sintesi il Grillo-pensiero. Nel post dal titolo “Che il cielo sopra l’Ilva diventi sempre più blu” Grillo parla del bacino del Ruhr come «esempio da emulare». Questa è l’area bonificata in dieci anni, dal 1990 al 2000, per risanare il territorio. All’inizio l’obiettivo, spiega Grillo, era quello di contrastare i fenomeni di progressivo declino economico e di fortissimo inquinamento ambientale. «Negli anni si è trasformata nella più colossale riconversione industriale del mondo» ha aggiunto il co-fondatore del MoVimento 5 Stelle, che per l’operazione di riconversione dell’Ilva suggerisce anche di attinge ai fondi europei.

CALENDA RISPONDE A GRILLO, SINDACATO “CHIAMANO” DI MAIO

Intanto i sindacati di categoria Cgil-Fiom, Cisl-Fim e Uil-Uilm hanno scritto una lettera a Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro per chiudere un «incontro urgente» sull’Ilva. L’obiettivo è illustrare al vicepremier la loro posizione e «conoscere le azioni che il nuovo Governo intende mettere in campo». Nella lettera i sindacati hanno ricordato la «fase delicata» in cui si trova la trattativa con la società Am Investco «che dal primo luglio potrebbe prendere possesso degli stabilimenti senza aver raggiunto un’intesa sindacale». A rispondere a Beppe Grillo è invece l’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, molto attivo negli ultimi tempi sui social. «Ovviamente la parte video “magari la riconvertiamo per farci un parco turistico” e tutta l’altra roba onirica la consideriamo ottimisticamente come una “licenza poetica” all’artista. Ci fermiamo al tweet. E speriamo che si eviti la chiusura».



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