GUERRA DEI DAZI/ Trump vuol colpire la Cina per altri 200 miliardi. Nel mirino tabacco e prodotti alimentari

- Bruno Zampetti

La guerra dei dazi tra Usa e Cina non sembra vicina a una fine. Trump pronto a colpire prodotti alimentari e tabacchi per 200 miliardi di dollari. Pechino pronta a rispondere

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Terza Guerra Mondiale, Donald Trump (LaPresse)

GUERRA DEI DAZI TRA USA E CINA

La guerra dei dazi tra Usa e Cina non sembra vicina a una fine. Secondo quanto ha scritto Bloomberg, l’amministrazione Trump starebbe infatti pensando di imporre dei dazi del 10% su alcuni beni cinesi, in particolare riguardanti tabacco, verdura, frutta, cereali e frutti di mare, il cui ammontare complessivo sarebbe di circa 200 miliardi di dollari. A preoccupare sono poi le parole di Robert Ligthizer, il rappresentante per il commercio estero, che in un’intervista televisiva a Fox News ha evidenziato come gli Stati Uniti siano pronti “a impegnarsi in iniziative che potrebbero portare a una risoluzione delle nostre preoccupazioni sulle pratiche commerciali sleali della Cina”. L’uomo ha anche parlato di una risposta alla “rappresaglia cinese”, ovvero ai contro-dazi introdotti da Pechino la scorsa settimana come risposta a quelli che Washington stessa aveva varato.

GLI EFFETTI SUI MERCATI

Questi nuovi dazi non dovrebbero entrare in vigore subito, ma sembra che gli Stati Uniti vogliano prendersi due mesi di tempo anche per studiare nel dettaglio quali beni cinesi colpire con questa misura. Si parla di incontri per meglio studiare il dossier dopo il 20 agosto. Del resto c’è chi anche tra i Repubblicani è piuttosto preoccupato. Repubblica riporta le parole del Senatore Orrin Hatch, a capo tra l’altro della commissione Finanze, che non nasconde di aver appoggiato le misure relative alla tutela di brevetti e copyright, tuttavia trova che l’annuncio di questi nuovi dazi sia piuttosto avventato. La Cina ha già fatto sapere di ritenere inaccettabili nuovi dazi e ha promesso di studiare nuove contromisure. Il timore di un’escalation della guerra commerciale ha intanto fatto sentire i suoi effetti sulle Borse, con le principali piazze europee in perdita di oltre l’1%.

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