EI TOWERS/ Mediaset e F2i lanciano un’Opa da 57 euro ad azione

- Bruno Zampetti

Mediaset e F2i lanciano un’Opa su Ei Towers, la società che possiede le torri di trasmissione tv utilizzate da Cologno Monzese. Si riapre quindi il risiko del settore

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Lapresse

MEDIASET E F2I, OPA SU EI TOWERS

Ei Towers, società che detiene oltre 2.300 torri per la trasmissione di segnale tv, un migliaio di torri per la rete di telefonia mobile e una rete di circa 6.000 km di fibra ottica, è oggetto di un’Opa totalitaria da parte di 2i Towers, società che fa riferimento a F2i, fondo infrastrutturale della Cassa depositi e prestiti, e a Mediaset, che già detiene una quota importante (40%) di Ei Towers. L’offerta prevede un corrispettivo di 57 euro per ogni azione di Ei Towers, che ieri aveva chiuso le contrattazioni in Borsa poco sopra i 49 euro (oggi il prezzo si è allineato a quello dell’Opa). Il perfezionamento dell’operazione è subordinato al raggiungimento da parte di 2i Towers di una partecipazione complessiva nel capitale di EI Towers superiore al 90% e alla approvazione dell’Antitrust. Mediaset, avendo un’importante quota di minoranza in 2i Towers, potrà avere ancora una partecipazione indiretta in Ei Towers, ma consentirà alla società di poter essere parte di un processo di consolidamento nel settore.

IL RISIKO DELLE TORRI

Del resto non si può dimenticare che Ei Towers aveva provato a ipotizzare un’aggregazione con RaiWay, ma l’operazione venne bloccata proprio per il timore che vi potesse essere un’aggregazione di infrastrutture tv, tra cui quelle utilizzate dalla Rai, in capo a Mediaset. F2i, dal canto suo, aveva messo nel mirino Inwit, società che possiede le torri di Telecom Italia, ma che non è stata alla fine messa sul mercato. Questa operazione potrebbe quindi rappresentare il primo passo per “sbloccare” un consolidamento che di fatto si era già cercato in passato. Tra l’altro la presenza di un fondo facente capo alla Cdp dovrebbe dare anche garanzie sull’ottica di lungo termine della partecipazione e sulla conservazione dell’infrastruttura in mano italiana. Nel settore è infatti molto attiva la spagnola Cellnex, in cui tra l’altro è entrata recentemente Edizione, la holding finanziaria della famiglia Benetton, che ha acquistato da Atlantia una quota che la società aveva “ereditato” da Abertis.

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