Alitalia, Di Maio e Toninelli: “Tornerà di bandiera”/ E torna alla mente stop di Berlusconi ad Air France-Klm

- Lorenzo Torrisi

Alitalia, sul futuro della compagnia aerea sono intervenuti sia Luigi Di Maio che Danilo Toninelli. L’intenzione è di mantenere il controllo in mani italiane

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Lapresse

Nell’informativa urgente sullo stato dei tavoli di crisi aperti presso il Mise, il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio si è espresso sul caso Alitalia, assicurando la sua intenzione di spendersi in prima persona per trovare un futuro all’azienda. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli si è spinto ancora più in là, visto che ha parlato di un ritorno di Alitalia a compagnia di bandiera con il 51% in capo all’Italia e con un partner che la faccia volare. Questa presa di posizione ha ricordato a molti quella di Silvio Berlusconi. Nel 2008 fece saltare l’accordo stipulato con Air France-Kim per garantire l’italianità e l’acquisto da parte dei “capitani coraggiosi di Cai”. Ma quell’operazione fu un disastro. «Il più grande delitto di politica industriale del secolo» lo definì Pier Luigi Bersani. Toninelli, al pari di Berlusconi, punta sull’italianità del vettore, ma è davvero importante che Alitalia sia italiana? O è meglio che diventi un’azienda profittevole? (agg. di Silvana Palazzo)

ALITALIA, DI MAIO SI IMPEGNA PERSONALMENTE

Luigi Di Maio oggi è intervenuto alla Camera per riferire sui tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo economico. Ha quindi spiegato che per quanto riguarda Alitalia, il Governo ha avviato “le interlocuzioni necessarie per assicurare un futuro a questa azienda, per tutelare al meglio le esigenze dei lavoratori e del gruppo”. Il vicepremier ha anche specificato che intende spendersi in prima persona con tutti i player internazionali per trovare un futuro ad Alitalia”. Nel suo intervento, il leader del Movimento 5 Stelle ha anche spiegato che sono in corso delle analisi per individuare i responsabili dello stato di crisi in cui è arrivata a trovarsi la compagnia aerea, nonostante la privatizzazione del 2008/2009 e la successiva gestione con Etihad: un impegno, questo, che i pentastellati hanno già detto nei mesi scorsi di voler onorare.

ALITALIA, TONINELLI: 51% RESTERÀ ITALIANO

Ricordiamo che la Procura di Civitavecchia ha deciso di aprire un’inchiesta per bancarotta fraudolenta e sono già stati acquisiti diversi documenti utili alle indagini. Anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, è intervenuto su Alitalia, spiegando che “riusciremo a salvare Alitalia mantenendo il 51% in Italia. Ma chi rilancerà la compagnia dovrà essere qualcuno che si occuperà di far volare le persone e basta”. Intervistato da Rainews24, Toninelli non ha voluto sbilanciarsi su nomi di eventuali partner che sarebbe da coinvolgere in questa operazione: “Non parlo di eventuali partner, ma parlo del fatto che gli investitori avranno la missione di far volare gli aerei e non altro”, ha detto. Dal suo punto di vista, quindi, sarà possibile salvare Alitalia, mantenendo l’italianità della proprietà.

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