DECRETO DIGNITÀ: IL TESTO/ Il premier Conte: “Non è contro imprese”, Di Maio: “Un colpo mortale al Jobs Act”

- Lorenzo Torrisi

Decreto dignità, cosa prevede il provvedimento del Governo Conte voluto da Luigi Di Maio: misure sui contratti, sulle delocalizzazioni e sulla semplificazione fiscale

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Luigi Di Maio (Lapresse)

È un Luigi Di Maio raggiante quello che si è presentato oggi in sala stampa per commentare il varo del cosiddetto Decreto Dignità, uno dei primi e più significativi atti del Governo M5S-Lega e che contiene misure contro il precariato, le pubblicità del gioco d’azzardo, redditometro e anche la cosiddetta “azzardopatia”. A tal proposito, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha parlato di un “colpo mortale inflitto al Jobs Act” e anche al precariato che quest’ultimo avrebbe determinato, ma non solo: secondo Di Maio col decreto si combatte anche la burocrazia ma anche tutte quelle multinazionali che “vengono qui, prendono dei soldi e poi delocalizzano”. Sulla stessa linea d’onda anche il premier Giuseppe Conte che ha voluto rassicurare come le misure finora adottate dal nuovo esecutivo non vogliono andare contro il mondo delle imprese, spiegando che “intendiamo favorire la crescita economica ma vogliamo una sana alleanza col mondo del lavoro”, specialmente nel caso di coloro che beneficiano di aiuti pubblici e poi danno vita a “iniziative ingiustificate”. (Agg. di R. G. Flore)

IL TESTO INTEGRALE DLE DECRETO 

Con il Decreto dignità, il Governo Conte ha varato il suo primo importante provvedimento in materia economica. Luigi Di Maio, che ha fortemente voluto le misure in esso contenute, ha parlato di guerra al precariato e “licenziamento” del Jobs Act, la riforma del lavoro targata Renzi che, secondo il leader del Movimento 5 Stelle, avrebbe creato più danni che benefici al mercato del lavoro italiano. Il Decreto dignità contiene misure riguardanti sia i rapporti di lavoro, in particolare i contratti a termine, che le imprese, cercando in particolare di contrastare le delocalizzazioni. Da non dimenticare anche le norme riguardanti i giochi e alcuni strumenti fiscali. Vediamo più nel dettaglio, secondo quanto è stato comunicato dallo stesso esecutivo, quali sono i contenuti del Decreto dignità (qui il testo integrale).

LE MISURE SUL GIOCO D’AZZARDO

Sul fronte del gioco d’azzardo e delle patologie conseguenti, tanto il Premier Conte quanto il Ministro Di Maio hanno insistito sul concetto di “azzardopatia” tra i cardini del nuovo Decreto: secondo il Presidente del Consiglio, le iniziative adottate sono volte ad evitare le forme di dipendenza, «per nulla diverse da dipendenze come quelle da alcol o da altre sostanze. Non sono da incentivare le derive patologiche di questo tipo e non vogliamo anzi contrastarle vietando la pubblicità del gioco d’azzardo». Per Luigi Di Maio invece, il settore del gioco legale serve ad evitare tutta quella illegalità ma con un’attenzione in più volta a limitare l’eccessiva pubblicità in merito: «Ovviamente limitare la pubblicità ridurrà le entrate dal settore del gioco. Credo sia un mondo che si è allargato troppo a scapito della dignità delle persone e della spesa sanitaria. Ora lo ridimensioniamo! Ci dispiace. II primo punto è il divieto alla pubblicità. Ricordiamoci che se da un lato c’è il settore dall’altro il problema della dipendenza che colpisce le famiglie italiane». (agg. di Niccolò Magnani) 

LE MISURE SUI CONTRATTI

Per quanto riguarda il lavoro, si vuole limitare il ricorso ai contratti a tempo determinato, che resterebbe utilizzabile solo nei reali casi di necessità da parte delle imprese, evitando i fenomeni di precariato. Dunque, “fatta salva la possibilità di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l’eventuale rinnovo dello stesso sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate”. In ogni caso non sarà possibile superare la durata di 24 mesi e in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione, i datori di lavoro dovranno versare un contributo addizionale dello 0,5%. Inoltre, viene esteso a 36 mensilità il tetto per l’indennizzo in caso di licenziamento con contratto a tutele crescenti.

DECRETO DIGNITÀ, SEMPLIFICAZIONI FISCALI E DELOCALIZZAZIONE

Per quanto riguarda le imprese, il Decreto dignità prevede la restituzione, con interessi e sanzioni, dei contributi pubblici nel caso di delocalizzazione. La misura sarebbe vigente nei cinque successivi l’erogazione dei contributi. Si prevedono riduzioni degli aiuti anche in caso di ridimensionamento occupazionale. Vengono anche introdotte misure di semplificazione fiscale, come la revisione del “redditometro” (con lo stop dei controlli dal 2016 in poi), il rinvio della prossima scadenza per l’invio dei dati per lo “spesometro” e l’abolizione dello split payment per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni dai professionisti i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto. Infine, scatta il divieto di pubblicità per i giochi: restano salvi i contratti già in essere fino alla scadenza e la Lotteria Italia.

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