FINANZA E POLITICA/ Il nuovo pericolo per l’Italia che il Governo non vede

Sui mercati torna la fiducia sull’Italia, ma le politiche del Governo potrebbero far sorgere un nuovo rischio per il Paese sul fronte della ripresa economica. CARLO PELANDA

12.09.2018 - Carlo Pelanda
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LaPresse

Le comunicazioni responsabili ed eurocompatibili fatte dal Governo hanno avuto effetto sul mercato. La scorsa settimana il rischio Italia si è notevolmente ridimensionato, favorendo un ritorno pur parziale della fiducia sul debito italiano, il rimbalzo della Borsa, un iniziale ripensamento di molte imprese private che avevano rinviato in tarda primavera decisioni di investimento, essenziali per aumentare l’occupazione. In sintesi, il mercato sta prendendo atto che il Governo è consapevole dei requisiti di comportamento per una nazione ad altissimo debito, finora oggetto di dubbi, che ha bisogno di fiducia sulla sua capacità di ripagarlo per dare al sistema finanziario una stabilità senza la quale l’economia reale crollerebbe.

Però il rischio Italia percepito resta ancora significativo. Prima di confermare la fiducia all’Italia gli attori di mercato vogliono vedere come, in concreto e in dettaglio, il Governo riuscirà ad armonizzare l’equilibrio di bilancio con un programma che implica più spesa di sostegno sociale e meno tasse, avendo colto che gli attori politici hanno trovato un’unità declaratoria per la priorità della rassicurazione, ma senza ancora un accordo sui dettagli. Questi hanno valore esistenziale per i due partiti di maggioranza perché saranno esposti all’esame delle elezioni europee nella tarda primavera del 2019.

Poiché l’armonizzazione tra i rispettivi programmi, l’uno di fatto statalista-assistenziale e l’altro liberista pro-mercato è difficile, hanno deciso di realizzare in 5 anni e non in tempi brevi i programmi stessi. Ma tale diluizione fa ipotizzare che una detassazione troppo limitata non produrrà uno stimolo sufficiente alla crescita e che un contrasto alla povertà assoluta (quasi cinque milioni di italiani) troppo ridotto non sarà incisivo. Pertanto, c’è il rischio che per rassicurare il mercato il Governo tenga l’economia italiana sia in stagnazione, sia comunque troppo indebitata, come fatto per altro da quelli precedenti. Con la complicazione che il mercato rialzerà il rischio Italia se non vedrà la capacità di sostenere il debito con più crescita del Pil.

Infatti, il ministro Savona da tempo insiste per uscire dalla trappola forzando un piano di investimenti che, alzando il potenziale di Pil per il 2019-20, permetta un equilibrio di bilancio meno soffocante. Non si sa al momento se il Governo vorrà esplorare questa soluzione.

In conclusione, bene lo scampato pericolo, ma questo potrebbe ripresentarsi come crescita insufficiente.

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