Tonno da record in Giappone: 3 milioni di dollari/ Re del sushi se lo aggiudica all’asta di inizio anno

Tonno da record in Giappone: 3 milioni di dollari. Re del sushi se lo aggiudica all’asta di inizio anno al mercato di Tokyo

05.01.2019 - Davide Giancristofaro Alberti
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Piemonte, allarme intossicazione da tonno (Wikipedia)

Un tonno rosso è stato battuta ad un’asta ad una cifra record, ben 3 milioni di dollari. Si tratta di un esemplare da ben 278 chilogrammi, che è stato venduto durante la tradizionale asta di inizio anno tenutasi presso il mercato di Tokyo. Ad aggiudicarsi il tonno da record è stato Kiyoshi Kimura, considerato uno dei grandi boss del sushi giapponese, titolare della catena di ristorante Zanmai. «Ho pagato tanto – il commento del manager del pesce crudo dopo l’asta milionaria – più di quanto mi sarei aspettato, ma ho comprato un buon tonno. Spero – ha aggiunto il re del sushi – che i nostri clienti mangino questo eccellente pesce». Kimura non è di certo nuovo a questi exploit, visto che già nel 2013 aveva stabilito il precedente record di spesa per un tonno, investendo ben 1.4 milioni di dollari, ma in questi giorni si è superato, spendendo più del doppio.

TONNO DA RECORD IN GIAPPONE

A Tokyo è tradizione per i grossisti e i proprietari di ristoranti di sushi acquistare i pezzi più pregiati di pesce alle aste di inizio anno, peccato però che si tratti di una grossa perdita di soldi e solo di pubblicità, visto che, come ricorda la Bbc, in un giorno qualunque questo tonno sarebbe stato pagato circa 60mila dollari, praticamente un cinquantesimo di quanto speso da Kimura. Ma tale exploit avrà senza dubbio aumentato a dismisura la popolarità dello stesso re del sushi nipponico, che ora non vede l’ora di far provare la prelibatezza acquistata ai suoi clienti. L’imprenditore giapponese, tra l’altro, ha fatto registrare il record di spesa in sette delle ultime otto aste di inizio anno a Tokyo. L’esemplare di tonno venduto in Giappone è considerato in via d’estinzione nell’oceano Pacifico, come riferito ufficialmente dalla WWF, la World Wildlife Fund: durante lo scorso anno, sulle coste giapponesi, questa specie è diminuita in maniera drastica e i prezzi sono aumentati di più del 40%.



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