GHOSN, CONCESSA LIBERTÀ SU CAUZIONE/ Nissan, ex presidente non può lasciare Giappone

- Dario D'Angelo

Carlos Ghosn potrà tornare libero pagando una cauzione di un miliardo di yen: l’accusa però non ci sta e fa ricorso per non farlo uscire di prigione…

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Carlos Ghosn arrestato

Il Tribunale di Tokyo ha approvato la richiesta di libertà su cauzione per Carlos Ghosn, ex presidente di Nissan-Renault-Mitsubishi Motors in carcere dal 19 novembre. Come riportato da TgCom 24, proprio ieri il nuovo avvocato del supermanager, Junichiro Hironaka, parlando con i giornalisti aveva detto di aver procurato ai giudici nuovi elementi che li avrebbero convinti ad accettare la sua richiesta. Per ottenere la libertà Ghosn dovrà sborsare un miliardo di yen, ovvero circa 7.8 milioni di euro: come riportato dall’emittente pubblica nipponica NHK, giudice ha ritenuto che il rischio di fuga o di manomissioni delle prove è basso. La decisione di approvare la richiesta di Ghosn, però, non era scontata: già in altre due occasioni, infatti, i giudici avevano respinto la domanda del manager accusato di false dichiarazioni e violazione della fiducia a danno di Nissan.ghosn

GHOSN LIBERATO OGGI?

Carlos Ghosn, in seguito al provvedimento del Tribunale di Tokyo che ha approvato la sua richiesta di libertà su cauzione, potrebbe essere rilasciato già nella giornata di oggi. Occhio però a considerare concluso l’incubo del supermanager con la giustizia nipponica: la pubblica accusa, infatti, ha già fatto appello contro la decisione e potrebbe presentare ulteriori accuse contro il 64enne per evitargli di lasciare il carcere. Se anche Ghosn venisse liberato, poi, non potrebbe comunque lasciare il Giappone e dovrà rispettare precise condizioni: l’insieme dei provvedimenti è finalizzato allo scopo che il supermanager non possa compromettere o distruggere prove importanti per il processo a suo carico. In questo senso, come riporta Rai News, la decisione del tribunale segue la proposta del nuovo avvocato di fornire varie misure di sorveglianza ai pm come il controllo delle comunicazioni online e l’impiego di videocamere per controllare gli spostamenti dell’ex numero uno dell’alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi.



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