GOOGLE vs HUAWEI/ Usa-Cina, ecco chi sono le prime vittime della guerra

- Alessandro Curioni

Ieri Google ha deciso di toglierle la licenza Android a Huawei. È un nuovo capitolo dello scontro globale Usa-Cina. Gli effetti

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Huawei (LaPresse)

La decisione di Mountain View di sospendere il supporto Android al principale produttore di smartphone cinese segna un nuovo capitolo dello scontro globale tra Cina e Stati Uniti. 

Tuttavia il caso che coinvolge Google e Huawei è semplicemente quello che ha fatto più rumore perché oltre al motore di ricerca anche tre dei principali produttori di processori (Intel, Qualcomm e Broadcom) hanno deciso di sospendere i loro rapporti commerciali con il colosso cinese. 

Da notare che dieci giorni or sono la Cina (il paese che detiene la più alta percentuale del debito pubblico statunitense) ha disertato l’asta dei titoli di Stato di Washington. Come dire: a ogni azione corrisponde una reazione uguale contraria. Di questo passo potrebbe scatenarsi un effetto domino impressionante con danni inimmaginabili per tutti i contendenti. Da un punto di vista industriale è vero che la Cina è la “fabbrica del mondo”, ma gli Stati Uniti sono “l’ufficio progettazione”: uno scontro tra queste due anime produrrebbe un rallentamento generale nello sviluppo di tutte le infrastrutture tecnologiche. In termini finanziari se la Cina è la banca degli Stati Uniti è altrettanto vero che un creditore molto esposto finisce per essere in una posizione di debolezza, senza contare i rischi per i mercati finanziari di Shangai e Hong Kong. Nel mezzo ci sono decine di grandi aziende che sembrano essere usate come “armi improprie”, e centinaia di migliaia di operatori più piccoli che potrebbero rivelarsi le prime vittime del conflitto. 

Distributori e rivenditori rischierebbero di vedere crollare le vendite di questo o quel brand, magari quello scelto come principale partner. Ultimo anello della catena alimentare, poi, i privati cittadini, molti dei quali si stanno domandando se devono cambiare smartphone o rinunciare a gran parte dei servizi che esso gli garantisce. 

Alla fine siamo giunti ad assistere alla guerra ai tempi della globalizzazione. 

Il campo di battaglia si espande, anzi si trasferisce dal mondo reale a quelli pressoché totalmente virtuali della tecnologia e della finanza. Si combatte con armi mai viste prima tutte insieme, e su un terreno in cui si scopre che le trincee dei contendenti sono comunicanti e talvolta comuni. Quando si spara, il proiettile ha più o meno la stessa probabilità di colpire il bersaglio o chi ha premuto il grilletto. 

Si tratta di un conflitto molto particolare perché la grande assente è la “paura”: niente vittime, nessun dolore fisico, nessuna minaccia che possa essere istintivamente percepita, quindi nessun timore. Effettivamente la vita quotidiana potrebbe continuare per mesi prima che qualcuno si accorga di essere “morto”.

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