ROTTAMAZIONE TER: SCADENZA AL 31 LUGLIO/ Saldo e stralcio, tutte le novità

- Dario D'Angelo

Rottamazione ter, emendamento Lega per nuova scadenza al 31 luglio. Saldo e stralcio: novità e discussioni, rate e numeri sul provvedimento.

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Tra gli emendamenti al decreto Crescita depositati in Commissione Bilancio dalla Lega c’è anche la proposta del sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, per la riapertura della rottamazione-ter delle cartelle scaduta il 30 aprile scorso. Come riportato da “Il Messaggero”, chi non ha aderito all’ultima sanatoria avrà tempo fino al prossimo 31 luglio per dichiarare la propria volontà, con le modalità già previste per la rottamazione-ter, di adesione optando per il pagamento in un’unica soluzione al 30 novembre prossimo, ovvero in massimo 17 rate, la prima delle quali sempre al 30 novembre. Non è casuale che le rate siano 17 anziché 18: questo è stato fatto per consentire di allineare i ritardatari o chi, a causa delle festività, non è riuscito a presentare la domanda al 30 aprile scorso. La prima rata avrà un importo pari al 20% di quanto dovuto e le restanti sono tutte fissate nella misura del 10%.

SALDO E STRALCIO, LE NOVITA’

Le novità non riguardano soltanto la rottamazione-ter delle cartelle esattoriali ma anche il cosiddetto “saldo e stralcio”. Pure in questo caso la nuova deadline è stata posta al prossimo 31 luglio per la presentazione delle domande di adesione. Bisogna ancora attendere però di capire quali esiti avrà la discussione in Commissione Bilancio: il MoVimento 5 Stelle ha infatti presentato un emendamento per spalmare in più anni lo stralcio delle cartelle sotto i mille euro. Una mossa finalizzata a salvare i bilanci dei Comuni che, con la cancellazione delle multe non riscosse dai loro rendiconti, secondo i calcoli dell’Anci perderebbero circa 4 miliardi di euro. Tra i 1200 emendamenti arrivati nel complesso in Commissione Bilancio da parte di tutti i gruppi parlamentari c’è poi quello firmato dalla Lega insieme al Movimento Cinque Stelle sulle semplificazioni fiscali che, dopo aver passato il suo primo giro di boa in Parlamento, “sarà inglobato” – come riporta Il Messaggero – “nel treno, più, rapido, del decreto crescita”.



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