EDOARDO E EUGENIO BENNATO/ Video: i due fratelli contro il coronavirus

- Paolo Vites

Edoardo e Eugenio Bennato hanno scritto una canzone per l’ospedale Cotugno di Napoli

Edoardo Bennato
Edoardo Bennato (ph. Daniele Barraco)

Si muovono i fratelli Bennato. Non tutti sanno, tranne chi era giovane negli anni 70, infatti che il più celebre Edoardo ha un fratello musicista anche lui, Eugenio. La differenza è che il primo scelse sin da subito la strada del cantautore rock, mentre il secondo è sempre stato legato alla musica popolare napoletana, da quando cantava nell’allora celebre Nuova compagnia di canto popolare. Ovviamente il grande successo e la fama è andato a Edoardo, ma Eugenio è un grande musicista pure lui. Adesso, in emergenza coronavirus, i due fratelli “incrociano” le chitarre per un brano dedicato all’ospedale della loro città, Napoli, il Cotugno. Si intitola “La realtà non può essere questa”. Ovviamente, vista l’ordinanza di isolamento, i due non si sono potuti ritrovare insieme, ognuno ha cantato da casa sua e poi hanno messo insieme l’esibizione.

EDOARDO BENNATO E IL FRATELLO EUGENIO, LA REALTA’ NON PUO’ ESSERE QUESTA

Edoardo ha scritto la musica, Eugenio le parole, il ricavato andrà agli ospedali che più ne hanno bisogno. La realtà è tutta in questa stanza/nella rete che annulla ogni distanza/la realtà è fuori dal balcone/nella rete che diventa una prigione/…/La realtà è tutta da rifare/è la vita che non si può fermare/e che canta la sua ribellione”: un testo che descrive quello che tutti stiamo vivendo e la speranza di uscirne fuori. Lo dice lo stesso Edoardo Bennato: “ “È una ballata classica, che racconta questa sorta di ‘day after’ che stiamo vivendo, che vuole trasmettere le buone vibrazioni del futuro alle porte”. Il fratello Eugenio ribatte: “Percepiamo diversamente la realtà rispetto a prima – la stanza è lo spazio in cui si esauriscono questi giorni, mentre il balcone è il luogo che ci collega con il mondo esterno. Il web, invece, è da qualche tempo la prigione dove rischiamo di perdere il rapporto vero: guardarsi negli occhi, parlarsi da vicino”. Ma cosa è oggi la realtà. E’ difendere i più deboli, dicono, i più vulnerabili. C’è un mondo dietro le mura di casa, dicono in una intervista per Repubblica, che va cambiato, oggi è una necessità.



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