Edoardo Nesi/ “Vendere la mia azienda? Il giorno più duro di tutti…” (Vieni da me)

- Silvana Palazzo

Edoardo Nesi a Vieni da me: da imprenditore a scrittore. “Vendere la mia azienda? Il giorno più duro di tutti…”. Ma da quel fallimento è arrivato il Premio Strega nel 2011

edoardo nesi 2019 vienidame
Edoardo Nesi a Vieni da me

Edoardo Nesi a “Vieni da me” presenta il suo nuovo libro “La mia ombra è tua”, il racconto di una passione incontenibile e di un giorno che vale una vita intera. «È un romanzo in cui non parlo di economia e – come dice mia moglie – di miserie e tragedie. Ho voluto vedere se potevo scrivere un libro divertente». I suoi due personaggi intraprendono un viaggio nel quale uno dei due deve riconquistare una donna. Il vincitore del Premio Strega 2011 commenta quell’importante riconoscimento ottenuto raccontando la sua storia nel libro “Storia della mia gente”. «Per la prima volta rivedo quelle immagini. L’avevo vissuta, quindi perché rivederla? È stato difficile vendere la mia azienda. Nessuno avrebbe voluto, ma non era possibile fare altrimenti. L’unica cosa bella che è venuta fuori è che raccontando del mio fallimento ho vinto il Premio Strega. Scrivevo anche di notte perché di giorno lavoravo».

EDOARDO NESI A VIENI DA ME: LA VENDITA DELLA SUA AZIENDA

Edoardo Nesi ha ricordato il giorno in cui ha venduto la sua azienda. «È stato il giorno più duro di tutti. Portai i bambini a scuola e andai a fare colazione. Di solito prendo un caffè e vado via, quel giorno presi pure una brioche e cominciai a leggere i giornali. Non volevo uscire. È stato difficile smaltire quella delusione». Lo scrittore sente di avere della responsabilità: «Ci sono imprenditori a Prato che vanno avanti, evidentemente sono più bravi di me. Ma molti mi hanno chiamato dicendomi che avevo ragione». Parlando di Prato è immediato il riferimento alle scosse di terremoto di oggi. «Il letto ha cominciato a muoversi, è stato brutto». Tornando invece alla sua storia personale, ha raccontato che così ha cominciato a fare il papà a tempo pieno. «Sono stato tanto tempo con loro mentre crescevano». Infine, scrive una lettera a Babbo Natale per Caterina Balivo: «Chiedo di poter ricordare per sempre tutte le cose belle che ho ricevuto».



© RIPRODUZIONE RISERVATA