Libertà di scelta educativa per le famiglie: un impegno da cui il governo non può retrocedere

- La Redazione

Quattro parlamentari del Pdl (il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e gli onorevoli Toccafondi, Farina e Vignali) ricordano in un documento unitario l’importanza del sostegno alla libera scelta educativa delle famiglie come elemento fondante del progetto politico con cui questa maggioranza si è presentata agli elettori. VOTA IL SONDAGGIO.

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Ieri mattina in Aula il sottosegretario Vegas, parlando a nome del Governo, ha rassicurato circa i fondi destinati alle scuole paritarie, per i quali i provvedimenti in discussione prevedono un taglio delle risorse di oltre il 20%.

Nei giorni scorsi numerosi abbiamo segnalato la cosa al Governo manifestando la nostra preoccupazione a riguardo. Anzitutto per il fatto che l’attenzione per l’educazione è il primo e fondamentale atto di un Governo che vuole favorire lo sviluppo e la crescita di un paese. L’educazione, come hanno inequivocabilmente espresso la stragrande maggioranza degli intervistati del rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà (“Sussidiarietà ed Educazione”) è la prima emergenza.

Non vi è quindi alcuna ragione per colpire questo settore, anche e soprattutto in situazioni di emergenza o di crisi. Il primo fattore dello sviluppo è infatti il fattore educativo.

In secondo luogo, non meno importante per chi si trova a prendere decisioni sulla “cosa pubblica”, un taglio di fondi alle scuole paritarie rappresenta solamente un risparmio apparente per le casse dello Stato. Infatti, come è noto, ogni studente che frequenta la scuola statale “costa” di più, considerevolmente di più, rispetto ad uno studente di una scuola paritaria. Dati alla mano, per un bambino iscritto alla scuola dell’infanzia, lo Stato, se questo è iscritto ad una scuola non statale, contribuisce con 584 euro l’anno. Se il bambino frequenta una scuola statale il costo arriva a 6.116 euro l’anno.

Ciò significa che è ragionevole prevedere che una minore o più onerosa offerta formativa nella scuola non statale comporti una migrazione di studenti verso la scuola statale. Questa migrazione, seppur limitata, avrebbe un impatto consistente sul bilancio dello Stato.

Ulteriore elemento: una decurtazione dei finanziamenti alla scuola paritaria avrebbe una ricaduta immediata sulle tasche delle famiglie che, per mantenere il percorso educativo che liberamente hanno scelto per il proprio figlio, si vedrebbero costrette ad un maggiore esborso annuale o addirittura la impossibilità di iscrivere i propri figli alla scuola paritaria.

La linea politica che il Governo ha deciso di adottare, sin dalla presentazione del Programma Elettorale, è quella di una reale libertà di scelta per le famiglie, di un reale sostegno alla famiglia ed alla libertà educativa. Libertà di fare scuole e di scegliere per i propri figli la proposta educativa più convincente.

Ora, come ha in più occasioni manifestato il Presidente del Consiglio, il Governo è estremamente consapevole dell’importanza delle scuole paritarie e della effettiva libertà di scelta delle famiglie.

Riteniamo quindi che l’impegno assunto in aula rappresenti una risposta concreta, ancorché un primo passo, verso una reale e piena autonomia scolastica, libertà di scelta e sostegno alle famiglie.

Maurizio Lupi

Gabriele Toccafondi

Renato Farina

Raffaello Vignali

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