SCUOLA/ Non di soli fannulloni è fatta la nostra classe docente

- La Redazione

Il più grave difetto nell’affrontare la situazione del nostro sistema di istruzione è quello di fare di ogni erba un fascio, perché questo metodo di approccio al problema finirà come è sempre finito, ossia a mantenere lo statu quo. Bisogna invece distinguere, secondo GIANNI MEREGHETTI, tra gli insegnanti che seminano il nulla e quelli che invece liberano le energie creative e critiche di ogni studente

scuola_aulalezioneR375_12set08

Fare di ogni erba un fascio, è questo uno dei difetti più gravi del buon senso comune. E la scuola è uno degli ambienti  in cui questo difettaccio influisce maggiormente, creando solo confusione e di fatto lasciando le cose così come sono. Ci sono stati tempi in cui tutto ciò che si faceva dentro la scuola – di stato naturalmente – andava comunque bene, tanto da portare molti degli intellettuali più omologati a sostenere che per imparare la lingua italiana non ci fosse differenza tra leggere i Promessi Sposi e un articolo della Gazzetta dello Sport. Ora quei tempi sono finiti e sulla scuola si è abbattuto uno Tsunami che sta facendo piazza pulita della classe docente. Una volta andavano tutti bene, oggi vanno tutti male, il che era sbagliato allora, come oggi.

Per cambiare veramente la scuola guai se si continua a fare di ogni erba un fascio, perché questo metodo di approccio al problema finirà come è sempre finito, ossia a mantenere lo statu quo. Certo che oggi vi sono tanti insegnanti che non sanno svolgere la loro professione; certo che oggi tanti di loro entrano in classe senza nessuna passione a quello che fanno, come numerosi sono quelli che sanno solo parlare male dei loro studenti, quando dovrebbero guardarli con uno sguardo di simpatia totale: ma la realtà del mondo docente non è solo questa. Tra i tanti che sarebbero da licenziare subito ve ne sono altrettanti che portano in classe una passione capace di smuovere la libertà di ogni studente.

Continueremo a dire che la classe docente è tutta di fannulloni? Continueremo a stracciarci le vesti perchè non c’è un insegnante che si salvi dalla mediocrità diffusa? Se continueremo in questa direzione non faremo altro che affossare la scuola, che non si riprenderà in forza di nuove teorie pedagogiche né con circolari perfette, ma solo valorizzando quegli insegnanti che dentro il disastro di oggi sono già un punto di novità, in quanto in classe ci vanno con tutta la loro umanità.

Per questo si può cambiare questa scuola: non innanzitutto elaborando progetti, bensì sapendo distinguere tra gli insegnanti che seminano il nulla e quelli che invece liberano le energie creative e critiche di ogni studente. Se il ministro procedesse ad una effettiva valorizzazione di questi ultimi, fino a premiarli economicamente, la scuola italiana avrebbe finalmente un punto da cui ripartire per la sua ricostruzione.

(Gianni Mereghetti)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori