SCUOLA/ 1. I dati Ocse-Pisa: cosa c’è dietro il gap delle due Italie?

- Tiziana Pedrizzi

Puntuali sono arrivati da Parigi i dati della rilevazione internazionale Ocse-Pisa. Un primo commento di TIZIANA PEDRIZZI sui risultati per aree e regioni ottenuti dall’Italia

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Immagine d'archivio

Puntuali come ogni tre anni, agli inizi di dicembre – quest’anno il 7 – da Parigi arrivano i risultati della rilevazione internazionale Ocse-Pisa, che indaga il livello di literacy dei quindicenni in Lettura, Matematica e Scienze. Dall’Invalsi, con una contemporaneità inaugurata nel 2006, anche l’Italia ha diffuso i primi approfondimenti sui risultati italiani.

A livello internazionale si conferma il primato dei Paesi nordici o di cultura anglosassone e dei Paesi dell’Estremo oriente: Shanghai-Cina, Corea, Giappone, Finlandia, Nuova Zelanda,Canada ed Australia sfilano ogni volta in ordine diverso, ma sono sempre nei top ten. Impressionanti le performance dell’Estremo oriente nel campo scientifico-matematico, che peraltro confermano quanto è già dato comprendere da altri campi dell’indagine economico-sociale. Il saldo primato di questa élite ha sollevato negli anni varie contestazioni da parte dei Paesi con impostazioni culturali ed educative diverse da quelle dei framework di Pisa, che attribuiscono a ciò la loro “inferiorità”. Tuttavia non si è mai giunti alla concreta definizione di framework alternativi, che possano essere resi operativi a livello delle analisi comparate internazionali. La cui necessità peraltro nessuno oggi davvero mette in discussione, tranne alcuni pochi romantici, affezionati alle proprie pedagogiche cattedre universitarie.

Per quanto riguarda i risultati nazionali, l’Italia ha migliorato le sue posizioni rispetto al 2006, rimanendo sotto la media Ocse – che si è nel frattempo abbassata – ma avvicinandovisi. In realtà, dal punto di vista della media numerica, è solo tornata ai livelli del 2000, recuperando sui peggioramenti del 2003 e del 2006.

I posizionamenti reciproci di Nord, Centro, Sud, Sud Isole confermano la loro stabilità: Nord sempre in testa, con il Nord Ovest questa volta in prima posizione – nel 2006 era primo il Nord-Est – Centro al centro e Sud ultimo con l’abituale distacco. Ma, mentre il Centro rimane statico sulle posizioni dei precedenti rilevamenti, le macroaree che più contribuiscono al miglioramento sono il Nord-Ovest con la apicale Lombardia e la Valle d’Aosta che la segue e – novità importante – il Sud, soprattutto per alcune regioni. Si delineano due Sud, con Campania, Calabria e Sicilia fanalino di coda; anche qui la statistica sembra confermare impressioni tratte da altri campi dell’indagine sociale.

È da tenere presente che queste tendenze vengono di solito analizzate per l’area-focus della rilevazione che quest’anno è Lettura, in quanto a questa appartiene la maggior parte degli item. Per l’area di Scienze ad esempio le variazioni, pur essendo rilevabili, non sono così significative. 

Cosa pensare del miglioramento relativo italiano? La struttura della prova – che prevede che i 35 studenti campionati per scuola abbiano da rispondere a fascicoli in parte differenziati – indurrebbe ad escludere comportamenti “opportunistici”. Anche la spinta a tali comportamenti di studenti e docenti è probabilmente rimasta inferiore a quella che si registra in sede di esame. Devono aver giocato altri fattori.

Gli altri Paesi che a livello internazionale hanno significativamente recuperato sono Messico, Turchia, Grecia, Portogallo e Germania. Paesi in cui si sono generati movimenti di opinione pubblica e sensibilità dei decisori politici miranti a migliorare i risultati, recuperando soprattutto il gap dovuto nel passato allo scarso interesse per Pisa.

 

In Italia, l’attenzione verso questa indagine si è di molto innalzata dal 2005 al 2010. Dalla totale clandestinità dell’edizione del 2000 si è passati  nel 2003 ai primi barlumi di interesse, soprattutto legati alla discesa in campo di alcune regioni del Nord, che con propri finanziamenti hanno ottenuto propri dati, con il risultato di mettere in risalto l’esistenza di due Italie nella scuola. La collocazione dei risultati Pisa in Lettura e Matematica fra gli indicatori della qualità della formazione dei sistemi europei ha portato al loro inserimento fra le condizioni d’accesso ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo. Donde l’impegno di molte regioni del Sud ad avere dall’Ocse i propri risultati, mentre il Centro, dopo l’infelice esordio della Toscana nel 2003 (con risultati inusitatamente sotto la media Ocse), rimaneva indifferente.

 

Stanco di dovere sborsare alte cifre aggiuntive per tutti questi campionamenti, il ministero per la prima volta nel 2009 ha deciso di effettuare l’indagine Ocse-Pisa su base regionale e non più di macroarea, come la Germania Federale ha fatto da sempre. Ciò permette di ottenere una graduatoria attendibile di tutte le regioni italiane e di avere una base-dati molto ampia, che consenta una comparazione completa.

 

Conseguentemente a questa nuova impostazione, la mobilitazione intorno alla rilevazione Pisa si è di molto innalzata. Nelle regioni del Sud – Puglia, Campania, Calabria, Sicilia – sono stati utilizzati fondi PON per spiegare agli insegnanti delle potenziali classi-bersaglio le caratteristiche di Pisa, il suo Quadro di riferimento ed anche analizzarne le prove. Sono stati mobilitati a questo scopo esperti di tutta Italia nei mesi precedenti la somministrazione. La Puglia, che ha migliorato i propri risultati, è stata la regione che ha forse partecipato con maggiore impegno a questa operazione, a partire dai suoi vertici amministrativi. Anche nelle regioni del Nord, senza finanziamenti aggiuntivi, si sono attivate iniziative di diffusione e preparazione. Va aggiunto che soprattutto in Piemonte, Lombardia e Veneto l’informazione alle scuole era partita dal 2005, dalla presentazioni delle prime analisi dei dati regionali. La Lombardia poi era rimasta piuttosto delusa dal declassamento dei suoi risultati nel 2006.

 

È perciò probabile che il miglioramento italiano sia stato ottenuto da chi si è dato da fare affinché i quindicenni italiani ed i loro insegnanti si impegnassero di più e dessero risultati più attendibili e vicini ai loro effettivi livelli. Alcuni risultati del Sud erano troppo bassi per essere attendibili. Ne fa riprova a contrario la staticità dei risultati del Centro, che corrisponde alle scarso interesse ed alle scarse iniziative messe in campo.

 

La maggiore familiarità con le prove Invalsi dei singoli studenti difficilmente può avere influito direttamente, visto che esse arriveranno ai quindicenni solo nella primavera del 2011. Quanto ad un maggior impegno dovuto alla maggior severità, di cui sarebbero presidio i bipartisan “esami di riparazione”, dobbiamo forse pensare che il Centro Italia ne sia stato esentato?

 

Questa riflessione vale anche per i migliori e per la apicale Lombardia. Anche a livello nazionale il gruppetto di testa talvolta si scambia le posizioni, ma rimane sempre quello. Esso è composto dalla Lombardia, dal Veneto, dal Friuli e dalle Province di Trento e Bolzano (che talvolta perde posizioni per la natura mista della sua popolazione scolastica). Ora si è aggiunta la new entry Valle d’Aosta e si vedrà nelle prossime rilevazioni se si è trattato solo di un fuoco di paglia.

 

La variazione delle posizioni di testa a volte è dovuta a fattori casuali, a volte alla imperfezione del campione. Il primo posto nel 2003 della Provincia di Trento e nel 2006 di quello del Friuli probabilmente erano dovuti alla mancanza nel loro campione della rappresentanza dei Centri di Formazione Professionale, che in questo campo non danno il loro meglio e che erano invece presenti nel campione lombardo così come in quello veneto. Nel 2006 la Lombardia in matematica (allora focus dell’indagine) aveva perso smalto; le accurate indagini del Rapporto Regionale Lombardo erano arrivate alla conclusione che l’unico fattore ipotizzabile per il peggioramento, registratosi soprattutto nei Licei e negli Istituti tecnici, era attribuibile ad una variazione nel campione. Esso aveva infatti casualmente selezionato scuole caratterizzate da uno Status Economico Sociale (Ses) decisamente inferiore a quello delle scuole campionate nel 2003, senza che ciò fosse giustificato dall’andamento complessivo dell’economia lombarda. E si sa che, purtroppo, il Ses è determinante per il livello degli apprendimenti.

 

Probabilmente nel 2009 i fattori di perturbazione si sono assestati e la graduatoria che ne è uscita si può considerare abbastanza attendibile. Anche se ciò che conta sono poi i posizionamenti di fondo. Da questo punto di vista, il dato più significativo è quello dei territori più ampi, caratterizzati da numeri statisticamente significativi e da popolazione eterogenea come quelli delle regioni Lombardia e Veneto, che si collocano stabilmente da ormai quattro rilevazioni al vertice italiano, con una tendenziale prevalenza della Lombardia.

 

Siamo però solo all’inizio delle analisi. Che ci potranno confermare dati scontati come la superiorità delle femmine in Lettura (ma nel campione italiano è assai più ampia che nel campione internazionale!) o la superiorità in questi campi dei Licei rispetto alle formazioni con finalizzazione professionale che non subiscono un crollo, ma si collocano stabilmente da sempre in fondo alla scala. Analisi che ci potranno consentire esplorazioni più stimolanti quali:

Entrare nella terra fin qui misteriosa del Centro, che forse “performa” – come dicono con orribile linguaggio gli esperti di questo tipo di analisi – al di sotto delle possibilità consentite dal Ses delle famiglie;

Capire quali fattori messi in campo dalle scuole possono aiutare gli apprendimenti. Non più  mettendo insieme nell’analisi Licei e Centri professionali – perché nessun fattore può superare il gap iniziale – ma studiando l’influenza dei diversi fattori di processo separatamente per le diverse tipologie di scuola;

Dire una parola chiara sulle differenze fra i voti degli insegnanti nelle diverse regioni, poiché Pisa 2009 offre – per la seconda volta dopo il 2003, ma con un più ampio spettro territoriale – la possibilità di comparare il livello-Pisa del singolo studente campionato con l’ultimo voto da lui ricevuto in pagella.

Da ultimo, poiché nel nostro Paese il framework di Pisa è stato usato come spunto per certificazioni, proposte di Assi culturali, prove ecc., sarà anche importante seguire gli sviluppi e le evoluzioni del framework di Lettura dal 2000 al 2009.

In modo tale che la prossima volta i miglioramenti siano davvero sostanziosi.

 

 

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