MATURITA’ 2010 / «No panic», ecco tutti i consigli per superare la seconda prova d’inglese

- La Redazione

Mercoledì la seconda prova della maturità per i licei linguistici sarà su una lingua straniera a scelta. Ecco come affrontare al meglio lo scritto di inglese

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Mercoledì la seconda prova della maturità 2010 che per i licei linguistici sarà relativa a una lingua straniera a scelta. Abbiamo chiesto a Elena Stagni, professoressa di inglese all’istituto «Shakespeare» di Crema, di illustrarci quali sono i consigli e i trucchi per affrontare la traduzione nel modo migliore. Ovviamente, si presume che a questo punto tutti gli studenti abbiano già scelto se portare inglese, francese, tedesco o spagnolo all’esame di Stato, sulla base della lingua nella quale si sentono più a loro agio (e che talora può non essere quella in cui hanno il voto più alto in quanto non tutti i professori sono ugualmente severi). Ciascun candidato per la maturità linguistica potrà optare tra una delle lingue straniere studiate nei cinque anni di superiori. Quella selezionata per la seconda prova sarà quindi eliminata al momento della terza prova. Una volta scelto, il consiglio è di non cambiare idea per nessun motivo al mondo, soprattutto a poche ore dall’esame di Stato.

 

«BRAINSTORMING» – Sei le ore di tempo a disposizione degli studenti, che mercoledì potranno scegliere tra la composizione di un tema in lingua straniera, il questionario sulla letteratura e quello sull’attualità. «Il suggerimento – sottolinea la professoressa Stagni – è di non scegliere frettolosamente, ma leggere e individuare le parole chiave di tutte le tracce a disposizione. Non sempre l’opzione migliore è quella che a livello epidermico ci ispira di più: a volte per esempio un tema a prima vista facile può presentare delle difficoltà o dei trabocchetti nascosti. Meglio quindi prendersi 20 minuti all’inizio della prova per scegliere in modo ponderato». Chi opta per la composizione in lingua straniera si troverà di fronte ad alcune alternative, tra cui letteratura, attualità, economia, interpretazione linguistica e altre eventualmente legate a ciascun indirizzo. Arrivati a questo punto mai lanciarsi nella stesura immediata, ma una volta riletta attentamente la traccia che intendete svolgere, occorre passare alla fase due, cioè l’organizzazione delle idee. Stendete una scaletta con nessi e sviluppi logici, strutturata per parole chiave, prima buttando giù tutte le idee che ci vengono in mente e poi disponendole in ordine dalla prima all’ultima.

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COME USARE I DUE DIZIONARI – A quel punto passate alla composizione, ricordandovi di utilizzare tutti e due i dizionari che vi potete portare in aula: quello bilingue e quello solo in inglese. «Tutti e due sono indispensabili – spiega la professoressa Stagni -, in quanto prima è necessario cercare i vocaboli corretti nella sezione dall’italiano all’inglese, per poi controllare che quello scelto sia adatto al contesto verificandolo nel dizionario monolingue. Per il questionario vale invece la regola opposta: si utilizza soprattutto il vocabolario monolingue, ricorrendo a quello bilingue, dall’inglese all’italiano, quando non si riesce più a comprendere il testo, o ci sono termini molto “borderline” e che potrebbero trarci in inganno». A differenza del tema di composizione, il questionario si struttura inoltre in tre parti diverse: le domande su un testo (a scelta un brano letterario o un articolo di giornale), un riassunto e una breve composizione.

 

EVITARE IL «COPIA E INCOLLA» – Le domande sono finalizzate a verificare la comprensione del testo o la padronanza lessicale e linguistica dello studente. Proprio per questo, le operazioni fondamentali da compiere sono due. In primo luogo, individuare la parte del testo in cui c’è la risposta esatta alla domanda che ci viene fatta. A questo punto però mai fare un bel copia e incolla, perché sarebbe la dimostrazione che abbiamo capito il testo, ma che la nostra padronanza linguistica è scarsa (e quindi, avendo compiuto solo metà delle operazioni che ci erano richieste, ci meriteremmo un bel 5). Nel rispondere dobbiamo infatti elaborare il più possibile la struttura linguistica e sintattica di partenza ricorrendo a dei sinonimi. Tra le possibili domande, anche l’analisi della poetica dell’autore del testo in questione. E se non si sa con certezza quali scrittori usciranno, come rivela la professoressa Stagni sempre più di frequente sono dei contemporanei. Averli già studiati o no può fare la differenza, perché una buona conoscenza del contenuto è decisiva per rendere l’espressione linguistica più fluida.

 

L’ULTIMO RIPASSO – Il consiglio è quindi di dedicare il martedì pomeriggio a ripassare il programma di letteratura inglese, soprattutto del Novecento, saltando le analisi dei testi e focalizzandovi sulla spiegazione di autori e movimenti. Per chi ha realizzato degli schemi riassuntivi è il momento giusto per riprenderli in mano, per imprimere definitivamente nella memoria sia i percorsi storici con le principali correnti letterarie, sia gli sviluppi tematici trasversali con gli argomenti che ritornano in autori di periodi diversi. «La preparazione ottimale – sottolinea Stagni – consiste nell’essere in grado di delineare come le principali tematiche letterarie, per esempio quella del bambino, della patria o dell’eroe, prevalgano e siano declinate nei diversi periodi, aprendo delle finestre anche sulle culture di altri Paesi, come la Francia o l’Italia. Un percorso che ovviamente deve essere preparato, e non può essere lasciato all’improvvisazione del momento».

 

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OCCHIO AL RIASSUNTO -E se invece è più difficile prepararsi in vista del questionario di attualità, in questo caso il consiglio è di leggere attentamente il testo per comprendere il senso generale del testo, soprattutto per quanto riguarda gli argomenti più tecnici. Gli articoli, usciti durante l’anno sui più prestigiosi giornali inglesi e americani, sono di solito recensioni di spettacoli teatrali, film o libri, oppure servizi relativi a politica ed ecologia. Dopo avere risposto a tutte le domande è la volta del riassunto e, quindi, della composizione breve. Passaggi che molti studenti spesso trascurano, presi magari dalla fretta di finire in tempo e che invece sono molto importanti. E’ infatti l’ultima cosa che il commissario legge della nostra prova, e quella che probabilmente gli lascerà l’impressione definitiva, positiva o negativa. Meglio quindi non riservare a questa parte gli ultimi minuti a disposizione, prevedendo invece un’ora per il riassunto e un’ora per la composizione libera.

 

(Pietro Vernizzi)

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