MATURITA’ 2011/ Matematica allo Scientifico, ecco il “segreto” per arrivare pronti

- La Redazione

Sono uscite le materie della prima e seconda prova del prossimo Esame di Stato. Nessuna sorpresa allo scientifico. I consigli del prof. LORENZO MAZZONI per preparare bene matematica

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Immagine d'archivio

Sono uscite le materie della prima e seconda prova del prossimo Esame di Stato. Nessuna sorpresa allo scientifico, come al solito la seconda prova è di matematica. Piuttosto la sorpresa, per lo studente, potrebbe essere il contenuto, che segue mode alquanto misteriose, e richiede spesso una preparazione mirata, non adeguatamente fornita dagli esercizi tradizionali dei libri di testo.
Val la pena di ricordare che da una decina di anni la prova consiste di due problemi e dieci quesiti, ma lo studente deve obbligatoriamente scegliere, ai fini del punteggio massimo, cinque quesiti e un solo problema.

I quesiti sono di difficoltà molto variabile, da alcuni banali, ad altri che possono creare qualche difficoltà anche a un docente di matematica. Sarà quindi importante l’abitudine ad una attenta lettura del testo (da applicare ovviamente in sede di esame) degli esercizi, per individuare subito il livello di difficoltà, tenendo presente che talora un’esposizione farraginosa rivela poi un contenuto di facile esecuzione, mentre un quesito che a prima vista appare abbordabile, può poi rivelare notevoli difficoltà nei procedimenti risolutivi.

Occorre quindi tener presente che individuare e risolvere i cinque quesiti più facili è una scelta conveniente, perché la soluzione di cinque quesiti, qualsiasi essi siano, porta al punteggio massimo.
Quanto ai problemi, sempre suddivisi in più domande, è meglio evitare di risolvere i punti più facili sia dell’uno che dell’altro, perché, almeno in teoria, deve essere valutato un solo problema.

Dal punto di vista della preparazione specifica alla seconda prova, bisogna tener presente alcuni elementi peculiari della prova di matematica. A differenza di altre prime e seconde prove, il contenuto può spaziare su tutto l’arco della matematica dei cinque anni di liceo, anche se vengono privilegiati gli argomenti degli ultimi anni. Quindi sarà opportuno un ripasso dei concetti fondamentali, in particolare della geometria analitica, e delle funzioni trascendenti che vengono in genere trattate nel quarto anno.
 

In secondo luogo, e questa è un’indicazione che va anche agli insegnanti che guidano la preparazione, val la pena di evitare un “accanimento terapeutico” su alcuni argomenti specifici dell’ultimo anno, per esempio lo studio di funzioni complicatissime, o il calcolo di integrali o derivate chilometrici.

In terzo luogo, conviene affrontare in modo molto tempestivo, già da adesso, lo svolgimento dei temi (o quelle parti che l’allievo è già in grado di svolgere, che non sono poche, per quanto detto prima) assegnati negli ultimi dieci anni, cioè da quando è in vigore la modalità attuale della seconda prova. Per due motivi: alcune tipologie di quesiti si ripetono in modo simile negli anni successivi, ed è quindi un notevole vantaggio averle già affrontate; tali tipologie, soprattutto nel modo di formulare i quesiti, sono spesso differenti (anche se poi i metodi di soluzione sono quelli consueti) da quelle che si trovano nella maggior parte dei libri di testo (anche se ultimamente molti si stanno adeguando), ed è quindi opportuno acquisire consuetudine con un certo tipo di linguaggio.

Infine – ed è questo il motivo per cui sopra si è consigliato di non cadere in tecnicismi eccessivi nella preparazione – un’osservazione un po’ consolatoria: almeno uno dei problemi e più della metà dei quesiti sono negli ultimi anni abbastanza abbordabili per uno studente di media preparazione: allora non deve spaventare la presenza di qualche quesito (o di uno dei due problemi) “impossibile”, perché lo studente non sarà tenuto a risolverli.

(Lorenzo Mazzoni)

 

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