OCSE-PISA/ In Italia in 15enne su 5 è semi-analfabeta

- La Redazione

In Italia, secondo i dati raccolti nei test Ocse-Pisa 2010 il 21 per cento dei quindicenni è semianalfabeta.

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Immagine d'archivio

In Italia, secondo i dati raccolti nei test Ocse-Pisa 2010 il 21 per cento dei quindicenni è semianalfabeta.

Secondo i dati raccolti 21 per cento dei quindicenni ha «scarsi risultati in lettura». Si tratta di adolescenti «in grado di svolgere soltanto gli esercizi di lettura meno complessi come individuare una singola informazione, identificare il tema principale di un testo, o fare un semplice collegamento con la conoscenza di tutti i giorni».

Non appena cresce di poco il livello, iniziano le difficoltà, mancano cioè, le «capacità fondamentali di lettura e di scrittura». La Commissione europea, spiega in una nota, si è riunita «per contribuire a risolvere il problema, ha istituito un gruppo di esperti indipendenti con l’incarico di individuare metodi per migliorare i livelli di alfabetizzazione».

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Il gruppo riunitosi a Bruxelles, per la prima volta, l’altro ieri, e presieduto dalla principessa Laurentien dei Paesi Bassi è posto l’obiettivo di ridurre a meno del 15 per cento, entro il 2020, la percentuale di alunni che riscontrano difficoltà nella lettura, in matematica e o scienze a livello comunitario. «Questa iniziativa – spiega la principessa contribuirà a sfatare il tabù che persiste a tutt’oggi. L’analfabetismo ostacola la crescita economica e l’integrazione».

 

L’Italia, in ogni caso mè enm lontana dagli standard europei. In Danimarca la percentuale è del 15,2 per cento, Olanda e Svezia sono molto vicini all’obiettivo del 15 per cento, mentre in Finlandia sotto il 10. In Francia, poi si attesta al 19,8 per cento, in Germania al 18,5, in Regno Unito al 18,4, in Spagna al 19,6 per cento e in Portogallo al 17,6.

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