SCIOPERO SCUOLA/ Di Menna (Uil): i docenti hanno ragione, Profumo stavolge il contratto di lavoro

- int. Massimo Di Menna

Sono scesi in piazza oggi gli isegnanti aderenti alla Cgil per protesrare contro le nuove misure prese dal Governo. Secondo MASSIMO DI MENNA (Uil) le ragioni per protestare ci sono tutte

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Scioperano oggi gli insegnati aderenti alla Cgil, mentre altre manifestazioni di protesta saranno decise nei prossimi giorni da Cisl e Uil. Tutti contro il ministro Profumo, che ha immesso nel decreto legge stabilità norme che hanno fatto infuriare il corpo docenti: le sei ore in più alla settimana senza retribuzione è quella che fa indispettire di più. Secondo Massimo Di Menna della Uil contattato da IlSussidiario.net, “su una vicenda così importante e delicata non c’è stato neanche un incontro tra il ministero e i sindacati. Sono tempestato di telefonate da parte di insegnanti che mi chiedono cosa stia succedendo. E’ questa la tanto millantata trasparenza di cui parla il ministro? Si è creato il caos nella scuola e già questo è un fatto negativo”. 

Come mai voi non avete aderito alla manifestazione di oggi indetta dalla Cgil?

Deve chiederlo alla Cgil il perché dello sciopero di oggi. Uno sciopero certamente non si organizza in due giorni, vuol dire che era pensato da tempo.

Anche voi però siete sul piede di guerra: qual è la vostra opinione ad esempio sulle sei ore in più a settimana?

Ritengo che il disagio e le ragioni per gli insegnanti di scioperare oggi ci siano tutte. Noi siamo già intervenuti nei confronti del governo perché questa notizia – che tra l’altro apprendiamo dalla stampa perché non ci è arrivata alcuna comunicazione ufficiale dal ministero – ci sembra davvero poco riguardosa nei confronti del corpo docenti. Abbiamo sollecitato un intervento del ministro, che non c’è stato, e il risultato è che si sta creando disagio e confusione.

Ci spieghi le ragioni di questo disagio.

E’ un modo di trattare gli insegnati particolarmente ingiusto. Aspettiamo di leggere il testo e crediamo si tratta di un provvedimento che il Parlamento in fase di voto non potrà approvare a scatola chiusa.  Il Parlamento non può approvare un decreto che propone l’abolizione del contratto nazionale di lavoro, l’aumento degli orari di lavoro obbligatorio e altro ancora. Noi della Uil attiveremo tutte le modalità di protesta per sostenere le ragioni degli insegnanti. 

Non sono trattati come dovrebbero?

C’è qualcuno che si è spinto a definire gli insegnanti gli eroi del Paese. E’ sicuramente esagerato, ma li si tratta oggi senza il rispetto che meritano persone che lavorano nella scuola.

Dell’aumento delle ferie da 30 a 45 giorni che ne pensa? Già gli insegnanti vengono criticati per fare più ferie dei normali lavoratori.

Mi sembra una invenzione tutta da ridere. Ma si può decidere per legge  l’aumento delle ferie che una persona deve fare? Come si può stabilire per legge che un insegnante di matematica di un liceo scientifico abbia 45 giorni di ferie quando invece abbiamo il problema inverso?

 

Cosa intende dire?

 

Il ministro si dimentica gli impegni del periodo estivo: corsi di recupero, le prove degli studenti che hanno il debito, la maturità. Nel periodo estivo non ci sono le condizioni neanche per avere 30 giorni di ferie. Si sospendono le attività didattiche che si riprendono a settembre e dunque c’è la necessità di organizzare in quel mese di sospensione in cui non si fanno le ferie le attività dei ragazzi. Siamo al ridicolo: aumentare le ferie e costringere a fare 24 ore di insegnamento.

 

C’è poi il fatto che questo aumento di ore impedirà a molti supplenti, dunque giovani, di inserirsi nel mondo della scuola.

 

In Italia oggi si è arrivati a conclusioni dannose: trasformare gli insegnanti a guardiani dei ragazzi perché non facciano danni. E la cultura? I tagli di organico poi: ancora una volta si pensa che con la scuola si possa risparmiare. Diciamo che fino a oggi il ministro sta facendo una figura non buona.

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