SCUOLA/ Un prof: istruzione tecnica, il “sogno” esiste

- Giorgio Taglietti

La spending review sta mettendo a rischio il governo dell’istruzione tecnica, che per l’Italia ha un ruolo cruciale. La lettera di GIORGIO TAGLIETTI, Isis A. Ponti di Gallarate (VA)

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Caro direttore,

ciò che segue non è solo l’esperienza di insegnamento in questo primo anno di Istituto tecnico superiore, ma il racconto di come ho visto crescere la presenza di un soggetto nuovo nel territorio. 

I punti caratterizzanti l’esperienza dell’Its Lombardo Mobilità Sostenibile (Its per la Filiera dei Trasporti e della Logistica Intermodale) sono la corrispondenza al territorio, la risposta ad una richiesta di integrazione tra teoria e pratica e il desiderio di dare forma pubblica ad una collaborazione di soggetti che hanno una decennale esperienza di lavoro comune. 

I membri della fondazione sono un Istituto tecnico con le specializzazioni in aeronautica, elettronica ed elettrotecnica, informatica; una grossa azienda del settore aeronautico; una agenzia di formazione da anni fortemente implicata nello stesso settore e il Politecnico di Milano. È utile ricordare che questi soggetti sono molto conosciuti nel territorio e lavorano e interagiscono a vario titolo con le strutture pubbliche e private di livello comunale, provinciale e regionale. Inoltre da almeno 15 anni i membri della fondazione hanno collaborazioni attraverso stages aziendali, corsi di formazione, orientamento al lavoro ed allo studio, rimotivazione e recupero dell’abbandono scolastico. Queste collaborazioni sono sicuramente dovute alla dirigenza, ma soprattutto a tutto il personale più sensibile ai bisogni dei giovani.

Il corso è fortemente professionalizzante e attira tutti quegli studenti che avendo già ricevuta una solida preparazione di base vogliono finalmente “affondare” le mani nella pratica. Il personale docente viene in uguale parte dalla scuola, dall’università, dalle aziende, dalla formazione ed è selezionato in base alla professionalità ed alla motivazione. Anche gli studenti sono selezionati in ingresso da una commissione composta da personale dei membri della fondazione che valutano soprattutto in base alla motivazione.

Il corso di studi non è leggero. La presenza in aula è di 8 ore al giorno e le materie hanno un taglio altamente professionalizzante. La parte teorica è concentrata per dare modo di arrivare il più presto possibile in azienda. Tutte le principali materie hanno dei laboratori che attualmente sono quelli dell’Istituto tecnico “Andrea Ponti” di Gallarate. I testi sono in lingua inglese, che è la lingua del settore della manutenzione degli aeromobili.

Un punto di forza di questa esperienza è la valutazione. Viene valutata la struttura, la docenza e gli esiti di apprendimento degli studenti. La valutazione dell’Its nella sua totalità è una prassi praticamente sconosciuta alla scuola attuale. In questo primo anno di lavoro la struttura è stata valutata dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), la struttura ha valutato i docenti e i docenti e gli imprenditori che hanno avuto i ragazzi in azienda hanno valutato gli studenti. Questo fatto è assolutamente fondamentale, perché garantisce la non autoreferenzialità della scuola e la continua corrispondenza al mondo esterno.

L’ambiente è simile all’università, i corsisti sono personalmente responsabili del loro studio e del loro lavoro e c’è un esame finale senza verifiche intermedie. Ma ci sono due aspetti di forte aiuto: il numero limitato e la presenza di un tutor d’aula. Questi due fatti aiutano molto l’insegnamento ed il rapporto tra docenti e allievi. Anche i mezzi tecnologici sono avanzati. Le aule sono dotate di Lim e gli studenti sono dotati di tablet. Naturalmente l’accesso ad internet è totale.

In tutte le scuole c’è una funzione strumentale del Pof che sarebbe il piano di studi. Nell’Its c’è un direttore degli studi che è veramente presente e sovrintende a tutti gli aspetti del corso. 

È appena cominciato il secondo anno di corso ed abbiamo già selezionato il nuovo primo anno, per cui la scuola comincia a crescere (abbiamo due corsi per cui quattro classi). Non so se l’esperienza di cui faccio parte sia frutto della suggestione che deriva dalla novità, e se fra qualche anno diventerà come tutte le scuole statali. Ma so che tale esperienza assomiglia molto alla scuola che si vorrebbe, e se questa novità è stata possibile un anno, con risultati certi, vuol dire che la scuola che si vorrebbe esiste. 

 

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