SCUOLA/ Una prof: cari sindacati e caro sussidiario, di che cosa parlate?

- La Redazione

Una docente, MARIA RIZZUTO, contesta la lettera aperta di Fabrizio Foschi e le risposte dei sindacati. “Se fossi una marziana appena arrivata sulla terra mi chiederei: da dove arrivate?”

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Caro direttore,

mi permetta di rivolgermi ai dirigenti delle varie organizzazioni sindacali e a Fabrizio Foschi. Io, docente, mi chiedo se stiate parlando sul serio, o se i vostri articoli siano un puro esercizio letterario. Se fossi una marziana appena arrivata sulla terra mi chiederei: ma da dove arrivate? Dove siete stati finora? Il mondo della scuola lo conoscete sul serio? Dove eravate tutti voi quando io, studentessa del Liceo classico di Crotone (in una sezione “scelta”) non ho mai fatto un’ora di storia dell’arte perché il docente era vicepreside? O quando non ho mai fatto, in cinque anni, un’ora di matematica e fisica perché la docente era “esaurita”. E se la metà degli anni ottanta è preistoria, allora vi chiedo dove eravate la settimana scorsa quando un mio alunno filippino mi ha chiesto: Prof, ma la prof è laureata? Eravate nel vostro iperuranio, deduco.

Io, che “amo” il ministro Profumo, ho pensato, da subito, che questa storia delle 24 ore sia stata una “bomba a mano” lanciata per indurre noi docenti a riflettere e a svegliarci dal nostro torpore. Da giorni sto osservando il mondo scolastico da una nuvola; in quanto Rsu sono “costretta” ad ascoltare i vari docenti e ho dovuto partecipare a ben tre assemblee sindacali e proporre anche una mozione che verrà discussa martedì. Mi sono già beccata da un collega mai visto un insulto e ho deciso, per la mia incolumità, di provare ad essere moderata, ma quando è troppo, è troppo.

Cari sindacati e cari colleghi, dove eravate l’anno scorso quando, nella mia scuola, su quattro docenti di italiano (AO50) solo io ho rinunciato ad avere una cattedra di 24 ore. E allora come è che ora non è possibile insegnare per 24 ore? Tre su quattro significa il 75 per cento. Non c’eravate, perchè io ho anche denunciato la cosa (con fax oltre che verbalmente) al mio sindacato e a quello di cui fa parte il mio Ds, e mi è stato chiesto di fare la “saggia”. La saggia nel 2011 l’ho fatta, ma il 2012 è un altro anno e le cose non sono cambiate.

Ora passo alla parte “costruttiva”. Io, docente, vi chiedo di fare un passo indietro. Volete ridarci “dignità”? La dignità la riavremo quando io non sarò costretta a spiegare ai miei alunni come sia possibile che un insegnante sia un insegnante! Il resto è fumo.

Racconto solo l’ultimo episodio, in ordine di tempo, perché è quello che mi ha portato a scrivere questa lettera. Ieri in classe (io insegno a giovani adulti) stavo spiegando il film Il sole dentro proposto a noi docenti dall’Usr Lombardia. È una terza di un professionale alberghiero, sulla carta. Stavo parlando del tema del “viaggio” e dico: almeno questo lo avrete trattato nel biennio? Gli alunni mi guardano  e dicono: no. Poi noto che il più bravo sghignazza col suo compagno di banco e chiedo perché. E mi dice: prof, l’anno scorso abbiamo fatto un tema sul viaggio ma lo abbiamo fatto, volutamente male, per vedere cosa avrebbe fatto il professore. Ed io: male dal punto di vista contenutistico o formale? E lui: entrambi… Ed io: e il docente come ha valutato questi temi? E lui: gli sono piaciuti! A voi l’ardua sentenza.

Maria Rizzuto

 



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