SCUOLA/ Italiano e matematica, siamo più o meno bravi? Ecco da cosa dipende

- int. Elisa Caponera

L’ultima indagine condotta dall’IEA evidenzia un deciso peggioramento degli studenti italiani in Lettura, Matematica e Scienze rispetto al 2006. Ne parliamo con ELISA CAPONERA (Invalsi)

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Se fino ad oggi erano solamente gli studenti italiani delle scuole medie a perdere posizioni nelle classifiche internazionali sull’apprendimento, recenti rilevazioni mostrano una netta flessione anche nelle scuole elementari. L’ultima indagine condotta dall’IEA (The International Association for the Evaluation of Educational Achievement), l’Associazione internazionale per la valutazione del rendimento scolastico, evidenzia infatti un deciso peggioramento degli studenti italiani in Lettura, Matematica e Scienze rispetto al 2006. L’IEA conduce ogni cinque anni due diverse indagini, il PIRLS (Progress in International Reading Literacy Study) e il TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study), rispettivamente sulle competenze in Lettura dei bambini di quarta elementare e sulle competenze in Matematica e Scienze tra gli studenti di quarta elementare e della terza media. A parlarci dei risultati italiani è Elisa Caponera, responsabile nazionale dei progetti IEA PIRLS e TIMSS.

Cosa emerge da questo rapporto nazionale effettuato su un campione di studenti italiani?

Per quanto riguarda la primaria abbiamo assistito a un netto calo dei risultati dei nostri studenti nella comprensione della lettura e in scienze, anche se comunque ci collochiamo ancora al di sopra della media internazionale (su una media di 500, gli studenti italiani ottengono 541 in lettura e 524 in scienze). Resta però il fatto che, rispetto ai risultati del 2006-2007, c’è stata una evidente flessione.

Cosa può dirci invece degli studenti della terza secondaria di primo grado?

In questo caso notiamo un netto miglioramento dei nostri studenti in matematica, di circa 20 punti rispetto alla precedente rilevazione quando eravamo addirittura al di sotto della media internazionale. Adesso invece, trovandoci intorno al livello degli altri Paesi, non registriamo punteggi particolarmente elevati ma abbiamo comunque recuperato molto rispetto al passato.

Quali sono i punti di forza e quelli invece deboli in lettura e matematica?

In lettura abbiamo notato un peggioramento soprattutto nei testi di tipo letterario rispetto a quelli di tipo informativo, e questa flessione è principalmente dovuta a un calo del rendimento delle bambine. Per quanto riguarda invece la matematica, abbiamo recuperato tantissimo in algebra, circa 30 punti rispetto alle rilevazioni precedenti, ma nonostante ciò si tratta ancora di un nostro punto di debolezza.

Esiste qualcosa che può influenzato positivamente o negativamente l’apprendimento dei nostri ragazzi?

E’ necessario dire che stiamo ancora ragionando sulle possibili ipotesi. Quello che è certo, per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado, è la coincidenza con l’introduzione negli ultimi anni della prova nazionale Invalsi proprio sulla lettura e sulla matematica. Questo potrebbe avere in qualche modo stimolato una maggiore spinta verso l’apprendimento della materia.

In che modo possiamo quindi mettere in relazione questi ultimi dati con quelli emergenti dalle prove Invalsi? 

Anche in questo caso è stato fatto un primo approccio descrittivo e si nota innanzitutto che le prove TIMSS sono prove curriculari, quindi in qualche modo esiste una sorta di legame tra i quadri di riferimento utilizzati per costruire le prove Invalsi e le IEA. Inoltre si nota un andamento similare anche nella distribuzione dei risultati nei diversi ambiti.

Cosa può aver provocato invece la netta flessione degli studenti della scuola primaria?

E’ ancora in corso una riflessione su quelle che possono essere state le cause: potrebbe dipendere da tanti fattori e, visto che il calo è stato proprio sui testi letterari, potrebbe essere legato anche a un cambiamento di tipo sociale, ma è ancora tutto da verificare.

Come valuta la posizione dell’Italia nel complesso dei dati internazionali raccolti?

In assoluto andiamo certamente meglio in lettura, poi in scienze e infine in matematica, ma in tutti e tre i casi registriamo comunque un punteggio superiore alla media internazionale. Nella scuola secondaria di primo grado ci collochiamo invece, sia per la matematica che per le scienze, in linea con questa media, andando quindi ad abbassare leggermente il nostro punteggio.

Cosa si può dire della capacità di “ragionare” dei nostri studenti?

Quello che emerge, in particolare per le prove di scienze, è che i nostri studenti riescono meno bene proprio nelle domande che richiedono come processo di comprensione quello del ragionamento, rispetto a quello di conoscenza e di applicazione. Nel momento in cui quindi si chiede un approccio più complesso per rispondere alla domanda, i nostri studenti presentano qualche difficoltà in più.

Può dirci qualcosa anche sui risultati nelle diverse aree geografiche italiane?

In generale notiamo un andamento migliore nelle aree del Nord rispetto a quelle del Sud, dove però è stato registrato un miglioramento decisamente più forte in matematica.

Secondo lei da cosa è dovuto questo miglioramento?

Sicuramente nel Meridione in questi anni sono stati pensati molti interventi finalizzati proprio al miglioramento dell’apprendimento della matematica, come il PQM, ma anche queste sono tutte ipotesi ancora da verificare.

 

(Claudio Perlini)

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