SCUOLA/ Come può il “vecchio” Foscolo cambiare uno studente di oggi?

- La Redazione

Inizia oggi, a Firenze, organizzata da Diesse Firenze, l’XI edizione de I Colloqui Fiorentini, quest’anno dedicati a Ugo Foscolo. “Tu passeggerai sovra le stelle”. PIETRO BARONI

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Ugo Foscolo (Immagine d'archivio)

Discutendo con un docente universitario di Ugo Foscolo, questi esprimeva il giudizio secondo cui il poeta è stato espressione di una letteratura oggi estranea alla nostra sensibilità, in particolare dei giovani; di una fede nella bellezza, nella poesia, nell’arte, oggi ormai tramontata. E adduceva delle ragioni che sono difficilmente contestabili ed ampiamente condivisibili.

Ma poi accade un fatto che, come ogni evento, rimette in discussione le nostre teorie, le nostre calcolate certezze: accade l’XI edizione de I Colloqui Fiorentini dedicata quest’anno proprio a Foscolo. E saltano tutte le conclusioni!

Sarà il titolo, Tu passeggerai sovra le stelle…, che spalanca il cuore, che fa d’improvviso respirare, come una promessa di bellezza e di eternità che si credeva ormai definitivamente delusa; sarà che ai Colloqui Fiorentini ciascuno studente e docente si sente protagonista, chiamato in prima persona a confrontarsi con le parole del grande poeta; sarà che partecipando di anno in anno i docenti sentono che la professione di insegnante diviene sempre più personale e coinvolgente, che esige urgentemente la loro creatività e competenza; sarà che ai Colloqui Fiorentini tanti studenti hanno incontrato persone e sentito parole che hanno permesso loro di comprendere la propria vocazione professionale, determinandoli nella scelta dell’università; sarà che Foscolo oggi come allora entusiasma con la forza delle sue parole, con la chiamata a vivere la vita secondo ideali grandi e nobili e che questo (a dispetto di ogni previsione) riempie ancora il cuore dei nostri giovani.

Non sarà: è, accade, oggi, a Firenze. Perché in più di duemila hanno risposto all’appello dei Colloqui, da ogni regione d’Italia.

E non c’è una tecnica, non c’è un ingrediente segreto per spiegare il successo di questa iniziativa. Ma c’è un metodo: un gruppo di insegnanti, quelli di Diesse Firenze, che scommette tutto sulla libertà dei docenti e degli studenti partecipanti. Sono loro, gli insegnanti promotori e i partecipanti, l’ingrediente segreto; perché provocati dalle parole di Foscolo e dalla proposta del titolo di questa edizione, si mettono al lavoro, si giocano completamente, testa, cuore, desiderio, creatività, passione, impegno. Sorprendentemente. Con una dedizione impensabile, con un lavoro serio che si concretizza in una tesina di gruppo – senza della quale non si può partecipare – per approfondire i testi dell’autore; ma anche in racconti, produzioni artistiche di vario genere, spettacoli teatrali, insomma tutta la creatività che ci si scopre dentro, quando si è nel “caldo delle passioni”, come direbbe Leopardi. 

Ed accadono miracoli: studenti dal passato scolastico e non solo a dir poco traumatico che, sfidati dal loro docente ad impegnarsi nei Colloqui, si rimettono in discussione fino a sorprendersi innamorati della poesia, ma soprattutto, fino a cogliere la possibilità di un nuovo inizio per la propria vita. Uno di questi, gravemente dislessico, si butta nell’avventura dello spettacolo teatrale e rifiorisce a scuola e con i compagni. Docenti veterani che rivoluzionano la propria didattica dopo tanti anni di insegnamento (questo è il vero miracolo, che nessuna riforma della scuola ha mai ottenuto) per seguire il metodo suggerito dai Colloqui Fiorentini e così facendo riscoprono la bellezza del proprio mestiere, ma soprattutto il valore ideale della missione loro assegnata. Una docente di Arezzo ci scrive: “Ci avete ridato il coraggio per insegnare”. Un’altra di Messina ci racconta di come nella sua classe il clima di lavoro sia stato completamente rivoluzionato in positivo da quando hanno cominciato a lavorare per i Colloqui. Un’altra di Napoli di racconta che ormai tutta la didattica del suo istituto ruota attorno alla preparazione del convegno e ci riporta le parole del suo Dirigente scolastico, dette in collegio docenti: “I Colloqui Fiorentini sono il fiore all’occhiello della nostra scuola”. E la maggior parte delle scuole aderenti ai Colloqui Fiorentini sono istituti statali (94 per cento).

Il fatto è che I Colloqui Fiorentini scommettono sulla libertà degli studenti, messi di fronte ai testi e alle parole di un autore, impugnate da un docente che le vive, quelle parole, nella sua esperienza e le ripropone vibranti, piene di significato per la propria vita e quindi forti, persuasive, provocanti; parole che chiedono una risposta, una presa di posizione personale: questo è ciò che entusiasma gli studenti, sentirsi chiamati in causa, resi protagonisti non di uno show ma della crescita della propria personalità.

Troppe volte pensiamo che educare significhi indurre nei ragazzi la loro crescita. Invece una persona cresce nella misura in cui si muove con i suoi passi verso il significato della propria vita, dietro la provocazione positiva di un adulto. I Colloqui Fiorentini sono tutti qui. Ma questo non è esattamente il cuore della scuola o di ciò che dovrebbe essere la scuola?

 

(Pietro Baroni)

 

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