MATURITA’ 2012: SOLUZIONI/ Esame di Stato, seconda prova: svolgimento traccia per Istituto professionale per tecnico dei servizi sociali

- La Redazione

Ecco lo svolgimento della prova d’esame per l’Istituto professionale per tecnico dei servizi sociali, che quest’anno ha proposto argomenti riguardanti psicologia generale e applicata.

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Esame di Maturità (Infophoto)

Ecco di seguito lo svolgimento della prova d’esame per l’Istituto professionale per tecnico dei servizi sociali, che quest’anno ha proposto argomenti riguardanti psicologia generale e applicata. La professoressa Paola Facchetti, che ha contribuito allo svolgimento della prova per IlSussidiario.net, spiega che “le tracce presentate quest’anno sono state decisamente facili e assolutamente fattibili da parte degli studenti. Quello sui minori e sugli anziani sono due argomenti che vengono spesso affrontati e inoltre nel corso dell’anno, visto che parliamo di un indirizzo professionale, per i ragazzi è prevista l’alternanza scuola-lavoro grazie alla quale hanno potuto avere a che fare con strutture residenziali per anziani o in scuole d’inanzia”.    


1) INTRODUZIONE  RIGUARDANTE LA VISIONE  DELL’INFANZIA NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA, RAPPORTATA A QUELLA DEL PASSATO. NELLA SOCIETA’ ATTUALE  E’ RICONOSCIUTA PARTICOLARE ATTENZIONE AL MONDO DELL’INFANZIA, CHE SI ESPLICA ATTRAVERSO INTERVENTI LEGISLATIVI E SERVIZI SUL TERRITORIO.

2) RIFLESSIONE SUI FONDAMENTALI DIRITTI DEL BAMBINO ( DIRITTO DEL SODDISFACIMENTO DEI BISOGNI PRIMARI,  DI PROTEZIONE E ATTACCAMENTO, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO A WINNICOTT – CONCETTO DI MADRE SUFFICIENTEMENTE BUONA – , BOWBLY – CONCETTO DI BASE SICURA). INOLTRE DIRITTO AL GIOCO, ALL’EDUCAZIONE, ALL’ISTRUZIONE E ALLA PROTEZIONE.

3) TIPOLOGIE DI DISCONOSCIMENTO DELLA DIGNITA’ ALL’INTERNO DELLE PRINCIPALI ISTITUZIONI ALLE QUALI IL BAMBINO E’ AFFIDATO, TRA CUI:

MALTRATTAMENTO FISICO

MALTRATTAMENTO PSICOLOGICO

TRASCURATEZZA

FORME DI ABUSO SESSUALE

TRA I POSSIBILI RIFERIMENTI TEORICI SI POSSONO CITARE SPITZ – STUDI SULLA MANCANZA DELLE CURE MATERNE, SUI BAMBINI DEPRIVATI, ESPERIMENTO DI HARLOW CHE SOTTOLINEA L’IMPORTANZA DEL CONTATTO FISICO NELLA RELAZIONE MADRE – BAMBINO DURANTE I PRIMI MESI DI VITA.

4) LA FAMIGLIA DEVE ESSERE IN GRADO DI INSEGNARE I VALORI SOCIALI E MORALI AL BAMBINO, ABITUANDOLO AD ACCETTARE E COMPRENDERE LE DIVERSITA’ DI PENSIERO E DI OPINIONE IN MODO TALE DA FORMARE UN INDIVIDUO IN GRADO DI ADATTARSI ALLE MOLTEPLICI SITUAZIONI SOCIALI CHE DOVRA’ AFFRONTARE NEL FUTURO ( RESILIENZA).

5) INTERVENTI ATTUABILI DAL TECNICO DEI SERVIZI SOCIALI: OSSERVAZIONE E SEGNALAZIONE; PREVENZIONE E SOSTEGNO, ATTUANDO ANCHE ATTIVITA’ DI ACCOGLIENZA E ASCOLTO, ATTIVITA’ ESPRESSIVE E LABORATORIALI ED INTERVENTI PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE DEL MINORE NEL TERRITORIO PER CONTRASTARE L’EMARGINAZIONE SOCIALE. 

 

1) INTRODURRE BREVEMENTE LE CARATTERISTICHE DELL’ETA’ ANZIANA, FACENDO RIFERIMENTO IN PARTICOLARE AL VERSANTE SOCIALE E PSICOLOGICO, CON PARTICOLARE ATTENZIONE AL PENSIERO DI ERIKSON SULL’ETA’ ANZIANA.

SOFFERMARSI AD ILLUSTRARE L’ISTITUZIONALIZZAZIONE DELL’ANZIANO E COME QUESTA VARIA IN RELAZIONE ALLE RISORE ECONOMICHE, CULTURALI E ALLE MODALITA’ ORGANIZZATIVE DELLA STRUTTURA CHE ACCOGLIE L’ANZIANO.

 

2) EVIDENZIARE I PROBLEMI CHE PUO’ INCONTRARE L’ANZIANO QUANDO ENTRA IN UNA STRUTTURA RESIDENZIALE.

 

3) DESCRIVERE LE RELAZIONI POSTIVE ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA RESIDENZIALE, E COME QUESTE PERMETTONO ALL’ANZIANO DI MANTENERE LE SUE ABILITA’ RESIDUE, SVILUPPARE NUOVI INTERESSI, ED EVITARE SITUAZIONI DI ANSIA, DEPRESSIONE, SOLITUDINE CHE SONO I FENOMENI PIU’ FREQUENTI DA AFFRONTARE IN QUESTA ETA’.

 

4) ILLUSTRARE COME LA QUALITA’ DELLE RELAZIONI TRA GLI ANZIANI PUO’ VARIARE ANCHE IN RELAZIONE AL LIVELLO DI AUTOSUFFICIENZA DELLA PERSONA. ALTRI FATTORI CHE INFLUENZANO LA QUALITA’ DELLE RELAZIONI, DIPENDONO DALLE MODALITA’ ORGANIZZATIVE E DALLE PROPOSTE DI ATTIVITA’  OFFERTE DALL’EQUIPE MULTIDISCIPLINARE.

 

5) ESPLICITARE I POSSIBILI INTERVENTI VOLTI AD EVITARE L’ISOLAMENTO SOCIALE, CHE SI ATTUANO ATTRAVERSO ATTIVITA’ DI ANIMAZIONE NELLE QUALI SI CONDIVIDONO DEGLI SPAZI COMUNI. ESERCITARE  UN ASCOLTO AUTENTICO, ATTIVO NEI CONFRONTI DELL’UTENTE.

 

(I professori di Psicologia dell’Istituto Einaudi di Varese Paola Facchetti, Maria Rosaria Maggio, Angelo Nardi, Andrea Ronco)

 

 

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