SCUOLA/ Gontero (AGeSC): tagliare 260 milioni alle scuole paritarie è autolesionismo

- La Redazione

Conti alla mano, AGeSC, ha calcolato i danni che porterebbe l’eliminazione di molte scuole paritarie, che potrebbero essere costrette alla chiusura dai tagli chirurgici dell’esecutivo

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Immagini di repertorio (Fonte Infophoto)

Un provvedimento anti-economico soprattutto per lo Stato. Definisce così il Presidente di AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) Roberto Gontero, la decisione del Governo di mantenere, all’interno del pacchetto di spending review, il taglio di 260 milioni di euro per le scuole paritarie: una sforbiciata pari al 50% del budget totale dedicato agli istituti non statali. Conti alla mano, AGeSC, ha calcolato i danni che porterebbe l’eliminazione di molte scuole paritarie, che potrebbero essere costrette alla chiusura dai tagli chirurgici dell’esecutivo. I conti, dicono da AGeSC, sono presto fatti: più o meno per ogni bambino delle materne che frequenta una scuola non statale, lo Stato risparmia 5.500 euro. Per ogni studente delle elementari non statali il risparmio è invece di 6.500 euro. Per ogni studente delle medie inferiori è di 7.600 euro; nelle superiori la cifra si alza a ben 8.000 euro. Un tema che hanno molto a cuore Pier Ferdinando Casini e Angelino Alfano che due giorni durante un incontro con Gontero si sono impegnati perchè il Governo ripristini al più presto i fondi alle paritarie. Fra l’altro, considera ancora l’ Associazione Genitori Scuole Cattoliche, se il milione di studenti della scuola paritaria si riversasse in quella statale i costi si moltiplicherebbero esponenzialmente. Il comparto delle paritarie permette allo Stato un risparmio di 6 miliardi di euro all’anno, alleggerendo i costi della pubblica istruzione, rispetto ai 500 milioni che vengono erogati a questi istituti. “Perché – si chiede Gontero –andare a tagliare una voce di spesa che genera tale risparmio? Soprattutto in relazione alle scuole dell’infanzia, o lo Stato dovrà investire per ulteriori strutture alcuni miliardi di euro o, in alternativa, decine di migliaia di bambini fra i tre e i sei anni non potranno più frequentare la scuola materna”. Inoltre, sempre secondo i dati diffusi da AGeSC il sistema d’istruzione paritario comprende circa il 12% degli studenti italiani ma alle casse del Governo costa solo l’1% del totale speso per l’intero sistema degli istituti scolastici.  

“Senza contare – conclude Gontero – che occorre essere consapevoli del valore intrinseco di ogni percorso educativo, non necessariamente di quello cattolico, e impegnarci perché a tutti i genitori venga garantita la reale possibilità di scegliere per i propri figli le strutture e i contesti educativi più adeguati”.



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