SCUOLA/ La parità “cambia verso” e sfida il welfare state

Il tradizionale convegno nazionale della Cdo Opere educative, dal titolo “Una scuola per crescere”, ha rilanciato la sfida della parità scolastica. Il commento di ROBERTO PASOLINI

01.04.2014 - Roberto Pasolini
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Il tradizionale convegno nazionale della Cdo Opere educative, tenuto nell’ultimo week end a Loano, ha assunto una caratteristica particolare resasi utile per la nota situazione contingente che caratterizza il settore della scuola paritaria.

Linee di indirizzo, valori, confronti, didattica, opportunità, innovazione, temi finalizzati ad approfondire come affrontare con passione, determinazione, professionalità e fantasia la coda (speriamo!) della crisi economica che inevitabilmente si incrocia sulla strada delle famiglie e delle scuole.

Non a caso il titolo proposto, Una scuola per crescere, è stato lo slogan comune degli Open day che molti gestori hanno organizzato in rete per avere più visibilità nel raccogliere la fiducia delle famiglie.

Il convegno ha affrontato, conseguentemente, temi di attualità (Bei bilingual, contratto nazionale, identità della scuola, istruzione professionale, nuove tecnologie, Clil, open day, editoria, finanziamenti), trattati in numerosi workshop, limitando volutamente gli interventi di carattere generale e la presenza di politici, con la sola partecipazione del sottosegretario Toccafondi alla tavola rotonda sul tema della parità scolastica.

L’incontro introduttivo è stato tenuto da Bernhard Scholz che ha approfondito tre domande poste da Marco Masi: governance, domande delle famiglie, originalità della proposta educativa.

Le risposte agli spunti sono state per certi versi illuminanti e stimolanti per i gestori presenti. Sul tema della governance la risposta ha puntualizzato la necessità di render più efficienti i consigli di amministrazione per rendere più rapidi i tempi delle decisioni da assumere, anche in mancanza di unanimità, con un coraggio che deve nascere “dall’avere a cuore la scuola ed i ragazzi che la frequentano”. 

La risposta ha toccato anche il delicato problema del passaggio generazionale. Chi ha fondato una istituzione ha la tentazione di ritenersi insostituibile pensando che nessuno potrà proseguire l’attività come lui. L’indicazione forte nasce dall’invito ad essere capaci di ritenere la scuola come un dono ricevuto e non come una cosa propria, così come la generazione che subentra non deve mettersi in fase critica negativa, ma ritenere di essere subentrata in una attività positiva che deve proseguire al meglio. Il passaggio deve essere giocato in positivo: chi subentra potrebbe portare freschezza di idee e di proposte utili ad un effettivo rinnovamento dell’istituzione.

Le domande delle famiglie che chiedono iscrizione nelle scuole paritarie sono sempre più varie, da un bisogno educativo diverso da famiglia a famiglia a una richiesta di maggior protezione per i figli, fino ad esigenze didattiche innovative come la maggior padronanza delle lingue. Le risposte a queste esigenze debbono avere sempre come riferimento il futuro dei ragazzi, una doverosa chiarezza di presentazione dell’offerta formativa alle famiglie ed una impostazione che faccia sì che il genitore si senta concretamente accompagnato e senta la scuola vicina, con idee chiare che puntano a valorizzare il loro figlio. 

All’ultima domanda una risposta sintetica: l’originalità è un bene perché fa scoprire l’ampiezza del mondo, della vita, l’unicità deve essere nello scopo, ossia che il ragazzo diventi sé stesso.

Lo sviluppo del convegno ha inframmezzato gli workshop con un interessante intervento di Sr. Anna Monia Alfieri, Claudio Marcellino e Paola Guerin mirato ad evidenziare la positiva modalità che ha caratterizzato il lavoro delle associazioni in Lombardia durante i tavoli di trattativa e confronto con la Regione, l’Usr ed il Comune di Milano: l’unità di intenti e proposte ha portato ad avere una maggior contrattualità politica, che si è dimostrata produttiva per la definizione della dote scuola e per la stesura della nuova convenzione per le scuole dell’infanzia. Un’esperienza, basata anche sull’amicizia e sulla stima reciproca, che tutti auspicano continui e si consolidi perché utile a raggiungere i comuni obiettivi.

Il momento clou da un punto di vista politico è stata la tavola rotonda sulla parità moderata da Marco Masi e con la presenza di Luisa Ribolzi, del sottosegretario on. Gabriele Toccafondi, oltre alla mia. Ribolzi ha presentato il lavoro in itinere per la stesura di un libro che ha lo scopo di far conoscere la realtà della scuola paritaria nel nostro Paese oltre ad approfondire, con interventi innovativi di opinion leader, temi costituzionali, economici e legati alle politiche europee, e che raccoglierà anche confronti con le best practices sul tema applicati in altri paesi (gli esempi svedese e delle charter schools).  A me il compito di presentare un obiettivo fondamentale del lavoro: un nuovo approccio per affrontare con il mondo politico, chiamato ad importanti decisioni, il tema della parità. La crisi economica ha evidenziato la crescente difficoltà in tutti i Paesi a reperire le risorse occorrenti a finanziare un welfare capace di continuare ad offrire ai cittadini i servizi di cui necessitano. Si rende imprescindibile la costruzione di un nuovo welfare, accantonando le ideologie, pur nel rispetto dei valori che abbiamo sempre proclamato, ma con un pragmatismo che punti a ridurre i costi valorizzando i servizi non statali offerti sui territori, basandosi sul principio di sussidiarietà. La crisi ha già avviato questo processo ed i casi di Bologna, Como, Milano in relazione alle scuole dell’infanzia ne sono l’esempio.

Il sottosegretario Toccafondi si è inserito nella condivisione di questa linea apprezzandone la concretezza ed evidenziando la necessità di comunicazione e costruzione di proposte basate sui dati e sulle necessità economiche. È necessario far conosce di più e meglio la realtà della scuola paritaria perché possa avere il suo giusto ruolo, la sua giusta valorizzazione.

La scelta del sindaco di Bologna è stata positiva, ma è nata da un referendum basato su un quesito profondamente ideologico che fa testo per analoghe iniziative che si stanno diffondendo nel Paese. Occorre ricomunicare con forza i principi costituzionali su cui si basa la legge di parità perché siano sempre pilastri forti di riferimento, così come occorre basare il confronto politico sui dati che rendono evidente l’utilità economica della presenza della scuola paritaria, utilità che già oggi permette allo Stato un risparmio nei costi dell’istruzione. Nei mesi in cui ha espletato la carica di sottosegretario con delega alla paritaria ha lavorato per ottenere le “scongelamento” di vecchi contributi e per stabilizzarli a 494 milioni nella ultima legge di stabilità, ma il futuro presenta ancora necessità di iniziativa e pressione politica. I primi interventi del ministro Giannini come il recente in Senato del 27 marzo sono di buon auspicio e l’augurio per tutti noi è che siano la base di una nuova stagione di attenzione e volontà politica ad affrontare, come merita, il tema della parità.

Nell’intervento conclusivo, Marco Bersanelli − “Insieme alle famiglie, protagonisti dell’Opera Scolastica” – pur ribadendo che “il percorso educativo della scuola non deve essere dettato dalla famiglia, ma deciso dalla scuola stessa e fatto conoscere alla società”, ha evidenziato quanto famiglia e scuola abbiano lo stesso scopo e quanto l’alleanza tra loro sia necessaria e fondamentale ai fini della crescita integrale della persona, anche se è importante la consapevolezza di funzioni distinte, con la giusta distanza “tanto quanto padre e madre sono diversi pur avendo lo stesso scopo”.




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