SCUOLA/ Quando le domande sulla libertà “tornano” in classe

Come l’anno scorso, l’associazione ToKalOn-Didattica per l’eccellenza propone un concorso nazionale di filosofia, dedicato quest’anno al tema della libertà. MARCO FERRARI

07.09.2014 - Marco Ferrari
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Un volto di Francis Bacon (Immagine dal web)

In un momento sociale e culturale caratterizzato da una sempre più diffusa crisi delle agenzie educative, della famiglia alla scuola, è ancora possibile rimettersi con serietà e insieme con un pizzico di socratica ironia di fronte ai grandi interrogativi che la filosofia pone? 

Domande come “Che cos’è la realtà che ci sta attorno?”, “Che cos’è l’uomo?”, “Fin dove possiamo spingerci quando ci interroghiamo circa l’origine, la consistenza e il destino della vita e del mondo?”, “Cosa significa conoscere?”, “Perché abbiamo in noi il problema di sapere qualcosa con certezza?”, “Di quale natura è fatta la nostra ragione interrogante?”, “È davvero conoscibile la verità?” hanno ancora dimora nel mondo di oggi?

Questi affascinanti interrogativi sono stati riproposti indirettamente nel Concorso nazionale di filosofia per studenti liceali Romanae Disputationes (RD) sul tema Sapere aude! Natura e possibilità della ragione umana, lanciato all’inizio dell’anno scolastico 2013-’14 dall’associazione ToKalOn-Didattica per l’eccellenza.  

Queste domande rappresentano il cuore di quella peculiare vocazione alla filosofia che è propria tanto dei grandi geni del passato, quanto di ogni docente e di ogni studente che si confronti con lealtà e curiosità con la propria natura razionale. 

Proprio da questa considerazione è parso doveroso porre come tema della prima edizione delle RD la domanda sulla natura e sulle possibilità della ragione umana, per ricomprenderne tutta la profondità, per investigare il legame che ci unisce al mondo e, in fondo, per scoprire se l’uomo sia per caso “un mostro più complicato e fumigante di Tifone, o una creatura più amabile e semplice, partecipe per natura d’una qualche sorte divina e mansueta”, per dirlo con Platone (Fedro, 229d-230).

Conoscere più a fondo la natura e le possibilità della ragione umana significa conoscere un po’ di più se stessi. Forse, è proprio per il bisogno di trovare uno spazio che metta a tema l’umano che più di 700 studenti italiani hanno aderito alla sfida loro proposta, producendo nelle categorie Junior (III e IV anno della secondaria superiore) e Senior (V anno) 114 elaborati scritti e 28 elaborati multimediali, valutati e premiati dalla Giuria guidata dal prof. Costantino Esposito gli scorsi 18 e 19 marzo a Roma.

La stessa sfida si ripropone quest’anno nella seconda edizione delle Romanae Disputationes che avranno per tema la libertà: “Libertà va cercando, ch’è sì cara. L’esperienza della libertà”. Si è deciso per questo tema e per questo titolo affinché ciascun team di studenti che parteciperà al Concorso abbia l’occasione, sempre più rara nella società di oggi, di costruire un elaborato scritto o multimediale paragonando la propria personale esperienza della libertà con il grande lascito di osservazioni, dottrine, argomentazioni e domande che i filosofi del passato ci hanno consegnato nei loro testi, circa l’idea di libertà. Si auspica che dall’interno di un appassionato e rigoroso studio delle più diverse dottrine filosofiche, accompagnati dal proprio docente referente, gli studenti possano accorgersi e riflettere circa l’immenso mistero della libertà che l’uomo trova come propria dote e condizione naturale. 

Pochi oggi negherebbero pubblicamente che l’uomo nasca libero in natura, ma quasi nessuno ha l’ardire di riflettere, a partire dalla propria esperienza, sul significato della libertà e su quali siano i fattori che ne permettono la realizzazione. Assoluta autonomia nelle scelte? Realizzazione immediata e totale di tutti i desideri? Produzione chimica del nostro apparato biologico? Illusione necessaria prodotta dalla ragione per evitare la disperazione? Apertura a un oltre infinito? La partita è aperta.

Com’è nello spirito delle RD, nel corso dell’anno, i docenti e gli allievi partecipanti potranno ascoltare e confrontarsi con alcuni tra i più interessanti filosofi italiani, a partire dal Convegno “Libertà va cercando” del prossimo 8 ottobre − fruibile gratuitamente in diretta streaming in tutte le scuole italiane − in cui interverranno sul tema del concorso i proff. Emidio Spinelli e Giovanni Maddalena e in cui prenderà avvio il Laboratorio di filosofia pratica a cura della Fondazione RUI, fino alla Convention finale del 12-13-14 febbraio 2015 a Roma in cui interverranno i proff. Francesco Botturi, Guido Alliney, Michele Di Francesco e il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti.

Nel corso della prima edizione del Concorso, a chi vi ha partecipato è emerso chiaro il fatto che per educare alla criticità e alla capacità di argomentare non sono sufficienti corsi appositi per addetti ai lavori. Piuttosto, è necessario proporre, attraverso percorsi inediti, problemi di spessore e affascinanti, tali da costringere docenti e allievi a cercare una risposta adeguata, riflessa, argomentata e personale, condivisa coi propri compagni di cammino. 

Come insegna la figura dell’Ulisse dantesco, infatti, per decidere di andare al di là dei confini soliti – i limiti che ci troviamo addosso, che troviamo negli altri o che la realtà stessa ci impone – è necessario sentire in sé il richiamo dell’alto mare aperto, dell’essere che ci affascina per la sua vasta infinità e che ci chiama a interrogarlo. Non possiamo illuderci che bastino le istruzioni tecniche per far navigare l’equipaggio, quando tutti sappiamo che solo la nostalgia dell’altra riva mette davvero all’opera il buon marinaio. Fuor di metafora, questo anelito della ragione a continuare la ricerca della verità – nello specifico circa la natura della libertà − rinasce in ciascuno quando egli almeno intravede la bellezza dell’esperienza della conoscenza condivisa del senso del mondo e di se stessi, come ha visto chi partecipato alle RD 2013/14.

Si realizza così, tanto nei docenti quanto nei giovani allievi, l’autentica filosofia, come esperienza tutta tesa a raggiungere la verità che ci manca, come esercizio vivente, mai definitivamente concluso, che ci rende ogni volta più capaci di reimparare a vedere il mondo – e l’esperienza della libertà che tanto ci affascina – con occhi sempre più limpidi.

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