SCUOLA/ Perché in Francia 520mila studenti scelgono il latino e da noi no?

- Marco Ricucci

Di recente si è svolta in contemporanea in Liguria, Lombardia e a Ferrara la sessione della Certificazione linguistica latina. Tutte le scuole dovrebbero pensarci. MARCO RICUCCI

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Statua raffigurante Marco Tullio Cicerone (Infophoto)

Il 28 aprile 2015 si è svolta in contemporanea in Liguria, Lombardia e a Ferrara la sessione della Certificazione linguistica latina, dove centinaia di studenti dei licei, su base volontaria e in maniera gratuita, hanno sostenuto un test di lingua un po’ come succede per le lingue moderne.

Finalmente l’Italia è all’avanguardia in qualcosa rispetto ai tristi primati che può vantare, purtroppo  in negativo, qualora si prendano in considerazione i nostri partner europei… peccato che dobbiamo sempre risalire al nostro glorioso passato!

Come si sa, l’istruzione classica sta attraversando una profonda crisi non solo in Italia, ma un po’ in tutta Europa: per citare solo un recentissimo esempio, professori e studenti della celeberrima università della  Sorbona hanno manifestato nei scorsi giorni insieme contro l’ultima riforma scolastica imposta dalla ministra francese dell’Istruzione, Najat Vallaud-Belkacem: tagliare le ore curricolari  di greco e latino nelle scuole superiori, annacquandone l’insegnamento in corsi pluridisciplinari di taglio più storico-culturale. In Francia, 520mila alunni scelgono, a differenza del sistema scolastico del nostro Paese, latino e greco che sono materie opzionali, mentre i nostri ragazzi si iscrivono sempre meno al liceo classico e preferiscono l’opzione dello scientifico con scienze applicate, ovvero senza il latino.

Nel paese culla dell’Impero romano e patria del Rinascimento e sede dell’istituzione plurimillenaria della Chiesa cattolica (se si eccettua un settantennio circa della cosiddetta  la cattività avignonese, in Francia…), oltre a numerosi convegni per gli addetti ai lavori e alle riflessioni di giornalisti, occorre segnalare una promettente iniziativa che si sta spargendo, piano piano, a macchia di leopardo per tutta la Penisola.

La Certificazione linguistica latina (Cll) è promossa dalla Consulta Universitaria degli Studi Latini, cheè l’associazione dei docenti universitari del settore scientifico disciplinare.

Per valorizzare le eccellenze nell’ambito dei percorsi di istruzione della scuola secondaria di secondo grado e per favorire nelle scuole superiori,  specie nei licei, una maggiore attenzione agli strumenti della valutazione e della certificazione delle competenze, sia in vista dell’iscrizione degli studenti alle facoltà universitarie e sia al fine di stimolare la lettura e lo studio degli autori classici e di promuovere la diffusione delle civiltà classiche nelle loro espressioni linguistiche, letterarie, filosofiche, artistiche e giuridiche, l’Università degli Studi di Genova, per la prima volta, realizza la sperimentazione della Cll, quale interlocutore scientifico qualificato per la didattica del latino e per la conoscenza della lingua. 

L’iniziativa viene “pubblicizzata” nelle scuole liguri dai suoi promotori istituzionali e accademici  con grande efficacia in quanto la Cll è un’opportunità per la scuola che la adotta:

Perché è un dispositivo per accrescere nel corso del quinquennio liceale la motivazione allo studio della lingua e della cultura latine,

Perché è uno strumento per l’orientamento universitario in chiave formativa e disciplinare,

Perché è un’occasione per riflettere sulla didattica del latino nell’ottica di uno sviluppo verticale e pluridisciplinare delle competenze.

E’ un vantaggio per lo studente che la ottiene:

Perché è un’occasione autentica per mettere alla prova le proprie conoscenze e abilità,

Perché è utile ai fini dell’acquisizione di crediti universitari,

Perché arricchisce il curriculum studiorum di un titolo riconosciuto a livello nazionale.

Nonostante il valore scientifico e pedagogico dell’iniziativa, la Cll stenta ad attecchire oltre i montuosi e marittimi confini della Liguria dove si realizza con un successo per due anni scolastici  consecutivi 2011/2012 e 2012/2013.

La prima esperienza della Cll al di fuori della Liguria sia attua, per l’a.s. 2013-2014, a Milano, grazie alla collaborazione tra il Comitato “Elettra latina” per promozione per la cultura classica istituito presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano (ex Provveditorato agli Studi) e la Cusl, con  la supervisione scientifica dell’Università Statale di Milano e Cattolica di Milano: tale esperienza ha visto l’interazione tra più soggetti che, idealmente, dovrebbero lavorare in sinergia per l’educazione e la formazioni dei cittadini del domani.

Speriamo che, data l’accoglienza positiva della Cll nelle regioni italiane, che testimonia la vitalità della cultura classica, il protagonismo dei docenti, la sensibilità delle istituzioni, si vada — dopo questa fase di sperimentazione e di rodaggio sul campo — verso un modello unitario e condiviso da poter erogare su tutto il territorio nazionale.

Per ora la Cll, offerta in due livelli, ovvero base e avanzato, agli studenti che vogliono accertare il livello del proprio apprendimento della lingua ciceroniana, vale come credito per la prova di maturità se deliberato dal consiglio di classe.

Ricordo una delle frasi ad effetto che il premier Renzi pronunciò qualche tempo fa a Settimo Torinese, dove si era recato in visita allo stabilimento di una nota marca di cosmetici francese. “Non voglio dirvi barzellette, la strada è in salita e bisogna lavorare e competere di più, ma noi nella consapevolezza di ciò, siamo qui per dire che abbiamo un forte desiderio di fare dell’Italia un luogo in cui si respira il profumo del futuro e non solo il museo che ricorda come eravamo grandi”. 

La Certificazione linguistica latina, che nasce in piena autonomia su libera volontà di docenti di  scuola e università, è una strada possibile per non tenere nel museo le lingue antiche insegnate con amore nel nostro Paese.

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