NUOVO MINISTRO ISTRUZIONE/ Miur: è Valeria Fedeli, Fratelli d’Italia:”Ritorsione verso Popolo della Famiglia” (Chi è? Ultime notizie 13 dicembre 2016)

- La Redazione

Nuovo Ministro dellì’Istruzione, Miur: chi sarà il successore di Stefania Giannini? Toto-ministri del neo governo Gentiloni. Francesca Puglisi e Marco Rossi Doria, rifiuto di Gianni Cuperlo

scuola_ministero_miur1R439
LaPresse

Continua a far discutere la nomina a Ministro dell’Istruzione di Valeria Fedeli, soprattutto in ragione della sua posizione di apertura rispetto alla teoria del gender. In contrapposizione alla Fedeli si schiera anche Fratelli d’Italia, che attraverso una nota di Alfonso Indelicato, Resposabile del Dipartimento Politiche Scolastiche di FdI – AN, parla anche di una questione di mancanzza di merito:”Il neo-ministro Dott.ssa Fedeli non possiede competenze in ambito scolastico, se si esclude una lontanissima esperienza, risalente agli anni ’70, quale sindacalista CGIL in rappresentanza degli insegnanti della scuola materna del Comune di Milano”. Rispetto alla teoria del gender, Indelicato chiarisce:”Per quanto ci sforziamo di non pensar male,  ci sorge il sospetto  che questa nomina si spieghi anche come una ritorsione nei confronti del “Popolo della Famiglia”, fortemente contrario al gender, per aver votato no al referendum. Ma, infine, inguaribili ottimisti come siamo, vogliamo sperare che non sia così, che Valeria Fedeli si riveli, nonostante tutto, un saggio Ministro, e soprattutto che il DDL sdogana-gender rimanga per sempre ben chiuso nei cassetti senatoriali”.

È il nuovo Ministro dell’Istruzione, questo ha suscitato non poche polemiche in chi non si è dimenticato le sue parole prima del Referendum costituzionale. Appariva assai chiara la volonta del Ministro Fedeli di lasciare in caso di vittoria dei No. Proprio poche settimane fa nel programma di approfondimento di La7 ”L’aria che tiraValeria Fedeli parlava così: “Io penso che i parlamentari e le parlamentari si devono porre il tema che se viene bocciata questa riforma, sapendo che non c’è un dopo ulteriore di riforma, devono prenderne atto. Parlo di me, non mi sono confrontata con nessuno e chi mi conosce sa che uso in autonomia la mia testa. Io penso che il giorno dopo di un’eventuale vittoria del no, che non mi auguro perchè è difficile che la gente dica di no a una cosa utile al paese, bisogna prenderne atto. Non puoi andare avanti, perchè non hai l’autorevolezza. E’ giusto mettere da parte il mandato del Premier, ma anche per la consapevolezza dei parlamentari. Tolgo l’alibi per chi dice che rimarrà lì fino alla fine perchè pensa alla propria sedia e io non penso alla mia sedia“. Clicca qui per il video.

Sta già suscitando polemiche la nomina a nuovo ministro dell’Istruzione del governo Gentiloni di Valeria Fedeli. L’ex sindacalista, che non ha mai fatto mistero di essere una sostenitrice della teoria del gender, è finita nel mirino del mondo cattolico e del popolo del cosiddetto “Family Day”. Segmenti sociali, questi, preoccupati che la Fedeli voglia introdurre nel mondo della scuola l’educazione e la prospettiva di genere. A manifestare tutto il proprio dissenso rispetto alla nomina della Fedeli al Miur è stato Massimo Gandolfini, presidente del comitato “Difendiamo i nostri figli” che, come riporta Corriere.it, ha definito la scelta del governo “una provocazione, se non una vendetta, verso le famiglie del comitato per il No, colpevoli di aver vinto il referendum, bloccando una pericolosa deriva autoritaria nella quale erano già in programma disegni di legge contro la famiglia naturale e il diritto dei bimbi ad avere mamma e papà”. 

Alla fine il toto-ministri si è concluso e Valeria Fedeli è stata nominata nuovo Ministro dell’Istruzione del governo presieduto dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. L’ex sindacalista della Cgil ha superato la concorrenza di altre due donne del Partito Democratico: una è Simona Malpezzi, l’altra è Francesca Puglisi. Per quanto riguarda la Malpezzi, professoressa di 42 anni, si era parlato di un possibile incarico al Miur soprattutto in caso di Renzi-bis vista la vicinanza tra l’originaria di Pioltello di Milano con l’ex premier. Per quanto riguarda la Puglisi, invece, il suo nome era stato fatto in particolare visto al ruolo da lei svolto di responsabile scuola della segreteria nazionale del Pd. La Puglisi, però, è stata evidentemente considerata una figura troppo in continuità con quella di Stefania Giannini, ultima titolare del dicastero, e per questo ha dovuto cedere il passo alla Fedeli. La senatrice, vista sfumare l’opportunità di presiedere il Miur, ha comunque fatto sfoggio di fair play su Twitter facendo il suo in bocca al lupo alla compagna di partito:”Grazie a Stefania Giannini per la strada percorsa assieme. Buon lavoro a Valeria Fedeli, saprà aiutarci a ricucire con la scuola. Avanti insieme!”.

Il nuovo ministro dell’Istruzione Valeria Fedele è destinata a riportare alla ribalta del dibattito della scuola italiana la spinosa (e fantomatica) questione della teoria del Gender. Gruppi cattolici si sono scagliati a più riprese contro la Buona Scuola di Matteo Renzi proprio per la “presunta” introduzione del programma Gender nella riforma della scuola e ai tempi l’ormai ex-ministro per l’Istruzione Stefania Giannini aveva tuonato minacciando querele contro chi sostenesse la teoria… della presenza della teoria del Gender nella riforma. Ora però il nuovo ministro Valeria Fedele rischia di riaccendere il dibattito, dato che il suo pieno convincimento (espresso peraltro senza nascondersi e con grande soddisfazione in una intervista del settembre del 2015 a Un Giorno da Pecora) è che “per fortuna, l’insegnamento di genere è presente nella buona scuola” dato che – specifica la Fedele “non è altro che la piena attuazione dell’articolo 3 della costituzione italiana che dice di non discriminare in base alla religione o all’orientamento sessuale”. Insomma, l’attuale ministro ha le idee molto chiare in proposito, e certamente dal tweet di accettazione della nomina sembra chiaro che quella delle pari opportunità sia ancora una sua preoccupazione: “Onorata di ricoprire un ruolo così importante per il Paese. Lavorerò per una scuola di tutte e di tutti”.

Le indiscrezioni sulla sostituzione del Ministero dell’Istruzione sono state confermate dal premier Paolo Gentiolini, il quale poco fa ha annunciato che Valeria Fedeli sarà la nuova inquilina del Ministero del Miur. Senatrice del Partito democratico e vicepresidente del Senato nel governo Renzi, Valeria Fedeli dunque riceve un incarico molto importante. Ha iniziato la sua attività alla fine degli anni Settanta nella CGIL, mentre dal 2000 al 2010 ha guidato come segretaria generale la categoria dei lavoratori tessili della CGIL e dal 2001 al 2012 è stata presidente del sindacato tessile europeo. Dopo l’addio al sindacato si è candidata nelle liste del Partito Democratico come capolista in Toscana per il Senato e dopo essere eletta viene scelta come vicepresidente con funzione vicaria e, infatti, sostituisce Pietro Grasso quando è temporaneamente chiamato a svolgere il ruolo di Presidente supplente della Repubblica Italiana. Inoltre, siede nella IV commissione Difesa del Senato. Ha firmato il disegno di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare sul fenomeno dei femminicidi.

È il nuovo ministro dell’istruzione al posto di Stefania Giannini, e sono già in molti a chiedersi se l’ex senatrice del Partito democratico seguirà le orme della creatrice della Buona Scuola o no. Il nuovo governo formato da Paolo Gentiloni sta cercando di mettere da parte le figure cosiddette scomode del precedente governo, e di aprire ad altre personalità che segnino una discontinuità – quantomeno apparente – col precedente governo di Matteo Renzi. La Buona Scuola della ministra Stefania Giannini non è stata molto ben recepita dagli istituti scolastici, soprattutto dagli studenti, che hanno contestato al governo come volessero far diventare i licei e gli istituti non solo delle piccole aziende, ma anche dei luoghi da dove trarre della forza lavoro gratuita. Questo è il caso dell’alternanza scuola lavoro contenuta nel programma, che è stata uno dei punti più contestati della riforma Giannini. Valeria Fedeli viene dalle fila della Cgil, la più grande organizzazione sindacale esistente in Italia: metterà mano alla riforma nei punti magari in cui tocca il ruolo del lavoro nelle scuole, oppure continuerà semplicemente il lavoro di Stefania Giannini senza cambiare nulla? Tutto dipende da che segnale vuole dare il governo Gentiloni: se vuole solo arrivare ad elezioni e poi passare la palla al prossimo governo, o se vuole cercare di “rimediare” a degli sbagli fatti in passato, e provare a mantenere l’esecutivo.

Con il nuovo Governo che sta per nascere il Premier Gentiloni sembra intenzionato a cambiare inquilino al Ministero del Miur: all’Istruzione dunque sembra saltare definitivamente il posto di Stefania Giannini, titolare del Governo Renzi per due anni e mezzo e responsabile assieme al premier della riforma La Buona Scuola che non molto successo ha ottenuto sugli addetti ai lavori. Come dire un eufemismo, ovviamente: il mondo scuola è quello che con più forza e con maggior asprezza ha attaccato il premier, facendo campagna elettorale del tutto contro il referendum costituzionale. Per questo motivo, e anche perché la Giannini con Scelta Civica non è supportata da una forza politica al momento “importante” in Parlamento,Gentiloni sembra orientato a far cambiare il ministro dell’Istruzione: in pole position, secondo praticamente tutti gli addetti ai lavori in area Quirinale e Miur, ci sarebbe la responsabile scuola del Pd, quella Francesca Puglisi già senatrice e collaboratrice facente parte attiva della Buona Scuola. Proprio per questo motivo, molti ambienti della scuola da due giorni hanno espresso la loro contrarierà al nome della Puglisi come nuovo titolare del Miur: e allora ecco l’indiscrezione che sembra fornire un’alternativa nella rosa dei toto-ministri di Gentiloni, con Marco Rossi Doria che nella scorsa legislatura ha accompagnato i lavori del Ministro Carrozza come sottosegretario all’Istruzione. Con la salita al Quirinale in questi minuti del nuovo premier verranno ovviamente sciolti tutti gli ultimi dubbi sul nuovo ministro dell’Istruzione.  

Gianni Cuperlo nuovo ministro dell’Istruzione: una bufala o qualcosa di serio? Nelle scorse ore quello che potrebbe considerarsi come un evento assai improbabile è stato invece molto vicino alla realizzazione. Nel toto-ministri del nuovo Governo Gentiloni, in questi minuti al Quirinale per presentare la squadra di governo, nel tentativo di sostituire l’attuale ministro Miur Stefania Giannini, il premier designato da Mattarella aveva tentato un’operazione a tratti clamorosi. Nel tentativo infatti di ricomporre la frattura di Gentiloni con l’ala di minoranza dem del Pd, pare che il nuovo Presidente del Consiglio abbia proposto a Gianni Cuperlo la poltrona del Miur. Il No secco è arrivato già ieri: questo non significa che Stefania Giannini verrà riconfermata al Ministero della scuola, anzi. Con le ipotesi che abbiamo fatto qui sopra, di sicuro il prossimo inquilino Miur sarà diverso da quello attuale, ma l’ipotesi Cuperlo era davvero ad un passo. Sarebbe stata una scelta completamente politica e forse per questo motivo, dato lo stato non certo ideale in cui versa la scuola in questi ultimi anni, è stata scelta un’altra via per sanare alcuni problemi della scuola italiana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori