SCUOLA/ Dialogo, rigore e apertura: il “segreto” di una paritaria eccellente

- Marco Lepore

La preside del Liceo Sacro Cuore di Cesena, OMBRETTA STERNINI, spiega che cosa permette alla sua scuola di avere la fiducia delle famiglie e di essere in vetta alle classifiche

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LaPresse

Una scuola superiore paritaria di eccellenza c’è anche a Cesena, città di provincia della Romagna “rossa” e anticlericale. Abbiamo intervistato la preside, Ombretta Sternini, per sapere da lei com’è la situazione delle scuole nel territorio e che cosa permette al Liceo Sacro Cuore di essere in vetta alle classifiche.

Professoressa Sternini, lei che è stata per molti anni docente presso un prestigioso liceo statale cesenate, come reputa la situazione generale delle scuole superiori nel territorio di Forlì-Cesena?

Per l’esperienza maturata in tanti anni di insegnamento, posso affermare che il livello delle scuole del nostro territorio è mediamente buono nei licei e in alcuni istituti tecnici di lunga tradizione. Va però messo in evidenza come negli ultimi anni il loro percorso sia stato ostacolato da una mancata strategia di edilizia scolastica, che è venuta a smembrare l’unità delle comunità scolastiche, e ancor di più dalla recente normativa sul reclutamento che, nel tentativo di risolvere il problema del precariato, ha spesso generato una precarietà dei collegi docenti. Questi fattori, congiunti al generale decadimento del contesto culturale, hanno offuscato quel clima di vivacità e di confronto che si respirava in passato all’interno di questi ambiti scolastici.

Eduscopio si propone di dare indicazioni veritiere alle famiglie che cercano la scuola migliore per i propri figli. Sicuramente i dati che analizza sono reali, ma i criteri relativi agli esiti universitari e agli sbocchi lavorativi sono sufficienti per scegliere una buona scuola?

A mio parere la prospettiva di Eduscopio, anche se è parziale, ha in sé degli elementi di oggettività che possono essere giudicati più attendibili delle stesse rilevazioni dell’Invalsi. Il successo in ambito universitario e lavorativo infatti indica una crescita complessiva della personalità degli studenti, che è frutto non solo di un buon livello di istruzione ma anche di uno sviluppo di quelle che oggi vengono definite “non cognitive skills”, come la creatività, la capacità di relazione e di collaborazione. E queste sono dimensioni particolarmente importanti proprio nella tensione educativa delle nostre scuole. Ne abbiamo una conferma ogni anno dai dirigenti degli istituti statali che guidano le commissioni dell’esame di stato e giudicano i nostri studenti.

Il risultato del liceo Sacro Cuore è stato ottimo, ma su alcuni giornali è stato scritto che quando si hanno classi poco numerose (come nel vostro caso), per di più con ragazzi provenienti da famiglie “agiate”, i risultati non sono attendibili. Cosa risponde a queste affermazioni? 

Innanzitutto sfatiamo il pregiudizio sulla condizione “agiata” dei nostri studenti!  Certamente la presenza di una retta rischia di operare una qualche selezione; però, guardi, nelle nostre scuole incontriamo molte famiglie che sono disposte a sacrifici enormi per permettere ai loro figli di frequentarle. Grazie a un continuo e consistente impegno di fundraising riusciamo ad elargire borse di studio in riduzione alla retta a circa il 20 per cento dei nostri alunni. Per quanto riguarda il numero, certamente classi piccole facilitano il dialogo educativo, ma ai risultati messi a fuoco da Eduscopio corrispondono quelli dei più numerosi studenti della scuola media che proseguono gli studi nelle scuole statali, e spesso arrivano a trenta per classe…

Che cosa rende il vostro liceo così competitivo e su quali aspetti puntate?

Il nostro liceo scientifico “europeo” si è strutturato fin dall’inizio su alcuni convincimenti strategici: innanzitutto la valorizzazione di una dimensione culturale generale ampia e improntata alla interdisciplinarità, tesa ad un sapere unitario ricco di rimandi e capace di corrispondere alle grandi domande di senso dei giovani nell’interpretazione della realtà; poi l’acquisizione di un rigore di pensiero e di ricerca, con particolare cura di insegnamenti come quello linguistico, filosofico e matematico; e infine l’apertura ad una dimensione contemporanea ed internazionale nei contenuti e nello studio delle lingue.

 

Per realizzare questi obiettivi occorrono docenti molto motivati.

Infatti la cura nella selezione dei docenti per noi è un aspetto assolutamente fondamentale. I nostri insegnanti sono scelti certamente per la loro competenza, ma anche per la capacità di dare una dimensione dialogica al loro insegnamento, di coinvolgere attivamente i ragazzi. Ma non è finita qui, perché poi queste competenze e capacità di base devono essere costantemente incrementate; per questo la cura nella formazione degli insegnanti per noi rappresenta un punto di forza, così come la partecipazione a progetti territoriali e nazionali, che ci permettono un più vasto confronto.

 

Cosa cercano le famiglie e i ragazzi che scelgono le vostre scuole?

Le motivazioni delle famiglie sono in genere diversificate: molte cercano nelle nostre scuole un ambito di educazione, in cui l’umanità dei propri figli possa crescere in modo integrale, altre forse si rivolgono a noi prevalentemente alla ricerca di un buon livello di istruzione o di un ambiente “protetto”. Credo però che tutti i ragazzi che percorrono, spesso in continuità fra i vari ordini di scuola, il cammino che noi cerchiamo di tracciare, trovino innanzitutto una proposta che si contraddistingue per la sua unitarietà e coerenza.

 

Anche questo non è facile né scontato. Come fate?

Guardi, questa è proprio una delle più importanti responsabilità di chi nelle nostre realtà si assume il compito non facile della gestione e della direzione. Ma è anche il risultato dell’impegno faticoso, non particolarmente remunerato, ma così spesso entusiasta, che gli insegnanti profondono nel loro lavoro.

 

Non particolarmente remunerato… Da dove, allora, tanto entusiasmo?

Sono molteplici i fattori che possono favorire questo entusiasmo: il clima umano che si respira a scuola, il rapporto con gli alunni e le famiglie, il lavoro in team coi colleghi, la condivisione dell’orizzonte educativo….Sicuramente, dal loro impegno ricevono in cambio una forte crescita professionale ed un riconoscimento come quello espresso dai ringraziamenti formulati recentemente nella tesi di laurea da una ex allieva: “dedico il mio traguardo anche a tutti i miei professori del liceo, ringraziandoli di cuore per avermi dato gli strumenti, scolastici e umani, per proseguire negli studi e nella vita”.

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