IL PROF METTE VOTI BASSI/ Sanzionato dal Preside, assolto dal giudice: “in Italia non puoi valutare i ragazzi”

- Silvana Palazzo

Il prof dei voti bassi ha ragione: è stato riabilitato dal giudice. Scuola condannata al pagamento delle spese legali. E lui spiega: “Alle superiori sbagliavano test da IV elementare”

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Lapresse

Il prof dei voti bassi aveva ragione: il giudice del lavoro di Lecce ha annullato la sanzione disciplinare del preside dell’istituto tecnico commerciale di Casarano. Il docente, un 50enne salentino, è stato punito perché metteva voti bassi agli studenti impreparati. Ciò non andava bene ai familiari dei ragazzi e al preside che, dopo diversi “dispetti”, ha trascinato l’insegnante in tribunale. Questa mossa, però, si è rivelata un boomerang, perché il giudice, oltre ad aver riabilitato il professore, ha condannato la scuola al pagamento delle spese legali. «I professori che mettono voti reali, come me, vengono guardati male e costretti a giustificare ogni virgola, per cui quasi tutti si adattano mettendo sufficienze anche a chi non se lo merita», ha dichiarato il docente alla Repubblica, chiedendo di restare anonimo.

A cinque anni di distanza dalla sanzione disciplinare, il professore ha avuto ragione. Ma la sentenza non lo soddisfa, perché sostanzialmente non cambia nulla: «Dopo molti anni ho capito che non si possono valutare davvero i ragazzi per quello che valgono, e quindi spingerli a lavorare e studiare di più. Se tutti gli studenti avessero i voti che meritano, non verrebbe promosso più del 20%». L’insegnante non si ritiene troppo severo, anzi è convinto di essere assolutamente normale. E ha rivelato anche un retroscena: quando è entrato per la prima volta nella scuola di Casarano dove è scoppiato il caso, ha sottoposto gli studenti di prima superiore ad un test matematico che il Miur propone per bambini di IV e V elementare, così da valutarne le condizioni di partenza. «I risultati sono stati imbarazzanti, i ragazzi non erano in grado di rispondere a domande semplicissime: così ho messo loro voti bassi, come meritavano».



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