Scuola, laurea ad hoc per insegnare e concorso/ Bussetti cancella il Fit: “Troppi i tre anni post lauream”

- Silvana Palazzo

Scuola, laurea ad hoc per insegnare e concorso. Il ministro dell’Istruzione Bussetti cancella il Fit: “Troppi i tre anni post lauream”. Le ultime notizie sulla contro-riforma in arrivo

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Marco Bussetti, ministro dell'Istruzione (LaPresse)

Dopo l’ingresso a regime del Fit, il sistema di reclutamento previsto dalla riforma della Buona scuola del governo Renzi, si cambia ancora. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha annunciato attraverso i microfoni di Italia Oggi la controriforma. I tre anni post lauream del Fit sono troppi: serve un sistema più agile e rapido per sopperire al fabbisogno di nuovi insegnanti. Il ministro del governo M5s-Lega sta lavorando ad un progetto che prevede l’integrazione del percorso di laurea con esami ad hoc e poi subito via con il concorso, quindi chi lo supera va in cattedra. Questo nuovo sistema di reclutamento dovrebbe partire già il prossimo anno: l’obiettivo di Bussetti è reclutare docenti più giovani ed evitare gli errori di programmazione di quest’anno, quando di 57mila assunzioni a tempo indeterminato autorizzate dal ministero dell’Economia sono rimaste senza candidati ben 32mila.

SCUOLA, LAUREA AD HOC PER INSEGNARE E CONCORSO

«È arrivato il momento di stabilire un’unica strada d’accesso: concorsi in base ai posti vacanti e disponibili. E vincoli di permanenza per un certo numero di anni». Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha annunciato a Italia Oggi i punti cardine della sua riforma per il reclutamento dei docenti. «Dobbiamo prevedere una formazione già durante gli anni universitari. Per far sì che si possa andare in cattedra a 26 anni, non a 30 o 40. Con un concorso bandito regolarmente sarà possibile accedere all’insegnamento subito dopo la laurea, senza percorsi di studio ulteriori». A tal proposito, il ministro dell’Istruzione ha annunciato l’intenzione di indire in un anno al massimo un concorso per giovani laureati. «La mancanza di insegnanti per alcune discipline dimostra che sul reclutamento dobbiamo cambiare rotta. Immediatamente. Non abbiamo bisogno di continuare a costruire sacche di precariato. Dobbiamo avere il quadro chiaro delle necessità delle scuole di tutto il Paese e bandire concorsi sulla base di quelle».

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