SCUOLA/ Stranieri in classe con compagni più piccoli, la lezione della “Pietro Leone”

- Gianni Mereghetti

In una scuola siciliana di Caltanissetta una iniziativa in atto di accoglienza e integrazione verso i ragazzi stranieri consente di recuperare il gap della lingua

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Scuola (LaPresse)
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A Caltanissetta c’è una scuola media, la Pietro Leone, che un insegnante chiama “la scuola del cuore”. Ed è proprio così, grazie a una presidenza molto attenta a che sia un luogo di umanità e ad un gruppo di insegnanti quanto mai decisi ad aprire prospettive di condivisione dei bisogni che ragazzi e ragazze portano dentro l’ambiente scolastico. 

Caltanissetta è un centro di forte immigrazione, non solo di famiglie e di adulti, ma anche di numerosi minori non accompagnati, che una volta raggiunta la maggiore età devono cercare prospettive di inserimento nella società italiana. Il problema è grande e di non facile soluzione. Nella “Pietro Leone” è però in atto una significativa iniziativa di accoglienza. Qui vengono inseriti, nelle classi seconda e terza media, ragazzi stranieri che sono appena arrivati in Italia e che hanno di conseguenza difficoltà spesso notevoli nella lingua italiana.

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È un’iniziativa di notevole efficacia: giovani stranieri di 17 e 18 anni aiutati da compagni di 12/13 anni ad imparare l’italiano. Questa è vera accoglienza, perché permette di fare un percorso adatto a loro. Se infatti venissero inseriti in una terza o quarta superiore non sarebbero in grado di rispondere alle richieste della scuola e sarebbero destinati alla bocciatura. Invece qui hanno la possibilità di imparare l’italiano e riescono a sostenere l’esame di terza media con discreti risultati, aprendosi a delle prospettive per il loro futuro. Sono contenti, grati dell’accoglienza che hanno ricevuto e del concreto aiuto ad imparare che hanno dato loro i compagni e le compagne italiani. 

Qui, in questa scuola al centro della Sicilia, c’è una vera esperienza di accoglienza e integrazione. I giovani stranieri trovano uno sguardo rivolto a ciascuno di loro, non sono considerati un problema, ma persone con cui si può fare un cammino insieme, persone con cui vivere un’amicizia autentica.

I ragazzi e le ragazze italiani raccontano dell’esperienza che stanno facendo in modo positivo, dicono che i pregiudizi e i timori che all’inizio avevano sono stati superati incontrandoli e diventando loro amici.

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Questa della scuola media Pietro Leone è una esperienza di grande valore, un esempio con cui dovrebbero paragonarsi tutte le scuole italiane: qui l’altro è amico, non è uno straniero, ma uno che ha il nostro stesso cuore e con cui si possono condividere le domande della vita e insieme tentarne la risposta. Questa scuola è un esempio vivo della forza incontenibile del cuore: un’amicizia con tutti è davvero possibile.

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