Eitan, mandato cattura internazionale per nonno Shmuel Peleg/ “Piano premeditato”

- Alessandro Nidi

Eitan Biran, mandato di cattura internazionale per il nonno, Shmuel Peleg: il gip di Pavia ha parlato di intelligence

eitan biran
Eitan Biran, sopravvissuto alla strage del Mottarone

La vicenda di Eitan Biran, il bambino sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, si arricchisce di un ulteriore capitolo: dopo due mesi di indagini, la Procura della Repubblica di Pavia ha emesso un mandato di cattura internazionale ai danni degli israeliani Shmuel Peleg e Gabriel Abutubul Alon. Si tratta del nonno del piccolo e dell’uomo accusato di averlo aiutato a mettere in piedi il suo “piano strategico premeditato”, utile a portare via il piccolo dall’Italia e condurlo in Israele.

Il gip di Pavia Pasquale Villani, si legge sull’agenzia di stampa Agi, ha accusato Shmuel Peleg di “mancanza di discernimento e di pietà verso il nipotino, trattato come un oggetto da trasbordare”. Eitan era invece “una persona in condizioni di indicibile fragilità. Il contegno di Shmuel Peleg così furentemente ostile verso la zia paterna fa temere iniziative di attentato alla stessa incolumità personale della tutrice. C’è la probabilità che possa ricorrere a ogni sorta di illecito anche di natura penale pur di perseguire le mire apertamente dichiarate”.

EITAN, MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER IL NONNO: LE PAROLE DEL GIP

Il gip, si legge su “Il Giornale”, ha parlato di una vera e propria intelligence, visto che il nonno “riesce a far superare al bambino il controllo al posto di frontiera aerea di Lugano a dispetto del fatto che sul passaporto israeliano del minore pendesse, visibile sugli archivi telematici in uso alle forze di polizia di diversi Paesi, una denuncia di smarrimento del documento presentata dalla zia Aya e che dovesse essere stato già inserito – per quanto tale circostanza non venisse attestata dall’autorità di controllo elvetica – il divieto di espatrio se non accompagnato dal tutore, disposto dalla magistratura italiana”.

Shmuel Peleg ha strappato Eitan “alle sue relazioni più care e prossime e rassicuranti”, proprio mentre lui “tentava di rimettersi in piedi certamente mediante le cure sanitarie e psicologiche ma, soprattutto, attraverso il coraggioso abbarbicarsi a quel che rimaneva del suo mondo: la zia tutrice, i cuginetti ed i piccoli amici di Travacò”. Oltretutto, il 13 settembre Eitan Biran avrebbe dovuto iniziare l’anno scolastico in Italia, mentre adesso è ancora in Israele e percepisce la tensione esistente fra i rami delle due famiglie.

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