Eitan: tribunale minori Israele deciderà giovedì/ Nonna “Crescerà qui da ebreo”

- Alessandro Nidi

Eitan, guerra in tribunale in Israele tra le famiglie per l’affidamento del bambino sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone

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Eitan Biran, sopravvissuto alla strage del Mottarone

Il caso del piccolo Eitan, sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone e “rapito” dal nonno materno per portarlo in Israele è stata trattata nel corso della puntata di oggi, martedì 21 settembre 2021, di “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele. Il corrispondente Giancarlo Giojelli ha reso noto che “dopodomani (giovedì, ndr) il tribunale per i minori di Tel Aviv esaminerà la richiesta della zia paterna, Aya, affinché le sia riconsegnato il bambino. La donna, che si trova in isolamento dopo essere approdata domenica in Israele, chiede che il bimbo le sia subito affidato, come stabilito da una sentenza del tribunale italiano. A fronte di questo, la famiglia del nonno ritiene che il bimbo sia profondamente israeliano e che debba restare lì perché i suoi genitori e il suo fratellino sono sepolti in quel luogo”.

Gli ha fatto eco l’inviato del programma, Edoardo Lucarelli, il quale ha posto l’attenzione anche su un aspetto di carattere religioso, su cui la famiglia israeliana sta prevalentemente puntando in questo momento. Inoltre, è emerso che sarebbe stato iscritto un terzo soggetto sul registro degli indagati della Procura di Pavia: si tratterebbe di un 56enne israeliano che avrebbe condotto l’auto, una Golf blu affittata all’aeroporto di Malpensa un giorno prima, pianificando quindi il sequestro di persona e portando il nonno ed Eitan a Lugano, dove c’era un jet privato ad attenderli.

EITAN, PARLA LA NONNA MATERNA: “DESIDERIAMO SOLO IL BENE DEL BAMBINO”

In tutto questo contesto, la nonna materna di Eitan ha rilasciato alcune dichiarazioni ufficiali, che riportiamo di seguito: “Tutto ciò che la nostra famiglia desidera è il bene di Eitan. Qui in Israele è avvolto da tanto amore e tanta gioia. Gli insegnanti e i bambini lo aspettano già a scuola. Noi permetteremo alla zia Aya di incontrare il bambino.

Lui è felice come non mai, non è vero che gli abbiamo fatto il lavaggio del cervello. La nostra è una famiglia calda e amorevole. Ci stiamo preparando con tutti i mezzi necessari affinché rimanga qui in Israele e possa crescere da ebreo, insieme alla famiglia che conosce da quando è nato”.



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