ELENA BONETTI ALLA FAMIGLIA E PARI OPPORTUNITÀ/ Ministro voleva le unioni gay

- Emanuela Longo

Elena Bonetti, chi è la nuova ministro Pari Opportunità e Famiglia nel governo Conte-bis: professoressa e scout vicina a Renzi, nel 2014 voleva le Unioni Gay

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Elena Bonetti, ministro Pari Opportunità e Famiglia (Facebook)

Dal cattolico definito “integralista” alla scout “cattolica adulta” che nel 2014 firmò petizione-appello con Don Gallo per richiedere alla Repubblica italiana il riconoscimento delle unioni gay. Molto vicina a Matteo Renzi, la neo Ministra della Famiglia Elena Bonetti in queste ore è sotto il “mirino” del popolo di centrodestra per le sue teorie mai nascoste in merito alla necessità di “ampliare” il concetto di famiglia, pur rimanendo una ferma cattolica e dirigente dell’agisci. «Considero la politica come servizio. Sarà un onore domani giurare al Quirinale. Farò del mio meglio per garantire a tutte e tutti pari opportunità e fare delle famiglie il pilastro della comunità. Buona strada a tutti noi!», ha scritto poco fa la nuova Ministro delle Pari Opportunità e Famiglia che di fatto sostituisce il leghista Fontana, travolto dalle critiche nel recente passato per essere andato al Forum delle Famiglie di Verona. Con questa scelta il neo-nato Governo Conte-2 intende così importare e ampliare le istanze LGBT con maggiore tutela all’interno del Dicastero della Famiglia. Dai primi provvedimenti e dalle prime dichiarazioni si potrà però intuire meglio quale corso e indirizzo prenderà la giovane nuova Ministro “giallorossa”. (agg. di Niccolò Magnani)

LA GIOVANE PD AL POSTO DI FONTANA

Nel Governo Conte-bis, Elena Bonetti entra a far parte della rosa dei ministri dell’esecutivo giallo-rosso. Con lei torna anche il ministero delle Pari opportunità ridotto solo ad un dipartimento nel precedente governo gialloverde e che ora viene unito alla Famiglia. Il nuovo ministro delle Pari Opportunità e Famiglia è una esponente dem, 45 anni di Mantova (ma nata a Asola), con un passato da capo scout nell’Agesci. Nel suo curriculum, una laurea in Matematica realizzata nel 1997 all’Università di Pavia e che le ha permesso di assumere il ruolo di professoressa associata di Analisi matematica dell’Università di Milano, città nella quale nel 2002 conseguì il dottorato di ricerca. Sposata e madre di due figli, collabora con il Cnr e con diverse Università. Nel 2018 è stata eletta nelle file del Pd. Vicina all’ex segretario Pd, Matteo Renzi, ha organizzato per la sua scuola di politica il corso di formazione “Meritare l’Italia”, destinato agli under 30 che hanno voglia di studiare, faticare e credere nel merito.

ELENA BONETTI NEO MINISTRO DELLE PARI OPPURTINITÀ E FAMIGLIA

La posizione del neo ministro alle Pari Oppurtinità e alla Famiglia, Elena Bonetti, si differenzia drasticamente da quella assunta dal precedente ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana e dalla leghista Alessandra Locatelli. Come rammenta Repubblica.it, infatti, nel 2014 la Bonetti firmò un appello insieme a Don Gallo per chiedere allo Stato il riconoscimento delle unioni gay. Appello rivolto al tempo stesso anche alla Chiesa, alla quale chiese di rivedere le proprie posizioni sull’argomento “perché tutti abbiamo il diritto di amare e di essere amati”. Una vera e propria svolta, nonostante il suo passato da scout e da dirigente della Agesci, l’associazione delle guide e degli scout cattolici e della quale Renzi faceva notoriamente parte sin da giovane. Anche per questo, sebbene fosse iscritta da poco al PD, nel 2017 l’allora segretario la scelse per far parte della segreteria nazionale del partito. Nomina accolta con grande sorpresa dalla stessa Bonetti, come ammise nelle varie interviste.

LA VICINANZA A MATTEO RENZI

Quando Elena Bonetti fu contattata dallo staff dell’allora leader del PD per proporle di entrare nella segreteria nazionale del partito, la stessa non se lo aspettava di certo. “Mi sono iscritta da poco al Pd, da quando non rivesto più incarichi per l’Agesci quando sono stata contattata per sottopormi la proposta sono rimasta stupita. Inizialmente mi è sembrata una proposta sproporzionata , ma ha prevalso la voglia di provare”, aveva spiegato l’allora docente. La scelta era stata motivata all’epoca da Renzi sulla base dell’esperienza all’Agesci oltre che a quella professionale della donna. “Credo che stia a significare la volontà di aprire tutte le porte al mondo giovanile, alle associazioni che a questo mondo si rivolgono e ai valori di cui sono portatrici”, aveva aggiunto colei che sin da subito non sembrava affatto incarnare le sembianze della tipica esponente politica.

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