Eleonora Abbagnato “La danza rischia di morire”/ “Tutti si assembrano, i danzatori..”

- Stella Dibenedetto

Eleonora Abbagnato lancia un appello e realizza il corto “Ripartiamo” per aiutare il mondo della danza in difficoltà: “Tutti si assembrano, noi…”.

Eleonora Abbagnato
La ballerina Eleonora Abbagnato

Eleonora Abbagnato scende in campo per aiutare i danzatori, in notevole difficoltà dopo il lockdown da coronavirus. La direttrice dell’Opera. ai microfoni del Corriere della Sera in un’intervista rilasciata il 30 luglio, lancia un appello per aiutare il mondo della danza che rischia di morire. «Se continuiamo così il balletto è morto. Per la danza il lockdown è stato uno choc. Oggi viviamo l’assurdità di vedere assembramenti ovunque, mentre noi danzatori, in sala ballo, soffochiamo sotto le mascherine senza poterci toccare nelle coreografie. Una punizione», afferma Eleonora Abbagnato per ha deciso di fare qualcosa di concreto realizzando un corto dal titolo “Ripartiamo” interpretato da lei e da sei ballerini dell’Opera di Roma girato al Teatro Costanzi e nel parco di Villa dei Quintili per sostenre tutti gli appartenti al mondo della danza in difficoltà.

ELEONORA ABBAGNATO: “LA MIA FESTA D’ADDIO CANCELLATA TRE VOLTE”

Nonostante il lockdown, Eleonora Abbagnato non si è mai fermata continuando a lavorare senza sosta. «Durante il periodo più difficile del Covid non mi sono mai fermata, dando lezioni su Zoom e riprogrammando l’intera stagione di Roma», ha raccontato la Abbagnato che continuerà a ballare per tutta l’estate. Il 29 luglio sarà al Festival di Nervi con lo spettacolo Love di Giuliano Peparini mentre il Balletto dell’Opera di Roma sarà impegnato, al Circo Massimo fino al 3 agosto, nelle repliche di Le Quattro Stagioni sempre di Giuliano Peparini: «Giuliano si è ingegnato per rispettare le norme dell’emergenza facendo indossare ai danzatori guanti e costumi schermati da veli. Nonostante tutto, il balletto deve andare avanti». Infine, la Abbagnato ha parlato della sua festa d’addio, annullata tre volte: «La mia festa d’addio al Palais Garnier è stata cancellata per tre volte (prima per gli scioperi, poi per il blocco, ndr). Saluterò da guest il 20 marzo in Le Parc di Preljocaj», conclude.

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