ELETTRA LAMBORGHINI “MACULATA CONCEZIONE”/ Rolling Stone, la cover blasfema

- Paolo Vites

Elettra Lamborghini, la copertina immagine da Vergine Maria su Rolling Stone

elettra lamborghini rolling stone cover
Elettra Lamborghini sulla cover di Rolling Stone

Cover digitale, cioè sol sul sito, quella della rivista Rolling Stone, forse perché consapevoli che mettere questa copertina anche sul cartaceo, in vendita, per dire, anche all’Esselunga, sarebbe stata notata di più e avrebbe provocato qualche polemica, cosa che sembra non stia succedendo per adesso. Non sappiamo quanti visitatori abbia il sito e quante copie venda il cartaceo, ma in una edicola, si compri o no un giornale, rimane lì in bella vista per tutti quelli che passano di lì, sul sito ci vanno solo gli affezionati lettori. E allora ecco Elettra Lamborghini (miliardaria figlia del noto produttore di una delle marche automobilistiche italiane più note al mondo) in candida apparizione da Vergine Maria, con tanto di titolo “Maculata Concezione” (maculata fa riferimento all’aureola riprodotta come la pelliccia maculata di ermellino, peraltro rigorosamente vietata, tanto per sottolineare il lusso che circonda la ragazza). Non c’è neanche voglia di parlare di blasfemia, usare simbolo religiosi cristiani per sfottere la fede di milioni di persone ormai è come sparare sulla Croce Rossa: facilissimo, lo hanno fatto tutti e non ha più niente di trasgressivo come pensano i geni di marketing strategico. Ma dà fastidio lo stesso a chi è credente.

DIO E LATTE DI SOIA

Anche perché il personaggio in questione si è definita per anni regina del trash, foto spinte sexy come appare anche in questa intervista, canzoncine usa e getta. “A tu per tu con Elettra Lamborghini per parlare della sua irresistibile ascesa, del rapporto con Dio e con l’amore, di latte di soia e del suo nuovo canone della bellezza” dice il sommario. Che emozione, Dio e latte di soia. Poi, quando viene toccato l’argomento, ecco tutta la banalità un tanto al chilo: “Tu hai parlato del fatto che hai incontrato una dimensione spirituale. Se mi dovessi descrivere il tuo Dio o la tua religione, come la racconteresti? È cristianesimo?”. Risposta: “Io credo in qualcosa, non mi piace chiamarlo cristianesimo, anche perché sarei sempre una peccatrice, quindi mi dovrei fustigare ogni tre per due. Non do un nome a quello in cui credo”. Non ti preoccupare Elettra, i sacerdoti confessori hanno casi più seri di cui occuparsi del trash da Instagram. Vai in pace, il peccato è cosa seria. Ah dimenticavamo c’è anche il momento politicamente impegnato, con una domanda che mette insieme chi va sugli yacht e chi sui barconi: “Siccome sei una che ha viaggiato e hai sempre visto culture diverse da quella italiana, hai qualche idea sulla questione porti chiusi?”. La risposta si mantiene sul livello della domanda, così politicamente corretta da commuovere: “La questione è molto, molto delicata, ma io sono di questa idea: mettiti nei panni di una persona in un barcone con i propri figli, senza cibo e acqua per venti giorni, il rispetto per l’essere umano viene prima di qualsiasi altra cosa. Non bisogna essere indifferenti”. A quando una “cantante” che si mostra in copertina con il velo islamico? Sicuramente mai.



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