ELEZIONI 2022, RENZI-CALENDA: ACCORDO LISTA IV-AZIONE/ Cdx, centristi in Noi Moderati

- Niccolò Magnani

La corsa alle Elezioni 2022: trovato l’accordo Calenda-Renzi per il Terzo Polo. Bettini spinge per Pd-M5s dopo il voto. Meloni lancia messaggio anti-fascismo, moderati Cdx in unica lista

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Carlo Calenda dopo la sigla dell'accordo Italia Viva-Azione (LaPresse, 2022)

“ITALIA SUL SERIO”, NASCE LA LISTA AZIONE-ITALIA VIVA CON CALENDA FRONTRUNNER

Sarà Carlo Calenda a guidare la campagna elettorale del Terzo Polo con il progetto “Italia sul Serio”: l’accordo è stato raggiunto su tutti i fronti tra Italia Viva e Azione, con entrambi i leader soddisfatti di aver trovato una “casa” per i riformisti alternativa a Centrodestra e Centrosinistra alle Elezioni 2022, «Nasce oggi per la prima volta un’alternativa seria e pragmatica al bipopulismo di destra e di sinistra che ha devastato questo paese e sfiduciato Draghi. Ringrazio Matteo Renzi per la generosità. Adesso insieme Italia Viva Azione per ItaliaSulSerio», scrive sui social Calenda. Svelato già il simbolo che sarà presentato entro il 14 agosto presso l’ufficio elettorale centrale: entrambi i nomi dei partiti sono inseriti nella medesima lista, con riferimento al partito europeo Reneww Europe (Macron) e con la scritta “Calenda” ben in evidenza. Manca il riferimento a Matteo Renzi che lascia così spazio al suo amico-rivale.

«Il 25 settembre troverete sulla scheda elettorale anche questa possibilità: non accontentatevi dei meno peggio, mandate in Parlamento persone di qualità. Per costruire una casa nuova ci vuole un pizzico di follia, e quella non manca. Ci vuole l’entusiasmo, che in queste settimane è stato addirittura straripante», scrive Renzi su Facebook dando il via libera al Terzo Polo per le Elezioni 2022. «E ci vuole anche tanta generosità. Perché consentire a un progetto di partire richiede anche che qualcuno sappia fare spazio e non pretendere ruoli. Per questo lascio volentieri che sia Carlo Calenda a guidare la campagna elettorale. Talvolta abbiamo discusso, lo sapete, ma i punti che ci uniscono sono molti di più di quelli che ci dividono. Chi ci crede deve fare di tutto per unire, non per dividere. E io ci credo. Per questo faccio il primo passo con il sorriso: perché so che sarete in tanti a camminare con noi», conclude l’ex Premier. Stilettata dal leader del M5s Giuseppe Conte che commenta, «Nuova settimana, nuovo cambio di alleanza per Calenda. Ora è il momento di abbracciare il Rinascimento saudita di Renzi, per provare insieme a trovare un posto in Parlamento. Le emergenze di cittadini e imprese? Un dettaglio secondario». Si chiamerà invece “Noi Moderati” la lista unica dell’area centrista all’interno della coalizione di Centrodestra: Udc, Coraggio Italia, Italia al centro e Noi con l’Italia avranno in comune anche il simbolo con sfondo blu, loghi di CI e Udc e pure il simbolo unito tra Lupi e Toti. «Abbiamo tutti voluto fortemente che ci fosse un programma unico della coalizione. Siamo insieme e ringraziamo tutti i leader. Ci caratterizza una condivisione che è garanzia per il governo del Paese. Sarà sottoscritto da tutti, in quel programma ognuno ha dato il proprio contributo», è il commento del leader di Noi con l’Italia, Maurizio Lupi.

CHIUSO L’ACCORDO TRA RENZI E CALENDA: INSIEME ALLE ELEZIONI 2022

A breve arriverà l’annuncio ufficiale degli stessi leader di Italia Viva e Azione ma l’accordo è stato trovato: Matteo Renzi e Carlo Calenda correranno insieme per le Elezioni 2022 e lo faranno in una lista unica. I due leader attorno alle 13 si incontreranno per siglare il patto elettorale: mancano solo alcuni dettagli, come quello legato al simbolo. Spiegano fonti del Terzo Polo all’Adnkronos, «il simbolo dovrebbe avere il nome di Calenda in risalto rispetto al logo di IV, una questione che sta creando qualche tensione dentro Italia Viva». Renzi dal canto suo ha ribadito ancora stamattina che la politica «è anche generosità»: l’impressione è che alla fine l’accordo comunque sia stato già siglato, si discute solo sui piccoli dettagli pronti ad essere “appianati”. Intanto Matteo Renzi in una nota fa sapere: «il progetto del terzo polo è molto più grande dei singoli destini personali e io con impegno e tenacia sarò in campo (e in qualche circoscrizione al Senato) per dare una mano e farlo vincere. Dico alla comunità di Italia Viva: adesso tutti al lavoro con Carlo e gli amici di Azione per salvare l’Italia dai sovranisti e dai populisti. A testa alta, a viso aperto. Ci siamo riusciti con Draghi quando non ci credeva nessuno, riproviamoci adesso».

Attacca ancora Calenda il leader di Impegno Civico, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio: «Carlo Calenda ha passato il tempo a fare il bullo invece di fare proposte politiche serie»; sfidando poi le proposte economiche del Centrodestra, l’ultima con Silvio Berlusconi che propone di azzerare l’Iva su pane, pasta e latte, Di Maio aggiunge «il nostro impegno è dare credibilità al Paese con un programma concreto che non sfasci i bilanci». Nuovi malumori vengono invece registrati all’interno del Pd, con un duro comunicato dei Giovani Democratici che contesta la formazione delle liste fatte da Letta in questi giorni: «Giovani Democratici hanno il diritto e il dovere di esigere spazio, ottenendo candidature eleggibili, come accade per i rappresentanti delle organizzazioni giovanili dei partiti progressisti di ogni parte d’Europa, anche quando sono assai meno radicate. Per contribuire a un cambiamento, per essere il cambiamento».

OGGI INCONTRO CALENDA-RENZI, BETTINI (PD) APRE AL M5S DOPO ELEZIONI 2022

Quattro coalizioni, quattro “poli”, quattro modalità di raccontare l’Italia: a pochi giorni dalla presentazione dei simboli al Viminale, la corsa alle Elezioni 2022 sembra quasi definita quantomeno nella sua composizione (e griglia di partenza). Se l’incontro previsto in giornata tra Matteo Renzi e Carlo Calenda dovesse portare alla definizione del “Terzo Polo”, ecco che la situazione della campagna elettorale dalla prossima settimana vedrebbe questo ordine di partenza (secondo gli ultimi sondaggi politici stilati dopo lo “strappo” tra Calenda e Letta): Centrodestra davanti con il 48% circa, segue il Centrosinistra (Pd- PiùEuropa, Sinistra Italiana, Verdi, Articolo1, Demos, Radicali), M5s al 10% circa e Italia Viva-Azione attorno al 6% ma data in crescita. Tutto, ovviamente, se i due leader più “focosi” politicamente come Matteo Renzi e Carlo Calenda riusciranno a trovare l’intesa per il Terzo Polo (in realtà quarto a vedere gli ultimi sondaggi, ndr).

«Vediamo, oggi in giornata decideremo, sono ottimista, spero che si faccia, credo che si farà, le percentuali lasciano il tempo che trovano», ha spiegato il leader di Azione ospite di Rtl 102.5. I due si vedranno in tarda mattinata per mettere a punto l’accordo che prevederebbe una lista unica con indicati entrambi i partiti nell’unico simbolo (si parla di un nome come “Italia in Azione” ma tutto ancora dovrà essere confermato/smentito): «Ci sentiamo abbastanza spesso in queste ore, è ora di muoversi e di iniziare a parlare delle cose da fare. Mi sono rotto di parlare di alleanze, non vedo l’ora di iniziare a parlare con gli italiani», conclude Calenda. A “La Stampa” intanto Matteo Renzi conferma il buono stato dell’accordo, ma aggiunge: «Se c’è un progetto politico, sono pronto a fare un passo indietro, Carlo può fare il front runner in campagna elettorale e noi gli daremo una mano». Secondo il leader di Italia Viva, il Terzo Polo «può prendere voti sia a Forza Italia sia al Pd e con un buon risultato al proporzionale, possiamo essere decisivi in Parlamento per far tornare Mario Draghi». Frecciata finale di Renzi a Enrico Letta: «Ha fatto una frittata, è il miglior amico di Giorgia Meloni». In casa Centrosinistra tiene ancora banco gli ammiccamenti quotidiani che dall’ala più a sinistra del Pd puntano diretti verso il M5s: dopo Orlando e Franceschini, ora è Goffredo Bettini che ripropone il suo cavallo di battaglia di un “campo largo” tra Letta e Conte (definito solo un anno fa come il “punto di riferimento dei progressisti). «Con il M5s dopo il voto? Il bello della politica è la sua imprevedibilità», spiega Bettini al “Corriere della Sera”, subito criticato dal tweet di Carlo Calenda «in questo caso il bello della politica è la prevedibilità. Il ⁦Pd si alleerà con i 5S un minuto dopo le elezioni. Il bipopulismo tornerà perfetto. Da un lato Letta/Conte/DiMaio/Fratoianni, dall’altro Berlusconi/Salvini/Meloni. Offriremo un’alternativa a tutto ciò».

ELEZIONI 2022, COME SARANNO LE LISTE DEL CENTRODESTRA. CAOS M5S, LITE CONTE-RAGGI

Svolta nel frattempo nella campagna elettorale di Giorgia Meloni, data sempre più avanti nei consensi tra i partiti del Centrodestra: la leader di Fratelli d’Italia ha diffuso un videomessaggio in tre lingue (inglese, francese, spagnolo) per far capire anche all’estero che la candidata Premier del prossimo Governo non porterà l’Italia ad un estremismo “nero”, ad una “Le Pen 2.0” come sibilano diversi osservatori internazionali. «Certa stampa estera ispirata dalla sinistra descrive FDI come un pericolo per la democrazia e la stabilità italiana, europea e internazionale. Ho deciso di rispondere con un video in francese, inglese e spagnolo (sul tedesco non mi avventuro) su chi siamo e cosa vogliamo fare». Nel video (diffuso integralmente nella lingua del Paese dove è stato inviato, quello qui sotto è un collage) Meloni definisce una volta per tutte la sua posizione atlantista e anti-fascista: «La Destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia ormai da decenni, condannando senza ambiguità la privazione della democrazia e le infami leggi anti-ebraiche. E senza ambiguità è ovviamente anche la nostra condanna del nazismo e del comunismo, l’unica delle ideologie totalitarie del XX secolo che è ancora al potere in alcune nazioni, sopravvivendo ai suoi tragici fallimenti, che la sinistra fatica a condannare, forse anche perché dall’Unione Sovietica ha ricevuto per decenni generosi finanziamenti».

Plauso dall’opposizione arriva con Carlo Calenda che a Rt 102.5 riconosce «Sono stato l’unico leader politico a salutare con gioia la dichiarazione della Meloni. Ha fatto una dichiarazione chiara e netta, è stata molto chiara e gliene rendo atto». Mentre il programma del Centrodestra è ormai quasi del tutto concluso – 15 punti, cruciali i temi di fisco, giustizia, ambiente – nelle prossime ore potrebbe essere ufficializzato la formazione di un’unica lista dei moderati, la cosiddetta “quarta stampella” della coalizione. Alle Elezioni 2022 il Centrodestra si presenterà dunque con Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e i moderati sotto un’unica lista: Toti-Italia al Centro, Lupi-Noi con l’Italia, Brugnaro-Coraggio, Cesa-Udc. «Ci abbiamo lavorato questa notte fino a tardi – ha detto il Governatore della Liguria -. penso che nel corso delle prossime 24 ore si possa arrivare al risultato, che semplifica il quadro politico anche per chi va a votare». Conferma poi da Maurizio Lupi, citando gli ultimi sondaggi che darebbero la lista dei moderati al 3,5%: «I dati dell’istituto di ricerca confermano la bontà della scelta di unire le forze per rafforzare l’area centrista della coalizione, che non porta solo consenso, ma anche e soprattutto progetti, idee, affidabilità, esperienza e concretezza. Elementi indispensabili per vincere le elezioni e governare bene». Chiudiamo il focus politico mattiniero con l’ennesima lite in casa M5s: questa volta coinvolti sono il leader Giuseppe Conte e l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, impossibilitata a candidarsi per il vincolo grillino sui 2 mandati. Alla richiesta di Raggi di creare «regole chiare e da subito per le Parlamentarie», la risposta di Conte ieri sera a La7 è durissima: «Vorrei rassicurare pubblicamente Virginia Raggi che si sta agitando e tenta di agitare la comunità del Movimento 5 stelle sulla trasparenza che viene indicata a sproposito: avremo un processo della formazione delle liste e le parlamentarie assolutamente trasparente, in linea con le previsioni statutarie. Ho scritto io quello statuto raccogliendo tutte le istanze all’interno del Movimento. Faremo le liste non come al Comune di Roma dove lei si è autocandidata senza sentire i vertici del Movimento e formando delle liste di sua iniziativa scegliendo le persone».







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