RISULTATI BALLOTTAGGI/ Il commento della Lega: le reazioni di Maroni, Salvini e Fontana

- La Redazione

Dopo la batosta terribile per il centrodestra, con la sconfitta a Milano e Napoli, gli occhi sono puntati sulla Lega Nord. Ci si chiede come e se muteranno i rapporti con il Pdl.

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Il ministro Roberto Maroni riferisce in Parlamento sugli scontri di Roma

Dopo la batosta terribile per il centrodestra, con la sconfitta a Milano e Napoli date per vinte senza sforzo prima del primo turno e successivamente ottenute dal candidato di Sel, Giuliano Pisapia, e da quello dell’Idv, Luigi De Magistris, gli occhi sono puntati sulla Lega Nord. Neanche al Carroccio le cose sono andate particolarmente bene e ci si chiede come e se muteranno i rapporti con il Pdl. Da Matteo Salvini, uomo di spicco della Lega a Palazzo Marino ed eurodeputato, giunge una serie di duri commenti indirizzati alla Moratti e a Berlusconi: a far perdere le elezioni al centrodestra, infatti, secondo il politico leghista, sarebbero state le «polemiche del passato sui furti d’auto e le Br» oltre l’aver definito «i giudici un cancro da estirpare». Ovvi i riferimenti al premier, al sindaco uscente e  a Lassini. Salvini, poi, ha aggiunto: «Il voto è sovrano prendiamo atto del voto dei milanesi e lo rispettiamo. L’opposizione non spaventa la Lega, marcheremo a uomo Pisapia». Rispetto all’impegno del partito del Senatur in campagna elettorale, si è detto convinto di come il suo partito abbia «fatto di tutto e di più con mezzi infinitamente minori rispetto a Pd e Pdl». Salvini, infine, ha voluto segnalare come il voto, in ogni caso, abbia premiato i padani: 5 anni fa, infatti, «il Pdl prese 250 mila voti, la Lega 22 mila. Oggi il Pdl prende 170 mila voti, la Lega 60 mila. Il Pdl ha perso 80 mila voti. Detto questo  quando si perde, si perde tutti insieme, l’opposizione non ci fa paura». Il ministro dell’Interno Roberto Maroni spiega, più nel dettaglio, la linea che intende adottare il partito di Bossi: «È stata una sberla, serve una riflessione» ha, anzitutto, ammesso. «O si dà un colpo d’ala, anzi di frusta, nella ripresa dell’azione di Governo o si rischia di non dare una risposta al voto di oggi» ha aggiunto, chiarendo, tuttavia, che non vi sarà alcuna crisi né che sarà necessario modificare qualcosa nella squadra di governo. Il malessere della base leghista per l’andamento delle elezioni deflagra su Radio Padania: «Più che una sconfitta della Lega è una sconfitta di Berlusconi e del Pdl. Il ciclo del berlusconismo è finito, non ha più presa, ha fatto mille promesse, ma non ha portato a casa nessun risultato», è il commento di un ascoltatore leghista. «Berlusconi aveva promesso una riduzione delle tasse e invece dobbiamo lavorare un giorno in più per pagarle», aggiunge un altro. 

«Vedremo tanti bei bambini adottati da mamme che si chiamano Mario e i cittadini extracomunitari con il diritto di voto», è il commento ancora più duro di un altro ancora. L’unico intervento ottimista sentenzia: «chi vince le amministrative in grandi città, come Napoli e Milano, perde poi le elezioni nazionali perché le città grandi sono difficili da amministrare e gli elettori si lamentano sempre di chi amministra». Il partito dei Lumbard, che ha perso rovinosamente a Novara, alla provincia di Mantova, al Comune di Rho e a quello di Desio, ha mantenuto, per un soffio, il comune di Varese, con la conferma di Attilio Fontana. «Sono l’ultimo dei mohicani, miei cari, qui è cambiato il vento…», è stato il suo ironico commento



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